Di Christopher Kulikoswky; con Dolph Lundgren e Silvia De Santis; formato: 1.85:1; 2004
In un futuro devastato da un letale virus alieno celato in alcune meteoriti precipitate sulla terra, l'unica speranza per l'umanità è riposta nelle mani del comandante John Foster. L'uomo dovrà viaggiare indietro nel tempo di 500 anni, nel tentativo di fermare in tempo la nave rompighiaccio che scoprì le meteoriti. Ma non tutti i soldati presenti nella spedizione sotto il suo comando la pensano allo stesso modo...
La presenza del mitologico Joseph Merhi tra i produttori di questa porcheria fantascientifica ci aveva fatto per un attimo sperare di esserci imbattuti in una nuova perla del 'so bad it's good'.
Purtroppo però, dopo un avvio promettentissimo e foriero di cazzatone col botto, ci siamo trovati di fronte al solito tristissimo direct-to-video a zero budget, che si trascina lentissimamente tra un'esplosioncina e una timida scazzottata con estenuanti e inutili sequenze di gente che si aggira fingendo di cercarsi e non facendo nulla. Tutto al solo scopo di raggiungere con il minimo spreco di risorse il metraggio sufficiente a piazzare i titoli di coda, schiaffare il film sugli scaffali delle videoteche e aspettare di nascosto il primo gonzo disposto a cascarci e affittarlo.
Una delle cose più divertenti del guardare un filmaccio di questo genere, è cercare di indovinare qual'è stato l'elemento fondamentale che ha fatto scattare la molla nelle menti bacate dei produttori, fino a far loro esclamare "Sì, dai! Fico! Facciamolo!". A volte è la possibilità di poter esporre in copertina un nome di richiamo, anche se poi l'attore in questione appare solo in un paio di inquadrature, sfocato sullo sfondo e soltanto perché era entrato per sbaglio nel teatro di posa.
A volte è il tentativo di cavalcare l'onda di un successo esplosivo al botteghino, realizzando in fretta e furia una copia carbone mille volte più pezzente, contando sulla confusione del pubblico meno attento ("Hey, ma è già uscito in DVD? Dai noleggiamolo! Appiccia la TV! Mmhh, però... aspè.... ma che cazz.... NOOOOOOOOO!!!").
A volte, invece, è solamente una patetica scusa per poter avvicinare giovani adoni imberbi e filmarli in boxer e calzini.
In questo caso, ci scommetto, la scintilla è stata la possibilità di riprendere dal vero una nave rompighiaccio al lavoro. Sì, probabilmente il cugino di qualcuno dei produttori si è trovato, chissà come, a dover pilotare una spedizione di balenieri di frodo e l'ha buttata lì: "Aho, perché non venite pure voi e ci girate un film?"
"Eh, sì, però noi ora abbiamo questo soggetto fantascientifico, che ci facciamo con una nave rompighiaccio?"
"Vabbé, ma che ti frega? Metti tutto il futuro nei primo dieci minuti e poi si torna indietro nel tempo, così risparmiate pure. Ma che, te lo devo insegnare io il tuo lavoro?"
"Genio! Chiamate subito Lundgren!"
Così, tutto quello che 'fa futuro' e ovviamente costa di più, viene ammassato nei primi dieci, incredibili minuti, che sono poi la cosa migliore del film: meteoriti in computer grafica fatte con lo Spectrum, immagini di repertorio di un iceberg che si spezza e poi la solita voce fuori campo da cinegiornale che racconta con enfasi il diffondersi del letale virus alieno e dell'apocalittica epidemia, della quale ovviamente non vediamo un cazzone. Poi, via! Tutti sull'astronave che ci porta indietro nel tempo: pochi minuti che ci regalano un set e dei costumi che hanno dell'incredibile. Passi che l'interno dell'astronave sembra preso di sana pianta da un episodio di 'Austin Powers', tutto luci colorate, muri blu elettrico e oblò rosa fucsia. Sembrava che dovesse saltare fuori da un momento all'altro il mini-me di Dolph Lundgren. Passino anche i fucili intagliati nella cartapesta e senza la minima parte meccanica. Ma che le divise di astronauti provenienti dal 2205 siano delle semplici tute da motociclista della Dainese, appena appena modificate tanto da togliere il logo del costruttore, no. Proprio no!
