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NON HO SONNO (id.) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Dario Argento, con Stefano Dionisi e Max von Sydow; formato: 1.85:1; 2001


Qualche sera fa mi è capitato di incrociare 'Profondo rosso' su un canale di Sky. 'Profondo rosso' è uno di quei film che vedo sempre e comunque: ogni volta che lo becco per caso in tv, sento una forza dentro che neanch'io so shpiegare come che mi costringe a vederlo fino alla fine, nonostante il DVD dello stesso film sia comodamente a disposizione sullo scaffale della libreria, a portata di mano; stavolta, però, avevo un motivo in più per rivederlo, ovvero risolvere un dubbio che mi è sorto alla luce di tutte le puttanate allucinanti che Argento ha girato negli ultimi anni, e che avrei potuto risolvere soltanto guardando 'Profondo rosso' con occhi diversi, quelli del "senno di poi".
Mi sono chiesto: "E se mi fossi sempre sbagliato? E se anche 'Profondo rosso' fosse un film del cazzo, salvato soltanto dall'aura di mito che lo ha sempre avvolto e con la quale mi è stato presentato fin da quando ero piccolo?".
Sono bastate poche sequenze per capire che - come sempre - stavo dicendo solo un mucchio di stronzate: 'Profondo rosso' è proprio quel capolavoro di cristo che tutti ricordano.
A parte la recitazione agghiacciante di Daria Nicolodi (tipo quando fa la smorfiosa uscendo dalla casa di David Hemmings... madonna mia...), come è possibile non trovare tracce di puro genio in quel film? Al di là delle celebratissime inquadrature in macro e lo stile visivo innovativo, guardate con che razza di bravura vengono costruite le sequenze thriller, guardate la raffinatezza delle citazioni e della loro messa in scena (la versione "dal vivo" del famoso quadro di Hopper 'The Nighthawks'), guardate - anzi, ascoltate - l'uso magistrale del sonoro e della musica (composta da un gruppo, i Goblin, in stato di grazia), guardate come vengono sfumati e descritti i personaggi, guardate l'impareggiabile inventiva con cui l'intero film è stato girato, guardate le facce felliniane che popolano gli sfondi, guardate la morbosità che trasuda da ogni fotogramma (e che proietta lo spettatore nel giusto stato d'animo), pensate alle decine di volte che 'Profondo rosso' è stato copiato (e continua ad esserlo: basta guardare il pupazzo meccanico di 'Saw') e ditemi se quello non è il lavoro di un genio al timone di una troupe di prim'ordine.
Vedendo 'Profondo Rosso' dopo qualche anno dall'ultima visione, insomma, ho confermato a me stesso che quel film merita in tutto e per tutto l'appellativo di "capolavoro" (anche se sono fermamente convinto che il punto più alto della carriera di Argento sia 'Suspiria', uno dei film horror più belli di sempre).

Tutto ciò, però, non ha fatto altro che aumentare a dismisura la tristezza che ho provato nel rivedere 'Non ho sonno', che nella filmografia di Argento credo si possa classificare nella sezione "Cagate allucinanti da prendere per il culo", assieme a quell'abominio inclassificabile de 'Il cartaio' e a quell'abisso di orrore che è 'Il fantasma dell'opera' (mentre 'La sindrome di stendhal' si trova perennemente in bilico sull'orlo del precipizio).
E adesso già mi immagino la solita tiritera di "Eh, ma che scherzi? E l'omicidio sul treno? E il piano-sequenza sul tappeto rosso?". Sì, ok: che in 'Non ho sonno' la mano di Argento sia nettamente più visibile ed efficace che negli altri film girati negli ultimi anni non ci piove, ma è pur vero che 'sto cazzo di omicidio sul treno (che mi viene rinfacciato ogni volta; e basta, che du' palle! Trovate altri argomenti!) non può salvare un film intero, NON PUÒ!, anche perché - se avrete la pazienza di seguirmi con la lettura delle prossime righe - tenterò di dimostrarvi come 'Non ho sonno' abbia, anzi, una delle sceneggiature più miserabili che si siano viste nella carriera di Argento (e a scriverla ci si sono pure messi in tre: lo stesso Argento, Franco Ferrini e Carlo Lucarelli).

