Di Richard Linklater, con Keanu Reeves e Robert Downey Jr.; formato: 1.85:1; 2006
Sinceramente, mi trovo un po' in difficoltà a parlare di 'A Scanner Darkly'.
Il motivo d'imbarazzo non è dato dall'apparente complicazione della trama (che in realtà è molto semplice e lineare; è l'esposizione ad essere volutamente contorta), né dalla scelta fatta da Linklater di disorientare il pubblico al fine di immergerlo in una storia di disorientamento (appunto) e paranoia concepita dallo scrittore Philip Dick, no. Quello che mi impedisce di scrivere un parere chiaro e convinto è il non aver capito esattamente l'obiettivo del regista.
Per mettere in scena il mondo paranoico di Dick, che prenderà vita "tra sette anni da oggi", Linklater torna ad usare la stessa tecnica utilizzata per il precedente 'Waking Life', ovvero una sorta di rotoscope aggiornato che permette di trasformare le immagini filmate in disegni animati. Questo stile consente non solo di visualizzare le fantasie distorte di Dick in maniera originale e adeguata, senza dover ricorrere alla classica CGI, ma permette anche di rendere il tutto visivamente molto affascinante (anzi, quasi ipnotico) a costi contenuti, e conserva - allo stesso tempo - il 99% della performance degli attori. Nonostante la pellicola non contenga una sola immagine "reale", chi recita - stavolta - non si limita ad essere una semplice voce prestata ad un'immagine di sintesi, né dona le sue movenze ad un personaggio fittizio che in seguito lo cancellerà dal film (come Andy Serkis/Gollum ne gli ultimi due capitoli de 'Il Signore degli anelli'): quello che vediamo sullo schermo è in tutto e per tutto l'attore chiamato a recitare, anche se viene mostrato in una versione disegnata.
Quando vi troverete di fronte ad 'A Scanner Darkly' provate a socchiudere gli occhi e a sfocare quei colori netti e privi di sfumature, e ditemi se quelli che vi compariranno davanti non sono proprio Keanu Reeves, un grande Robert Downey Jr., Woody Harrelson, Winona Ryder e il rubascena Rory Cochrane.
E fin qui, tutto bene.
Sul fatto che la storia di Bob Arctor (Keanu Reeves), agente in incognito chiamato dai suoi superiori (che non conoscono la vera identità di Arctor, celata da una tuta in grado di renderlo irriconoscibile a chiunque) ad indagare su sé stesso - o meglio: sulla versione tossicodipendente di sé stesso - dovesse essere raccontata attraverso un andamento frammentato, una sceneggiatura straniante e volontariamente preda di una certa confusione controllata, non c'era alcun dubbio. In fondo si sta parlando di uno schizofrenico e, d'altronde, la fonte di ispirazione è una storia firmata da Philip Dick, un autore che può prestarsi ad essere reinterpretato da Steven Spielberg e Tom Cruise soltanto a patto di stravolgere il nocciolo delle sue questioni fino a renderle fruibili a tutti, smussando - con una lima bella potente - l'infinità di spigoli presenti nelle sue opere fino a renderle addirittura mainstream.
Linklater, quindi, merita senz'altro un bel pollicione in su per essere rimasto fedele - nello stile e nei contenuti - alla fonte da cui ha tratto la sua ultima fatica, compito che ha svolto, inoltre, senza dimenticare che un film non è un libro e che chi entra al cinema non è detto sia già passato da Feltrinelli.
E fin qui, ancora tutto bene.
Confesso, però, che una volta superata la mezz'ora di tempo complessivo dedicato ad un gruppo di fattoni buttati sul divano a parlare a ruota libera del Nulla, ho avuto la sgradevole sensazione che il film si stesse rivolgendo proprio ai personaggi che era intento a descrivere, come se un pittore lasciasse che a guidare il suo pennello fosse il cesto di frutta da ritrarre. E così, uno sguardo cazzuto su una società preda di sostanze stupefacenti e controlli orwelliani, si è trasformato di botto nel solito film "strano" che non aspetta altro di diventare - e lo farà inevitabilmente - un nuovo culto facile facile per cannaroli della domenica, che potranno finalmente togliere dal DVD player il disco di 'Paura e delirio a Las Vegas', sostituirlo con 'A Scanner Darkly' e continuare a dire "cioè, bada, 'sto film è UN FLASH!" ad libitum, provocandomi travasi di bile di proporzioni epiche.
Forse è colpa di un minuto di "parlarsi addosso" di troppo, forse quello stesso parlarsi addosso - a ben vedere - finisce con l'essere ridondante e non aggiunge molto ad un film comunque verboso, che in questo modo, anzi, viene appesantito proprio nei punti in cui andava snellito, non saprei; fatto sta che questa nuova visita nel mondo di Philip Dick non lascia del tutto soddisfatti.
