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NON APRITE QUELLA PORTA (The Texas Chainsaw Massacre) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Tobe Hooper, con Gunnar Hansen e Marilyn Burns; formato: 1.85:1; 1974


“Malsano“ è il primo termine a cui penso per descrivere con un solo aggettivo questo film, che racconta la storia di un gruppo di ragazzi in viaggio per il Texas che diventano prede di una terrificante famiglia di macellai cannibali.
Nonostante sia nota la derivazione della sceneggiatura da una storia realmente accaduta, i fatti narrati in Non aprite quella porta sono per la maggior parte pura fiction, vagamente ispirati alle gesta criminali del serial killer Ed Gein. Ciò non toglie che l'approccio usato dal regista per mettere in scena questa storia di morte ed orrore sia realistico a sufficienza da supportare le leggende che circondano questo film, creato con pochissimi mezzi, soldi ed esperienza, fattori che hanno giovato enormemente al look terribilmente sporco e realistico di questo celeberrimo caposaldo dell'horror.

Ogni singolo fotogramma trasmette angoscia ed un opprimente senso di minaccia, e il film ha il merito di riuscire ad essere terrificante nonostante si svolga in gran parte alla luce accecante del sole texano. Fin dalla prima inquadratura il tono della pellicola viene settato su “ansia totale“, con le immagini di un cadavere fotografato al buio che squarciano il nero della notte grazie al flash della macchina fotografica, adoperata da mani che rimangono costantemente fuori campo. Un suono improvviso, gracchiante ed acuto (che ascoltato una volta non si dimentica più) accompagna ogni scatto, enfatizzando il senso di macabro trasmesso dalle immagini. Il film è un continuo di scene simili, ognuna più inquietante della precedente e densa di tensione: impossibile non ricordare il salotto della famiglia cannibale, adornato da ossa umane e animali e da mobili sporchi e lisi, così come indimenticabile è l'introduzione di ogni componente della famiglia stessa, tra cui spicca - per ferocia e aspetto repellente - l'orribile Leatherface, un ritardato di due metri armato di motosega e con il volto coperto da una maschera composta di pelle umana.

I momenti in cui esplode la violenza dei cannibali sono talmente brutali da risultare choccanti, nonostante sullo schermo non compaiano quasi mai sangue o frattaglie. Chi ricordasse Non aprite quella porta come un film molto splatter scoprirà con sorpresa - rivedendolo - che la quantità di liquido rosso mostrato è minima, di gran lunga inferiore a quella solitamente sfoggiata in un qualsiasi film d'azione contemporaneo. In questo film il vero orrore è creato non dal dispiego di effetti sanguinolenti, ma dalle atmosfere cupe e terribilmente realistiche create da un concorso di bravura tra attori e tecnici.
Se Tobe Hooper e la sua troupe hanno saputo trarre il meglio da quel poco che avevano a disposizione, gli attori - Marilyn Burns in testa - hanno fornito una performance a dir poco impressionante, che lascia trasparire vera angoscia, paura e isterismo, condizioni testimoniate dalle riprese effettuate dietro le quinte (disponibili nelle edizioni americane del film in LaserDisc e DVD) in cui è possibile vedere come l'attrice protagonista sia stata colta da una vera e propria crisi di pianto durante una scena particolarmente intensa, inquadratura poi regolarmente finita nel montaggio definitivo della pellicola.

È probabile che Non aprite quella porta rimarrà un caso unico ed irripetibile nel panorama del cinema horror, un genere ormai viziato dai miliardi delle major e snaturato dalle smanie di protagonismo aristoide dei registi che oggigiorno si avvicinano al genere, che da sempre ha dato il meglio di sé con film come questo, brutti, sporchi e cattivi, girati con rigore formale e realizzati con budget ridottissimi, stock di pellicole scadenti e passione viscerale.
Nonostante i numerosi seguiti e il recente remake, il film di Tobe Hooper rimane l'unico ad avere la potenza di colpire lo spettatore come una mazzata in testa, un colpo secco che consiglio a tutti di prendere senza riserve.

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



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I commenti degli utenti


Alex scrive:

rinnovo

okkkkkkk


Inviato il 21/06/2010

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Dice... Filippo scrive:

@Alex

Ho giurato che l'avrei rinnovato e lo farò. Ogni tanto butta un occhio.


Inviato il 18/06/2010

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Alex scrive:

fb

come non detto!!!
ma sto sito quando lo rinnoviamo???