Innanzitutto, 'Non ho sonno' è il film che stabilisce definitivamente che Dario Argento crede che i rapporti umani siano equivalenti all'interazione che potrebbe instaurarsi in un gruppo di scimmie pazze cocainomani idrofobe: le persone, in questo film (come ne 'Il cartaio'), non parlano, si urlano contro in preda ad una furia isterica o, quando va bene, si accoltellano verbalmente mantenendo a stento una maschera di compostezza. Quando poi c'è un motivo per urlare, ecco che i personaggi sembrano volersi strappare il cuore a mani nude l'uno con l'altro, le parole si trasformano in urla di demoni inferociti e il linguaggio del corpo suggerisce la voglia irrefrenabile di prendersi a colpi di gambe e braccia staccate e usate a mo' di clava.
In pratica, Argento vive in un mondo di Zequili e Pappalardi pronti a squarciarsi la gola a morsi anche fosse soltanto per dirsi "buongiorno".

Prendiamo ad esempio una delle prime scene, quella in cui l'amica della prostituta (prima vittima del serial killer) perde di vista la sua macchina, posteggiata all'ingresso di una stazione, sorvegliato da un parcheggiatore che dorme in un'automobile.
Se voi foste coinvolti in una situazione simile, come vi comportereste? Nonostante la concitazione del momento, credo che bussereste al finestrino della macchina del parcheggiatore dicendo "Scusi, ha visto la mia macchina? Era parcheggiata qui", "No, non l'ho vista", "Mmmh, sicuro? Allora mi toccherà chiamare la polizia...".
Ecco invece lo stesso dialogo nel mondo di Dario Argento, dove non si aspetta altro che una scusa per potersi sparare in faccia a vicenda:
- Lei, sbattendo la mano sul tetto della macchina in preda ad una furia fuori controllo: "Hey, HEY, SVEGLIATI, SVEGLIATI, E SVEGLIATI BRUTTO STRONZO, SVEGLIATIII!!! LA MIA MACCHINA DOVE STA???"
- Lui: "E tu che cazzo vuoi???"
- Lei: "La mia macchina dove CAZZO È FINITA? DOV'È FINITA LA MIA MACCHINA??? È metallizzata, era parcheggiata qui, avevo lasciato le chiavi nel cruscotto, allora mi dici dov'è adesso???"
- Lui, con tono sarcastico: "E che ne so io, l'avrà spostata qualcuno"
- Lei: "Ahaha! E tu stavi qui e non hai visto niente? MMME L'HAI FATTA RUBARE!"
- Lui: "Vvvaffanculo!"
- Lei, prendendo a calci lo sportello della macchina: "No, vado a chiamare la polizia, STRONZO!"
- Lui: "SSSSSSSSEI UNA TROOOIA!!!" *
E la macchina della "troia" era solo a due passi di distanza...
Certo, il cinema non deve per forza seguire le regole (scritte e non-scritte) della realtà, neanche quando si tratta di rapporti umani, ci mancherebbe, ma per dio...

Facciamo poi la conoscenza del personaggio principale.
Il protagonista, Stefano Dionisi, è l'unico cameriere occidentale di ristorante cinese esistente sulla faccia della Terra. Voi pensavate non esistesse un cameriere occidentale in un ristorante cinese, e invece c'è: è lui. È come quando nei film americani c'è il migliore del mondo in qualche cosa: ce ne è solo uno, perché è il migliore del mondo, ed è proprio lì davanti a te.
Quando gli eventi delittuosi che gli hanno scatenato IL TRAUMA sembrano riaffiorare dal passato, ecco che Dionisi molla tutto e se ne torna a casa, scatenando le ire del padrone del ristorante, che per questo motivo inizia a bestemmiare in cinese con una sua connazionale, fatta eccezione per la parola "matto" riferita a Dionisi. Evidentemente il termine "matto" in cinese non esiste.
Una volta tornato a casa, Dionisi verrà completamente plagiato dall'ex commissario Ulisse Moretti (vedi sotto) e tutte le sue azioni - da quel momento in poi - saranno teleguidate dal vecchio poliziotto. Perché Dionisi si fida ciecamente di Moretti? Perché sì. Più che da un cervello, in questo modo Dionisi sembra essere guidato per tutto il film da un Ben Affleck (che è l'unità di misura del vuoto cosmico).