Sentire la necessità di parlare col bibitaro del cinema durante l'intervallo tra un tempo e l'altro per poter ascoltare una frase - una qualsiasi frase - con un minimo di coerenza e senso compiuto, beh, non credo sia un buon segno.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://wip.warnerbros.com/ascannerdarkly/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0405296/trailers

Rivisto di recente, e per me sono 4 stelle. La verbosità della pellicola ricalca quella dell'opera da cui è tratta, ed è funzionale alla resa di quel senso di straniamento e di vertigine che risulta essere la reazione più spontanea alla fruizione della storia dickiana. Davvero bello.
Per me questo film era da almeno 4 stelline. Non sono d'accordo sulla tua sensazione che il film possa sostituire un "paura e delirio a las vegas" nel lettore dvd di qualche fattone, a me non ha dato questa impressione e anzi, ragionando sui discorsi apparentemente piu insensati del film ci trovi tante piccole sfumature che accompagnate alla bravura artistica di Linklater come regista creano un film che cela dentro di sa un tema coperto da tante vicinde..un po come se il film vestisse su la tuta speciale :D
Il finale è stupendo.
ti sbagli sul discorso fattoni
Intanto praticamente tutte le parole proferite dai personaggi sono esattamente quelle del libro di philip dick su cui il film si basa, anzi sono anche in minor quantità .
Quindi se i dialoghi non ti piacciono prenditela con philip dick anche se...io al posto tuo non ne avrei il coraggio, visti i capolavori che ha scritto.
Cmq ao, ma drogate de più Filì, che me stai tanto simpatico, però sto film non me lo tocca, cioè è un flash :)
Filippo scrive:
Per Absint
Occhei adesso gli aggiungo una stella.
Col cazzo.
Hihihi, ti ho gabbato.
Secondo me tre stellette sono poche per un film che visivamente è davvero spettacolare, e che diverte almeno in parte anche e proprio per i dialoghi sconclusionati da fattoni, insomma non verrai a dirmi che "Paura e Delirio a Las Vegas" è brutto per questo no?
Quindi, aggiungi una stelletta bastardo :)
Inoltre: cos'hai contro i cannaroli della domenica? Non mi dire che sei un nerd di quelli pure antipatici!?
Datti una calmata, gli attori in questo film sono bravissimi, e i doppiatori altrettanto, soprattutto quello di Downey, grande!!
Carino
solo esteticamente.
La storia, la cui "apparente COMPLESSITA'" è complessa fino a un certo punto, è la solita cazzata da grande fratello mischiata al giustamente citato "paura e delirio a Las Vegas".
Da vedere solo per il rotoscope e per le interpretazioni di Robert Downey e Rory Cochrane.
Linklater ha giocato tutto sulla fedeltà assoluta al romanzo, e in questo risiede il difetto più grande del film. Riproporre brani pedissequamente non sempre é sufficiete ad evocare l'atomosfera, l'anima dell'opera originele, soprattutto quando ci si perde dietro a rami secondari della vicenda invece che penetrarne i nuclei fondamentali. Tutto sommato un film discreto, ma nulla che si avvicini lontanamente al cuore più autentico di Dick.
A tratti fastidioso il rotoscoping, che alla fine sembra esser stato scelto più in qualità di inusuale 'firma' del regista che per un'autentica neccessità artistica.
Letto il romanzo, che a mio avviso e` il migliore di Dick, temevo che la trasposizione cinematografica non sarebbe mai stata all`altezza, non fosse altro perche` e` un libro che poco si presta ad essere tradotto in film. Invece quando l`ho visto la prima volta sono rimasto piacevolmente sorpreso. Linklater e` rimasto incredibilmente fedele allo spirito di Dick, anche piu` di Ridley Scott con "Blade Runner" (fermo restando che Blade Runner e` un capolavoro). Pero` e` vero: e` il classico film per cannati! Ed e` parecchio divertente da questo punto di vista! Un plauso speciale poi a Robert Downey Jr., eccezionale.
tolto blade runner i suppose...
forse
forse la migliore trasposizione di un opera dello scrittore statunitense, però io non trovo la necessità di sta sorta di rotoscoping.
P.S. sono l'unico che trova l'interpretazione di Luca Ward un po' sopra le righe?
Pensa un po' se non ci fosse stato il bibitaro.....Ero indeciso se andarlo a vedere, ma mi sa che ora l'indecisione mi è passata e me ne starò in casa a cercar di finire RE4!