Inviato il 18/06/2010

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Dice... Filippo scrive:

@Alex

Troppo altolocato, sorry.


Inviato il 17/06/2010

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alex scrive:

fb

a morè ma ci sei su FB o sei troppo altolocato???
se si dammi il link...


Inviato il 17/06/2010

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julyblood scrive:

non aprite quella porta

magnifico,bello,bello,bello.



Inviato il 09/06/2010

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julyblood scrive:

non aprite quellla porta

mai visto un film cosi,magnifico,bello,belllo,bello.



Inviato il 09/06/2010

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julyblood scrive:

non apite quella

mai visto un film cosi bello, magnifico,bello, bello, bello.


Inviato il 09/06/2010

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Vincent scrive:

 

appena visto.
"Malsano" è decisamente la parola corretta. Non sono un grande cultore dell'horror, ho visto pochi film del genere e non li apprezzati (ad esclusione de "la casa", che però ha quella impagabile componente infantile-fantasy che lo rende una baracconata quasi divertente); ma questo... quasi no riesci a credere alla velocità con cui vengono massarati i giovani protagonisti, passa un'ora e inizi a chiederti dove cazzo vuole andare a parare e sei quasi deluso eppure... sei consapevole che l'atmosfera del film, nonostante la gratuità totale della violenza, ti fa star male. inoltre leatherface fa un'apparizione eccezionale: la maniera in cui sbatte la porta dopo la prima vittima è decisamente la cosa che mi è rimasta più impressa.
la qualità video da filmino delle vacanze unità ad una scelta delle inquadrature decisamente ispirata fanno sì che la pellicola appaia davvero malata.
una nota a parte per il nonno: sembrava uno Psyco dei poveri e invece non era imbalsamato, era vivo. ci sono rimasto male.


Inviato il 28/08/2009

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Erika scrive:

Aiuto...

Io mi sono accostata a questo film con le migliori intenzioni del mondo.Avevo tutto pronto : cuscino da abbracciare,uomo che mi dicesse "Ma come cavolo stai e' solo un film" e un sacchetto per il vomito.Non ce l'ho fatta,pero'...mi sono messa sotto le coperte ad ascoltare urli agghiaccianti e ad aspettare la fine di quel macello.Non si puo' proprio dire che l'ho visto ma l'ho sentito e vi posso dire che fa veramente paura brrr...


Inviato il 24/12/2008

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Anonimo scrive:

 

e quando lui guida e lei è nel sacco e lui la punzecchia col bastone e fa quelle facce..???
io non l'ho più vista una famigliola pazza sadica come quella
..uuuuuuuuuuhh..




Inviato il 10/11/2007

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Dice... Filippo scrive:

Per Shithound

Mmmmmh, guarda, non ricordo bene, ma mi sembra fosse un'altra scena, in cui era coinvolto il "papà" della famiglia. Purtroppo non posso controllare, perché quegli extra ce l'ho solo su LaserDisc e il lettore è rotto.


Inviato il 10/11/2007

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Shithound scrive:

meraviglioso

E ci credo che l'è davvero presa la crisi di panico, mi stava venendo a me (che praticamente nulla mi impressiona), figuriamoci lei che ci stava recitando...azzardo ad indovinare (chiedo perché tu l'hai visto): è per caso nella scena in cui il nonno deve darle la martellata in testa? O non si capisce? Comunque è davvero un capolavoro, forse è uno dei pochi film in cui la recensione non serve assolutamente, ma solo una pagina bianca con scritto "Guardatevelo"


Inviato il 10/11/2007

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BERTO scrive:

BELLO BELLO..

Troooooppo fico.. il matto all'inizio sul camper che si taglia la mano.. e faccia di cuoio che acchiappa la prima malcapitata la appende al gancio (viva) chiude la porta di ferro e vaffanculo.. il remake è carino ma se lo potevano risparmiare.. perchè vanno a stuzzicare miti anni 70 così unici come questo.. era ovvio che non ti ci potevi manco avvicinare.. NON APRITE QUELLA PORTA ..CAZZO!


Inviato il 09/10/2006

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Calindry scrive:

Formaggio di testa

Vorrei vedere la faccia di colui che ha lavorato all'adattamento dei dialoghi nel momento in cui gli è venuto in mente di indicare un probabile (o meglio improbabile) insaccato:"formaggio di testa"






Inviato il 31/05/2006

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Anonimo scrive:

 

buona cugg!


Inviato il 12/08/2004

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