E poi c'è Ulisse Moretti (Max von Sydow), il commissario in pensione.
Lui è il poliziotto che anni prima aveva risolto il caso del nano assassino, proprio quello che ora sembra essere tornato a colpire.
Viene definito "un genio".
Hai presente quando parli co' tuo nonno? Lui ti racconta (male, perché è rincoglionito, mischia i ricordi e quindi deve continuamente tornare indietro e ricominciare) di quando faceva il militare, con incredibili salvataggi col carroarmato, di quelle cose divertentissime dei commilitoni cosparsi di melassa, di quando faceva all'amore con una del posto, di ponti costruiti in una notte e di crani sfondati gagliardamente a colpi di baionetta, e anche se in realtà tu sai benissimo che la cosa più ardita che ha fatto è stato fare la guardia alla Simca del sergente, lo stai a sentire perché sai che alla fine ti regalerà 50 euro (che poi, "stai a sentire" si fa per dire: appena senti le parole "ma sai che una volta..." la tua mente alza uno scudo impenetrabile e il tuo corpo perde qualsiasi contatto con la realtà che ti circonda, diventi un involucro vuoto e raggiungi un'astrazione mentale che neanche i santoni indiani, ma vabbè...). Ecco, Ulisse Moretti è proprio tu' nonno, quello che parla all'infinito dicendo cose inutili, e la cosa clamorosa è che Dionisi, invece di mettergli un plaid sulle ginocchia, dargli un bacetto in fronte e dirgli "sì, hai ragione, adesso però vado, eh?", si fida di lui a morte, lo segue ovunque e - senza beccare neanche 10 euro - lo sta a sentire per tutto il film nonostante i seguenti fatti:

Seguono SPOILER

- Se tu fossi un ragazzo traumatizzato che ha visto la faccia della propria madre distrutta a colpi di flauto, quale sarebbe L'ULTIMO POSTO AL MONDO in cui vorresti andare?
Esatto: il luogo del delitto, che è invece IL PRIMO POSTO in cui il genio Ulisse Moretti porta il protagonista appena tornato a casa.
- Il genio Ulisse Moretti impiega quasi tutto il film per capire che - nella filastrocca del fattore - "bestie" equivale a "animali", e vive la scoperta come un'epifania.
- Il genio Ulisse Moretti confuta le sue teorie investigative con un pappagallo.
- Il genio Ulisse Moretti scopre (cioè, in realtà non scopre un cazzo, glielo dicono) che il nano che lui aveva accusato di essere il serial killer dietro alla prima ondata di omicidi, era in realtà del tutto estraneo ai fatti e che, per la vergogna, si è fatto sparare in testa da sua madre.
Ergo: non solo il genio compie indagini che non portano a una ceppa (l'unica intuizione giusta non servirà comunque a Dionisi a scoprire l'assassino) ma si viene a sapere che ha anche provocato la morte di un innocente e distrutto una famiglia.
Un genio.

Fine SPOILER

Come se una sceneggiatura senza senso, dei personaggi assurdi e una recitazione fuori dal mondo non fossero abbastanza, Argento si cimenta anche in un'imbarazzante parentesi comica con un gruppo di nani che dicono cose da nani in maniera nanica, come "io avevo l'alibi, ero con la mia fidanzata", battuta che dovrebbe far ridere perché - secondo Argento - il fatto che un nano dica di avere una ragazza è una cosa che fa scoppiare le viscere dalle risate, il tutto condito dagli ammiccamenti di un poliziotto (che fa delle espressioni che stanno a dire "sono in mezzo ai nani e questa è una cosa buffa") e da una musica nanetta per via della quale il diavolo ha già occupato un intero salone dell'inferno, mettendo sulla porta un cartello con scritto "Per Claudio Simonetti" (che spero verrà condannato ad ascoltare un loop eterno di 'Mmmbop' degli Hanson).