Per non parlare dello scomodissimo 'zaino rigido' che Dolph si porta sulle spalle per tutto il film. Chi mai inventerebbe una cosa così scomoda? Una cassa da morto trapezoidale, con angoli così affilati in grado di cavare un occhio a chicchessia con il minimo scarto di spalle di chi lo indossa. Eppure, 'fa futuro'. Bah...
Comunque, dopo questa scorpacciata di meraviglie fantascientifiche, si torna a buzzo nel caro, vecchio 2006 e anche la narrazione ritorna sui sicuri e ben oliati binari del B-Movie d'accatto: personaggi stereotipati (lo scienziato avido, la scienziata ragazza-madre e scrupoloso, l'assistente pressapochista e cannaiolo) pochi eventi, tutti risaputissimi e da svolgere con un ritmo sfilacciatissimo, per poter raggiungere senza sbattersi troppo la fine del film.
Su Dolph Lundgren, infine, è inutile sparare a zero: che lo svedesone non sapesse recitare, lo si sapeva fin dai suoi esordi, quindi è inutile infierire gratuitamente. Dolph, in fondo, ha fatto quello che ogni persona con un minimo di intelligenza avrebbe fatto al suo posto: sfruttare la popolarità mondiale acquisita a culo con il ruolo di Ivan Drago e ricavarsi un piccolo regno nel mondo degli action da poveracci, che gli permettesse di guadagnarsi da vivere senza finire a fare la guarda giurata o lo scaricatore in qualche porto malfamato.
A differenza poi di tanti suoi imbolsiti colleghi, Lundgren si può permettere di sfoggiare a cinquant'anni suonati un fisico scolpito e asciuttissimo, senza dover ricorrere a tristissimi body double, quindi... massimo rispetto!
'Retrograde': se esistesse davvero la macchina del tempo, tornerei indietro per evitarne la visione e riappropriarmi di un'ora e mezza di vita sprecata.
Tiziano
Tiziano dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Trailer: http://imdb.com/title/tt0385990/trailers

Recensione in parte corretta, ma ci tengo a precisare: la rompighiaccio è spesso o immagine di repertorio, oppure cg, per il resto è chiaramente ancorata al molo, il film è costato veramente due lire, roba da un episodio di telefilm italiano per intenderci. Si vede, ma almeno lo sforzo è apprezzabile
Ciao
x Tiziano
Certamente, poteva sfruttare le sue doti intellettive al pari di quanto ha sruttato quelle fisiche, ma non è facile resistere alla tentazione di far soldi e in fretta (lui ha scelto la strada più facile per farli),in un mondo egoistico come quello di oggi. Le anime pie sono poche....
Tiziano scrive:
x Al.tomai
Ammazza, lo stesso QI di Albert Einstein! :-O
Devo ammettere che non lo sapevo proprio, però tutto questo mi costringe a rivedere il rispetto nei confronti di Dolph, perché invece di trovare la soluzione per debellare malattie mortali e la fame nel mondo, continua a recitare in filmacci di quart'ordine...
retrogade: Dolph Lundgren
Perfettamente d'accordo con te sulla recensione del film, ma in disaccordo su quello che dici di Dolph Lundgren. Anche se non avesse fatto l'attore, non sarebbe mai finito a fare la guardia giurata o lo scaricatore di porto. Ha un Q.I. pari a 160 e una laurea in ingegneria chimica col massimo dei voti. E' stato chiamato anche al M.I.T. Inoltre il padre è un membro del parlamento svedese. Dolph non sarebbe mai finito"in povertà". Informati prima di sparare a zero...
fico