Di Stephen Frears, con Audrey Tatou e Chiwetel Ejiofor; formato: 1.85:1; 2002
Lo ammetto, sono andato a vedere questo film senza avere la minima idea di cosa fosse, gabbato - insieme a Chiara e Sasha - dai posti esauriti sia per l'anteprima dei Coen che per quella di Woody Allen, situazione che mi ha portato a stabilire il record a piedi sul tragitto Lepanto-Ottaviano. Quando decido di andare ad un'anteprima, a Roma diventano tutti cinefili, anche se è lunedì.
Va beh, poco male: grazie ai biglietti terminati ho scoperto un bel film che altrimenti - con tutta probabilità - non avrei mai visto.
Diretto dal regista di 'Alta fedeltà ', 'Rischiose abitudini' e 'Le relazioni pericolose', il film racconta la storia di forte emarginazione vissuta da due immigrati (Audrey Tatou e Chiwetel Ejiofor) che cercano di sopravvivere in una Londra inospitale e gelida, tra controlli dell'ufficio di immigrazione, soprusi sul lavoro e un cuore umano trovato incastrato nella tazza del gabinetto di una stanza d'albergo.
Piccoli affari sporchi riesce nell'intento di proporre un film basato su una cosiddetta “tematica sociale“ senza mai scadere in toni didascalici o retorici; iniettando piccole dosi di generi vari (thriller, dramma, film d'amore) in un tessuto realista, il film fa riflettere su argomenti spinosi senza essere mai noioso, descrive una realtà amarissima e - allo stesso tempo - intrattiene il pubblico con una trama da seguire, senza limitarsi a raffigurare il tema principe pretendendo di suscitare interesse solo con la rappresentazione di una piaga sociale. Il cinema italiano, in questo senso, è pieno di esempi al negativo: sempre in tema di immigrazione basterebbe pensare a Pummarò, di Michele Placido, un raffazzonato collage di luoghi comuni che, più che un film, ricordava le “dramatization“ che vengono utilizzate nei programmi televisivi per raffigurare un evento di cronaca in forma recitata.
La riuscita di Piccoli affari sporchi è dovuta anche alla dettagliata caratterizzazione dei due protagonisti, che riescono in questo modo a risultare “persone“ trascendendo il loro status di “immigrati“, due outsider in un mondo di merda in cui è possibile identificarsi superando il pietismo che di solito è l'unico sentimento su cui si fa leva in film del genere.
Il punto di forza di Piccoli affari sporchi è l'eccellente cast, su cui spiccano i due emozionanti protagonisti e Sergi López, con un personaggio sgradevole ma ricco di sfumature.
A completare il tutto ci pensa una confezione tecnica di ottimo livello, con una bella direzione della fotografia, una colonna sonora evocativa che sottolinea le immagini perfettamente e con una regia principalmente al servizio delle performance degli attori che riesce contemporaneamente a mettere in luce lo stile personale di Frears.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.go-underground.com/
Trailer: http://www.apple.com/trailers/miramax/dirty_pretty_things.html

l'ho visto ieri sera
..su rai3? chi l'ha visto? (il film non il programma) ..mi ricordavo che era stato recensito sulla mmg con 4 stelle.. mi associo.. le 4 stelle ci stanno tutte.. la rece poi non fa una piega.. ottima confezione, regia, recitazione, colonna sonora e sceneggiatura.. un buon film, da vedere senz'altro..