Quello che distingue definitivamente (e in negativo) la sceneggiatura di 'Non ho sonno' dalla cacca semplice, però, è la soluzione del giallo.
Prima di proseguire è necessaria una premessa: probabilmente molti di voi, leggendo le seguenti righe, penseranno che ci siamo sbagliati, che abbiamo capito male, che un qualche particolare della storia e/o dei dialoghi ci deve per forza essere sfuggito. Sappiate dunque che per essere assolutamente certo di quello che sto per scrivere, ho rivisto 'Non ho sonno' per quattro volte ESCLUSIVAMENTE per questo motivo, prestando quindi la massima attenzione ad ogni battuta e ad ogni sviluppo della vicenda, e nel farlo, nelle varie visioni sono sempre stato accompagnato da Tiziano. Vi confesso che io stesso stento ancora a credere che quella che ho visto sia la realtà dei fatti; in un angolo remoto del subconscio c'è una voce che mi dice che no, non può essere vero, che ci dev'essere stato un intoppo in fase di montaggio, che sia saltata qualche scena e che per ben quattro volte abbiamo frainteso qualche linea di dialogo.
Comunque, a meno che due persone non abbiano preso un quadruplo abbaglio, ecco l'incredibile finale di 'Non ho sonno':

Segue SPOILER

Facciamo un riassunto della conclusione: Dionisi e Chiara Caselli - seguendo il barbone che custodisce il fantoccio - scoprono che l'assassino è l'amico di infanzia del protagonista, e che è riuscito a scaricare le sue colpe sul nano morto, grazie anche alla protezione del padre.
Quando il serial killer sta per prendere il sopravvento e minaccia la Caselli con un coltello alla gola, il provvidenziale intervento della polizia, dall'esterno della casa, fa sì che l'assassino muoia per un colpo di pistola alla testa passato attraverso la finestra e sparato da un agente in strada.

Bene. La domanda è: come è arrivata fin lì la polizia?

Risposta: il serial killer è stato smascherato perché - mettendo i telefoni sotto controllo, a campione - la polizia ha scoperto che in quella casa c'era una linea attiva ma inutilizzata. Stop.

Ripeto e riformulo: la polizia scopre che a Torino c'è un numero telefonico attivo ma inutilizzato. Sulla base di questo (e SOLO di questo), varie pattuglie corrono a sirene spiegate sul luogo in cui è stata rintracciata l'utenza in disuso e SPARANO IN TESTA ALLA PRIMA PERSONA CHE CAPITA DAVANTI ALLA FINESTRA, senza sapere minimamente cosa stesse succedendo in quella casa e chi fosse e cosa stesse facendo l'individuo intravisto attraverso i vetri (riguardate la scena: è impossibile che qualcuno abbia visto un uomo minacciare col coltello una donna PRIMA di sparare, impossibile). Tutto questo perché avevano scoperto che in quella palazzina qualcuno non telefonava da un anno.

"No, dai, non può essere".
Sì, giuro, è così.
"Vabbè, ma la polizia l'avrà chiamata uno di loro, ci saranno state altre indagini, dai".
No: la Caselli va effettivamente a chiamare la polizia prima di entrare nell'edificio, ma viene raggiunta e stordita dall'assassino prima che riesca a farlo, e - una volta in casa - quando il killer dice di aver chiamato gli agenti, mente sapendo di mentire e un minuto dopo lo rivela anche ai due amici, che a quel punto contano proprio sull'intervento degli sbirri.
Per quanto riguarda le indagini, la polizia non arriva neanche ad essere sfiorata dal più lieve dei sospetti nei confronti del reale assassino, la cui identità rimane del tutto ignota anche a quella testona di cazzo di Ulisse Moretti.
Il fatto, poi, che la polizia sia arrivata alla casa per via della linea telefonica funzionante ma inattiva, viene dichiarato durante i titoli di coda, in cui si sente un agente dire a chiare lettere "Vedi che alla fine hanno pagato i controlli dei telefoni? C'era chi non ha telefonato... per un anno" (frase, quest'ultima, pronunciata con un tono che sta a dire "...pensa che lurido bastardo").

