Di John Moore, con Liev Schreiber e Julia Stiles; formato: 1.85:1; 2006
Il film parte da questo assunto: il bambino protagonista è l'anticristo, e ciò si deduce dal fatto che, mentre gioca con una Playstation 2, i suoni che provengono dal televisore sembrano quelli di un Commodore Vic-20, e perché spesso guarda fisso nel vuoto.
Nei suoi occhi non è possibile leggere devastazioni e tragedie inenarrabili, il suo sguardo non trasmette sentori di apocalisse, terremoti, inondazioni, piaghe bibliche, interruzioni nel commercio di marshmallows o altre catastrofi simili, no: è solamente un bambino che fa la faccia da mariuolo, in una maniera che non spaventerebbe neanche un suo coetaneo, punto.
Ve lo ricordate com'era l'altro anticristo, quello de 'Il presagio' originale? Ecco, con quello non mi sarei azzardato neanche a PENSARE ad un rimbrotto bonario, mentre questo, quello del 2006, ti dà l'impressione che il mondo si sarebbe potuto salvare con un paio di semplicissimi scappellotti, che per via della pettinatura del pupo (a ciotola) credo sarebbero stati pure estremamente soddisfacenti (di quelli, per capirci, che quando fai partire le pizze sulla nuca vedi un'esplosione di capelli e quindi ti galvanizzi e continui, sottolineando ogni schiaffone con un bel "PEMMM!" a voce alta).
Ma d'altronde che ti aspetti da due genitori così? Insomma, in fondo l'altro anticristo doveva essere all'altezza del non facile compito di intimorire e gabbare Lee Remick e Gregory Peck (mica cazzi), mentre questo deve avere a che fare con un ragazzotto in giacca e cravatta (Liev Schreiber) e una donna i cui occhi stanno scomparendo tra la fronte e gli zigomi (Julia Stiles).
Se puoi conquistare il mondo col minimo sforzo, chi te lo fa fare di sbatterti per avere un'aria diabolica?
E - soprattutto - cosa ti aspetti da un impiegato della macchina da presa come John Moore, uno che crede di fare il raffinato piazzando un elemento rosso in ogni inquadratura in cui è presente il bambino satanico e vestendo quasi sempre di bianco la mamma ("Hey, che ideona che ho avuto! Metto il rosso dove c'è il bambino e il bianco dove c'è la madre, così comunico il contrasto male/bene coi colori! Mortacci mia che genio che sono!" no, guarda che è una cosa vecchia, in ambito cinematografico si fa praticamente da quando esiste il colore; e poi dai, in maniera così scontata... "Ah sì?" sì "Ah" eh), uno che ANCORA crede di spaventare e soprendere con la solita scena di persona-nel-bagno-che-muove-lo-specchio-dell'armadietto-e-questo-rivela-la-presenza-di-qualcuno-che-prima-non-c'era-e-fa-BU!, uno che pensa che "aggiornare un vecchio film ai nostri tempi" significhi piazzare in scena una manciata di militari coi mirini-laser che puntano verso la macchina da presa e fare un riferimento all'attentato al World Trade Center, uno che sacrifica la credibilità della scena in nome della fotogenìa, piazzando quintali di sghiciofichissimi schermi al plasma e videoproiettori nella sala riunioni del papa in Vaticano, un posto che - nella realtà - conterrà al massimo un Mivar da 12 pollici capace di ricevere a malapena Raiuno e Raidue (o "il primo e il secondo", come diceva mi' nonna).
Tanta inutile fuffa fighetta e poi, quando nel film l'azione si sposta in Italia, ecco gente che gesticola come trogloditi e le immancabili scritte fatte a cazzo, come "maschino" invece di "maschio" e "rinfresci" invece di "rinfreschi", che rivelano la solita, volgare mentalità approssimativa di chi ha interesse a curare solo le stronzate.
Ma vattela a pìa 'nder culo va, te e i rinfresci.
Bisogna dire, per onestà, che il film non è proprio TUTTO da buttare: al di là del fatto che chi non ha visto l'originale potrebbe essere vagamente divertito da questa nuova versione (ma solo in virtù della solida trama, che è la stessa di trent'anni fa), ci sono da segnalare in positivo - seguono SPOILER - l'efficace morte del prete (molto più verosimile rispetto al prototipo, in cui il personaggio si accorge del pericolo e poi rimane per un'eternità al suo posto senza muovere un passo, ad aspettare che la lancia di ferro lo impali per bene) e la spettacolare decapitazione a pieno schermo del fotografo, sequenza che mantiene un buon impatto scenico nonostante gli eventi si svolgano con modalità diverse rispetto al passato (fine SPOILER).
Comunque sia, la versione 2006 de 'Il presagio' è l'esempio perfetto per definire quello che io considero un remake completamente inutile, ovvero un rifacimento che non offre né una rilettura del prototipo da parte di un regista con un suo stile ben preciso, né un aggiornamento tecnico reso interessante dal passare degli anni (cosa, quest'ultima, che con 'Il presagio' sarebbe stata comunque del tutto superfua).
Facciamo finta che 'il presagio' originale sia un bel ritratto fotografico di Marilyn Monroe, ok?
Bene, un "remake" sensato ha visto Andy Warhol prendere quell'immagine, fotocopiarla, colorarla e moltiplicarla fino ad ottenere una delle opere d'arte più celebri di tutti i tempi.
'Il presagio' 2006, invece, è assimilabile a un tizio qualsiasi che prende come modello quella foto e la ricrea pari pari, utilizzando però una macchinetta digitale (per avere un'immagine più nitida) e un'altra attrice conciata più o meno come la Monroe.
Senza senso.
O meglio, la ragion d'essere di questo remake è meramente commerciale: più che un film, infatti, 'Omen' è una data di uscita (06-06-06) in cerca di un prodotto, che, purtroppo, ha trovato ne 'Il presagio' lo spunto per rubacchiare qualche dollaro, per poi finire nel limbo dei film inutili.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.theomenmovie.com/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0466909/trailers

omen
E perchè non parlare allora anche degli stereotipi italiani maledettamente mantenuti anche qui? Traffico italiano e urla sguaiate che contrastano con il pacifico ordine metropolitano americano..e poi Subiaco!!Voglio dire..la rappresentano come fosse al polo nord chiusa da ghiacchiai perenni e inarrivabile se non con una barchetta..ma daiiiiii!!!
Avevo capito che questo film era una cagata la prima volta che ho visto il trailer al cinema. Lo spot mostrava sto bambino sull'altalena e in sottofondo il tipico suono ultra-basso adatissimo se si vuole far tremare lo spettatore con le vibrazioni delle onde sonore.
E fin lì, ok. Poi, appena il poppante gira lo sguardo verso il pubblico e compare la scritta "OMEN", come per magia, la tensione raggiunta si trasforma in una risata collettiva. Solo io che conoscevo l'originale sapevo che non era il trailer di un film comico con Raul Cremona, eppure, da quel momento, avevo capito che poco ci mancava.
Potevano almeno rippare Jerry Goldsmith!!!
ok su tutto ciò che dice Filippo anche se, dico, ma visto che hai fotocopiato tutto non potevano fotocopiare, o rimettere pari passo, anche la memorabile colonna sonora di Jerry Goldsmith! Tanto il film e talmente uguale che bastava riprendere la pista del 76 e metterla su queste immagini, non avremmo avuto che qualche miliardesimo di secondo di sfasamento....Con tutto il rispetto di Beltrami, la colonna sonora ( aparte quando si sente la ripresa del tema di Goldsmith) fa anche più schifo del resto...
OMEN e'un secchio di piscio.
ipse dixit.