Di Lance Mungia, con Jeffrey Falcon e Justin McGuire; formato: 1.85:1; 1998
Dopo un olocausto nucleare avvenuto durante gli anni '50, il mondo è una landa desolata in pieno stile Mad Max in mano a bande di predoni, che gravitano soprattutto nei dintorni dell'ultimo bastione statunitense di civiltà, la città di Las Vegas, ora ribattezzata “Lost Vegas“ e retta dall'ultimo, vero re: Elvis Presley.
Alla morte di The King, i personaggi più coriacei di questo mondo crudele si fanno avanti per rivendicare il posto di leader, e tra di essi spicca il Six-String Samurai, uno strano tizio vestito da un completo nero e occhiali da nerd e armato di una katana e di una chitarra elettrica.
A vedere film come 'Six-String Samurai' (grazie a Starplatinum per la segnalazione) sembra proprio che la robaccia su celluloide piaccia, e in alcuni casi - come questo - possa servire anche come fonte di ispirazione.
Quello che emerge in maniera evidente dalla pellicola di Lance Mungia, infatti, è che l'autore si è lasciato trasportare dall'onda del delirio (suo e di certo cinema) sperando nel consenso automatico del nutrito popolo dei merda-movie, ma quello che è altrettanto evidente è il fatto che Mungia sembra non essersi reso conto che la cacca - quando è autentica e squaqquerona - puzza, e che il terrificante odore si sente lontano un chilometro e non può essere simulato.
Analizzando attentamente le feci partorite dal regista (sì, ormai ve ne sarete accorti, questa è una recensione di gran classe, da leggere a Natale attorno al pianoforte insieme a tutta la famiglia), invece, si nota subito una consistente turgidità e i segni incontestabili di un'alimentazione sana, priva di grassi saturi e di elementi seriamente dannosi, tutte caratteristiche tipiche di persone che - a parte qualche concessione al più comune junk-food - godono di ottima salute, sono capaci di mettere in piedi addirittura belle inquadrature e di costruire personaggi simpatici e un minimo articolati.
Quelli che in assoluto sarebbero da considerare pregi, finiscono però col diventare dei quasi-difetti quando il tuo intento è quello di farti apprezzare proprio per i tuoi demeriti, ed ecco che anche un non disprezzabile giudizio di tre stelle (quasi interamente guadagnato grazie alle energie che Jeffrey Falcon, il “Six-String Samurai“, ha speso per caricarsi sulle spalle gran parte della produzione) diventa molto simile ad una pietra tombale, il limbo in cui non dovevi assolutamente finire.
Dal momento in cui decidi di buttarti a peso morto nel nonsense vagamente folle, trashofilo e consapevole, però, non basta campare su un'ideuzza un po' strampalata che ha a che fare con Elvis, spalmarla lungo un'ora e mezza di pellicola e sperare che il pubblico abbocchi: il mero tirare in ballo The King non è più sufficiente per assurgere allo status di culto, e per soddisfare i palati abituati al sapore rancido dei prodotti più assurdi devi saper aggiungere gli ingredienti adatti, quelli pesanti, i pezzettoni che rimangono tra i denti, soprattutto se - errore madornale - dimostri in maniera plateale di avere gusto per l'immagine e addirittura un pizzico di talento.
Se ti rivolgi ad uno spettatore ben preciso (e allenato a distinguere al primo sguardo il “ci è“ dal “ci fa“), pensare di cavartela semplicemente ficcando dentro al tuo film Elvis, Las Vegas e le arti marziali è quantomeno ingenuo, addirittura utopico nel momento in cui la pellicola contiene qualche trovata simpatica ma nessun'idea potente, zero sangue, zero zinne, zero cattivo gusto.
E dove siamo, alla divisione “Kids“ della Troma??
Insomma, Mungia, mi avevi promesso Ed Wood e invece trovo te, che mi sei quasi piaciuto.
Pfui!
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.imdb.com/title/tt0118736/trailers

Gran film
Giusto ieri incuriosito dal dvd da saturn ho deciso di comprarlo (previo anche demo del muletto).
Film molto interessante che viene rovinato come molti film da un finale privo di logica.
Purtroppo la versione italiana è doppiata dimmerda, difetto che oltretutto è solo aggirabile guardandolo in lingua originale con i sottotitoli italianini (magari ci fossero anche in inglese)
Quasi quasi sto pensando di fare un sequel con protagonista il mitico mostro degli spinaci...
Qualcuno ha l'indirizzo della casa di produzione di Boll?