Insomma, se avete una casa al mare, o comunque un'abitazione in cui ci sia un telefono inutilizzato, state in campana perché potreste finire ammazzati, e STATE LONTANI DALLE FINESTRE. Se volete posso darvi il mio numero di telefono via e-mail, così una volta ogni tanto mi fate 'na telefonata, se famo 'na chiacchiera ed evitate che un poliziotto vi faccia esplodere la capoccia.

Fine SPOILER

Ecco, io in questi casi (e non mi riferisco soltanto a 'Non ho sonno', ma a tutti i film in cui c'è un buco di sceneggiatura di portata stupefacente) rimango intrappolato in un unico pensiero che mi gira nella testa all'infinito, in loop, ovvero: come è stato possibile? Insomma, voglio dire: passi che uno degli sceneggiatori se ne sia uscito con una simile stronzata, e ok, ma come ha fatto una tale cazzata a passare indenne attraverso tutti gli "strati" che compongono un film? Uno si inventa un finale del genere e nessuno dice niente? Come può essere? Gli altri sceneggiatori non hanno detto niente? E il produttore? E gli attori? E il montatore? Possibile, per dio, che NESSUNO abbia avuto il coraggio di dire "Arge', scusa eh, ma..."? È per questo motivo che, nonostante tutto, ancora credo di aver capito male; anche se so che il finale è proprio quello, non riesco a crederci.
Se avete la Verità sul fatto, siete pregati di condividerla qua sotto, nello spazio dei commenti.

Maledetto Argento...

* È possibile ascoltare questo elegante dialogo nella clip audio che troverete più in basso.

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



Sito UfficialeSito ufficiale: http://www.nonhosonno.it/

TrailerTrailer: http://www.imdb.com/title/tt0220827/trailers

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I commenti degli utenti


Rain scrive:

Filippo...

...comunque sto film è bello per via della scena del treno:)
Ma davvero Carlo Lucarelli ci ha messo mano?
Quello si deve dedicare solo a raccontare gli omicidi veri, insieme a quei due zombidi aiutanti che si trascina dietro...


Inviato il 14/06/2008

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berto scrive:

l'altra sera...

l'ho rivisto... seeee rivisto... fino a max che parlottava col pappagallo, dopo la voglia di spegnere tutto e dormire era troppo allettante per continuare a seguire sta mezza stronzata che poi, essendo che andava su rete4, sarebbe stata diluita da un'oretta di meteo e pubbli... però però... la prima mezzora è magistrale e solo per questo dico ***


Inviato il 04/04/2008

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Bordelli scrive:

Filippo...

Forse siamo noi che non abbiamo capito un cazzo e Argento dopo "Phenomena" si è messo a girare film comici.
Ieri notte mi capita di imbattermi in "Non Ho Sonno" su Rete4 e vedo Max von Sidow che parla con un pappagallo muto. Triste.
Dionisi è il peggior attore vivente. Chiara Caselli, la controfigura di Azia. Il Finale è quello che hai descritto. Ho riso di gusto.


Inviato il 02/04/2008

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Red Death scrive:

Chettedevodì

Cagate ce ne sono tante (non parliamo poi di certi dialoghi), ma in fondo finché le confezione e l'atmosfera reggono, le perdoniamo; e qui, in parte, è così. Inoltre gente che ha avuto a che fare con pazzi veri mi ha detto che il maniaco è molto credibile. Infine quella sottotrama del telefoni mi incuriosisce: se ti capitasse di reincrociare Darione e glielo chiedessi... sperando che non risponda come ad una domanda sul senso della scena del cuoco con i gatti (o gatto, non mi ricordo più bene) in Inferno: "Sta lì perché lo spettatore si faccia delle domande". Ma vaff...


Inviato il 24/01/2008

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Dice... Filippo scrive:

...e inoltre

ricorda che quei poliziotti non hanno LA MINIMA IDEA di chi siano quelle persone e cosa stia succedendo in quella casa.
Dai, su, è una puttanata allucinante, stacce, ce devi sta'.


Inviato il 21/01/2008

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Dice... Filippo scrive:

Per Red Death

Riguardo al punto 1: sei pazzo.
Sul punto 2 ti dico no, guarda bene, se la sono giocata sporca col montaggio: se tieni conto soltanto dell'inquadratura che riprende in piano americano la Caselli e l'assassino, vedrai che lo sparo arriva dopo una frazione di secondo dal momento in cui oltrepassano la tenda, una cosa che richiederebbe dei riflessi, una mira e una vista sovrumani. Quella brevissima inquadratura dall'esterno non combacia perfettamente con la posizione in cui vengono lasciati all'interno; insomma, hanno fatto una puzzonata e comunque il finale non sta né in cielo né in Terra, è una cosa per cui Argento pagherà carissimo una volta raggiunte le fiamme dell'inferno.


Inviato il 21/01/2008

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Red Death scrive:

Ehm...

LI avevo BLOCCATI, intendo


Inviato il 21/01/2008

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Red Death scrive:

sti cazzi di script

...me l'hanno fatta riscrivere, perché da bravo informatico paranoico, gli avevo blocati. Mortacci loro


Inviato il 21/01/2008

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Red Death scrive:

L'ho rivisto...

...e non condivido alcuni punti della recensione.
1) Il dialogo troia-posteggiatore.
Ok, sentito così fa scompisciare, ma pensiamo al contesto: ti è (quasi sicuramente) appena morta l'amica, e molto probabilmente hai un pazzo alle costole. E' davvero ovvio essere calmi quando un demente di parcheggiatore con evidenti problemi psichici non sa neanche controllare a due metri di distanza? Fra l'altro è pure bona, e mi dispiace che l'abbia ammazzata... Seriamente, questo non attenua comunque varii buchi: perché ha fatto una cosa tanto cretina, come lasciare le chiavi nel cruscotto? Che cavolo ci fanno due ferrovieri alle tre di notte in una stazione sperduta (fra l'altro non hanno neanche un ruolo nella storia)? E perché, visto che ormai sono lì, non controllano che il capotreno scenda o dia segnali, come ogni capotreno? Che senso ha un posteggiatore nella stessa stazione sperduta nella medesima notte?
2) Il finale.
C'è un fil rouge di bollette e telefoni, dai controlli tecnologici di Manni (8000 telefoni a campione, e quelli attivi non usati), giustamente presi per il culo da Moretti; poi il padre dell'assassino che trova una bolletta attiva (d'accordo: trova dove? chi l'aveva pagata? il figlio? e perché gli sarebbe servito un telefono?) e va lì, così come la polizia, che *forse* poteva vedere il coltello dalla finestra: la scena non è chiara.
Quindi non casca dal nulla come scrivi tu, anche se resta da capire il senso: che nache poliziotti inetti possono risolvere il caso, in virtù della Grande Ruota del Culo che governa il nonsense dell'universo?

Insomma, ci sono brabdelli del vecchio Argento, ben al di là di cagate terrifiche come il Fantasma, schifezze insignificanti come il Cartaio o pastrocchi come la terza Madre. Per me TRE stelle.


Inviato il 21/01/2008

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jazztom scrive:

 

P.S.: tra l'altro lasciare la macchina con le chiavi nel cruscotto è istigazione al furto...hehe


Inviato il 13/01/2008

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jazztom scrive:

 

premetto che mi sono scompisciato dalle risate, non lo posso negare. ma resto comunque del pensiero che NONHOSONNO sia un gran bel film. convengo sulla storia della polizia blabla, eccetera, ma secondo me (puo sembrare assurdo) non ha importanza ai fini del film.. la scena d'azione non è il punto clou (o come diavolo si scrive). il momento saliente è la rivelazione dell'assassino, il momento in cui urla "sono un bambino cattivo" in un modo da far gelare il sangue nelle vene. trovo il movente e la linea d'azione del film veramente emozionanti. nonostante io sia d'accordo sul fatto che questi errori siano gravi e non dovrebbero essere commessi, non me ne frega nulla. io trovo il film intrigante proprio perche non mi metto ad analizzarlo nei minimi dettagli... la storia della filastrocca è molto buona, i flashback dell'omicidio della madre sono raccapriccianti... ovviamente non puo essere paragonato ai capolavori del Maestro, ma resta comunque (secondo me) un film thriller di alto livello (rispetto alla media dei thriller che girano oggi, che hanno il solo fine di far vedere il maggior numero di schifezze inimmaginabili, tipo the hostel). do un 4 al film (prendendo come riferimento un profondo rosso da 6, su una scala da 1 a 5), un 4 e mezzo per la recensione, che mi ha fatto veramente divertire


Inviato il 13/01/2008

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Luca scrive:

 

Che finezza, che garbo...
Un dialogo costruito sulle atmosfere rarefatte e sui sottintesi.. :)


Inviato il 06/10/2007

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Daniela scrive:

 

Il dialogo troia-posteggiatore è veramente sublime, all'altezza del bisticcio fra i due fidanzati davanti alla porta dell'ascensore in "Ti piace Hitchcock?"


Inviato il 02/10/2007

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karlita scrive:

 

Bè,io una casa la mare o comunque un'abitazione dove ci sia un telefono inutilizzato non ce l'ho (anche perchè dopo l'ultima bolletta mio padre m'ha sgobbato)però due chiacchiere con filippo me le farei


Inviato il 31/08/2007

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berto scrive:

'na bella cacata

eh sì più di due stelle non le puoi dare.. filì.. anche secondo me il peggio è il fantasma dell'opera .. peggio del cartaio perchè più velleitario.. cioè è andato a scomodare the phantom of the opera e c'ha buttato dentro la figlia romanaccia e 'bbona co quella faccia da troia alternativa, quella bocca e quelle dù zinne.. vabbè lasciamo perdere.. anch'io come te se passano profondo rosso lo devo vedè e basta.. è più forte di me.. dici che suspiria è meglio..?? mmmh.. più orrorifico certo.. ma profondo je la rubba cò la title track, il la la la della bambina.. è più malsano ed inquietante mi sa.. però è 'na vita che non vedo suspiria.. dopo profondo rosso il mio preferito è tenebre..


Inviato il 20/05/2007

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timelyangel scrive:

non ho sonno

ok per tutte le incongruenze ma ma fa piacere comunque vedere questo film per me e' stato tornare indietro agli anni dell'adolescenza....


Inviato il 17/04/2007

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V. scrive:

 

Beh... credo che Argento negli "ultimi" anni (facciamo 20?) abbia prodotto cose ben più sconce di "Non ho sonno"... ma 'sta recensione mi butta via da i' ridere! Grande!
P.S. L'hai visto "Do you like Hitchcock?"... parliamone!


Inviato il 17/10/2006

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lukemccaine scrive:

 

forse sono stato un po' acido, chiedo scusa


Inviato il 11/09/2006

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lukemccaine scrive:

per Nick

l'ultimo dylan dog che ho comprato risale al 1998...il termine ucronia l'ho imparato da un tale che reputo un attimo meglio del vecchio tiziano sclavi (che pure apprezzo), un certo philip K. Dick...mai sentito parlare de la svastica sul sole? forse no, se ancora leggi dylan dog...


Inviato il 11/09/2006

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Dice... Filippo scrive:

Per Maury

Eeeeeeh, no, Maury, la canzone la conosco, ma per la citazione sono andato direttamente alla fonte: quella è una frase che diceva una maga televisiva che mi sembra si chiamasse Jole Famoso (che si presentava come "Famoso Jole", prima il cognome e poi il nome), e che ad un certo punto del suo spot diceva, appunto, "sento una forza dentro che neanch'io so shpiegare come".


Inviato il 11/09/2006

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Maury "LO SMAU" scrive:

Dopo tanto tempo

Sono nuovamente a rompere le balle sulle paggine della MMG :D !!! Volevo commentare solo la prima parte della recensione con la mitica citazione di "Burattino senza fichi" di EELST!!! Filippo, Filippo... non è "sento una forza dentro che neanch'io so shpiegare come" ma "sento una forza dentro che neanch'io so come" senza shpiegare :D !!! Ok dopo questa fustigatemi pure, non commento il film solo perché ancora non l'ho visto ma datemi tempo :D


Inviato il 11/09/2006

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Nick scrive:

per lukemccaine

il termine "ucronia" l'ha imparato dall'ultimo Dylan Dog uscito, che si chiama appunto Ucronia.


Inviato il 11/09/2006

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Dice... Filippo scrive:

Per Lukemccaine

Illuminante interpretazione. E devo dire che sfoderando la parola "ucronia" hai fatto la tua porca figura. Tacci tua, quante ne sai! :-D


Inviato il 09/09/2006

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lukemccaine scrive:

 

mi dispiace e mi fa un po' specie che tu non abbia capito il vero intento del Maestro per il finale di questo film, ovvero quello di relegare momentaneamente il giallo in secondo piano e fare invece un grande film di DENUNCIA... infatti questo irreale fantastico finale, questa spiegazione irrazionale solo agli occhi e alle orecchie di chi non ha immaginazione non è altro che un urlo di dolore contro l'odierna SOCIETA' DEI CONSUMI un grande je accuse da parte di Argento nei confronti di un sistema nel quale se non CONSUMI è come se sei MORTO, specialmente nell'affollato settore della gestione telefonica (che tra l'altro mi rompono le palle non poco a telefonarmi ogni giorno a volermi far cambiar tariffa:andate affanculo la mia risposta certo meno elegante di quella del Maestro)ove il caos regna sovrano ed ogni cliente va spremuto a dovere ed è dunque INACCETTABILE che uno non faccia manco una telefonata nell'arco di un anno e che quindi meriti la morte per dare quella linea a qualcuno che sappia farla fruttare...
personalmente vedo questo film come una straordinaria ucronia (il termine è sul dizionario) di un futuro possibile e neanche molto lontano ove la polizia è in mano al Tronchetti Provera (il quale alleandosi con Sky proprio in questi giorni sta evitando il fallimento che tanto avrebbe meritato) il quale ne dispone a suo piacimento, mandandola a fuori chi non paga...

p.s. se Stendhal è sull' orlo del baratro, mi sa che Trauma ha già fatto la fine del Wile Coyote...


Inviato il 09/09/2006

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rasputin scrive:

alla fine l'hai tirata fuori, Filì...

Da quanto tempo ce l'avevi pronta 'sta recensione, ma non trovavi un modo abbastanza crudele per umiliare il fu Darione?

Però l'omicidio sul treno...
Il piano sequenza sul tappeto rosso...
Gli stivali dei soldati...
L'occhio della madre...


Inviato il 08/09/2006

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Dice... Filippo scrive:

Per Francesco

France', se senti le sirene della polizia sotto casa, SCAPPA!!! 'Sto In ascolto lo avevo già sentito, ma non mi ricordo dove e perché. Comunque lo terrò a mente, grazie del consiglio!


Inviato il 08/09/2006

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Francesco scrive:

BRAVO'


Grande Filì , ti giuro , è stato l'unico film visto al cinema in cui dopo mezz'ora di proiezione mi sono alzato , ho salutato gli amici , e sono uscito dalla sala in preda a convulsioni di vergogna.
Per quanto riguarda la storia del telefono , pensa un po' che olre a non utilizzare quasi mai il fisso , io a Torino ci abito pure , speriamo bene.

In tema di registi italiani che si cimentano con un cinema finalmente DI GENERE e non solo di crisi esistenziali di coppie allo sfascio sentimentale , ti consiglio , se già non l'hai visto , "In ascolto" alias "The Listening" di Giacomo Martelli , produzione Italo/Britannica che potrebbe essere una piacevole rivelazione.
Ciao


Inviato il 08/09/2006

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RolloTommasi scrive:

 

Pare che il vero sceneggiatore sia Afef...


Inviato il 08/09/2006

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Anonimo scrive:

 

daria nicolodi è proprio un cesso


Inviato il 08/09/2006

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bitumba scrive:

 

...sacrosanto (con la"RH" di "stand by me")! me so' sgarato a leggere il commento dell'ultimo megaspoiler, c'ho le lacrime.... mi hai fatto rivenire in mente un altro orrore: i lettori di Ciak che attribuiscono il ciak d'oro ad Asia Argento come miglior attrice di quell'anno per "La sindrome di Stendhal"... co' 'sto pubblico di espertoni, poi uno dice perchè se ne fregano tutti della sceneggiatura colabrodo


Inviato il 08/09/2006

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