Di Tobe Hooper, con Sean Patrick Flanery e Marisa Coughlan; formato: 1.85:1; 2006
Io dico, ma come cazzo si fa a uscirsene con un film del genere?
Cioè, capirei fossimo sullo scaffale più nascosto di una filiale di Blockbuster, quello pieno di Stephen Baldwin impolveratissimi, quello con la monnezza direct-to-video (che spesso si traduce in direct-to-niente), quello con le copertine diventate di colore ciano-100 per via della cottura al sole nel corso di decenni. Invece no: si tratta della puntata d'esordio della così-nuova-che-brilla seconda serie di una collana di tv-movie, quella di 'Masters of Horror', che nella sua prima edizione ha ricevuto ampi consensi di critica e pubblico ed ha sfornato sì qualche cacatella, ma anche film dignitosissimi, roba da non perdere ('Imprint', l'episodio diretto da Takashi Miike) e un paio di veri e propri capolavori come 'Homecoming' (di Joe Dante) e 'Cigarette Burns' di John Carpenter.
Quello che apre la stagione 2 di 'Masters of Horror' è il pessimo 'The Damned Thing', peggiore anche del più brutto episodio della prima serie.
Quando si dice "un buon inizio".
Tu sei Tobe Hooper. Sono trent'anni che campi di rendita grazie ad un film - 'Non aprite quella porta' - che hai sfornato tanto bello per puro culo e per via delle circostanze fortunate (credo ormai sia più che lecito arrivare a certe conclusioni; il beneficio del dubbio Hooper se l'è giocato da un pezzo). Nonostante a quel felicissimo esordio abbiano fatto seguito tre decenni di robetta discreta (poca) e porcherie immonde (tante), c'è gente che ancora ti dà credito, paga per vedere i tuoi film e qualcuno paga te per realizzarli. Invece di ringraziare la madonna e tentare in ogni modo di riscattare un passato di stronzatacce ad ogni occasione che gli viene concessa, Hooper dimostra ad ogni passo di essere un registino che - non fosse per quel titolone altisonante che sta in cima al suo curriculum - non verrebbe cacato di striscio da nessuno, e che - tantomeno - mai avrebbe ottenuto la nomea di "Master of Horror".
Insomma, senti come funziona 'sto film: c'è lui, il protagonista, che è il POLIZIOTTO COL TRAUMA (un cliché che avrebbero commentato con un "no, dai, basta!" anche i fratelli Lumiere). Detto poliziotto col trauma è "divorziato ma anche no", che è quella gradazione di divorzio che esiste solo nei film, in cui non ti riferisci a tua moglie con parole che fanno rima con "sottana" ma, anzi, la rispetti e un po' la ami ancora, totalmente ricambiato. E allora, che hanno divorziato a fare? Eh, hanno divorziato per via del trauma, no?, che in questo modo diventa un trauma ufficiale in carta bollata, perché quando un trauma mette fine ad un matrimonio ha l'approvazione istantanea del ministero dei traumi.
Il trauma d.o.c. riguarda l'infanzia del protagonista, che ha visto il padre uccidere la madre a fucilate per poi dare la caccia proprio al figliuolo, salvo per miracolo, ancora in vita grazie all'intervento della stessa forza sovrannaturale che ha scatenato la follia paterna, domata - e spenta - con uno spettacolare sbudellamento-per-mano-di-presenza-invisibile.
Ora che lui è grande e sbirro, la misteriosa forza torna a far parlare di sé facendo impazzire gli abitanti del villaggio.
La parte buona del film si condensa in tre momenti: la mostra di interiora allestita involontariamente dal padre del protagonista davanti al figlio esterrefatto; il suicidio di un uomo a colpi di martello; un incidente stradale con una persona tranciata in due. Tutti momenti che vivono esclusivamente di shock value, che hanno l'unico ma indubbio merito di riportarti alla sensazione provata di fronte alla prima serie di 'Masters of Horror', in cui era davvero difficile non pensare "cristo santo, roba che neanche al cinema!".
Per il resto, il film non ha nulla, ma NULLA, che possa essere salvato.
Quei tre momenti di budella all'aria sono come la lista di Schindler: "ai suoi margini, tutto intorno, c'è l'abisso". Un abisso di dialoghi da quattro soldi che trascinano stancamente una sceneggiatura nata morta, che in altri casi sarebbe stata utilizzata per coprire sì e no cinque minuti di girato; una storiellina tanto insulsa da risultare noiosa e risaputa anche nel breve arco di sessanta minuti, durata standard di un episodio dei 'Masters of Horror'; anzi, no: la trama ti annoia nell'istante in cui capisci dove vuole andare a parare, cosa che avviene dopo poche decine di secondi dall'inizio.
Aggiungete una regia che ridefinisce il concetto di "anonimità " e che non mostra il minimo guizzo neanche nei momenti che dovrebbero mettere in mostra le capacità di un "master of horror", un finale che sfiora la sfera del "da vedere per credere", ed ecco che - non fosse per quei tre, brevi momenti già descritti - il film di Hooper non meriterebbe neanche i Kb di banda necessari al download da un qualsiasi peer to peer.
Pensa te...
Speriamo che un esordio simile sia soltanto un caso isolato, altrimenti la serie è pronta per essere rititolata 'Assholes of Horror'.
Carpenter, pensaci tu...
'Masters of Horror' è il titolo di una serie di film televisivi della durata di un'ora ciascuno andati in onda per la prima volta sull'emittente americana via cavo Showtime.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.mastersofhorror.net/
Trailer: http://www.mastersofhorror.net/

l'entitÃ
Filippo non lo ha detto, ma guardando la locandina ho capito tutto: la misteriosa entità altri non è che il Simbiota di Venom :D
Visto stasera su Fuoriorario.
Una cagata tremenda.
Tiziano scrive:
per bitumba
bitumba scrive:
chissà con che cacchio torna...
speriamo niente di incurabile...:-D
...in thailandia? ....hai capito.... ;-) chissà con che cacchio torna...
Tiziano scrive:
per bitumba
bitù, mi sa che dovrai aspettare il ritorno dalla Thailandia di Filippo... le recensioni di 'Masters of Horror' sono una sua esclusiva...;-)
visto il 2... (l'uno ancora no). aspetto la rece...
su tv.com, il giudizio pessimo è condiviso... però dell'episodio due parlano molto bene.... forse c'è speranza
Filippo scrive:
Per Bekkk@
Eeeeeehh, lo so, ci avevo pensato, avrei voluto fare la recensione de Il presagio, però poi mi sono detto "Sti cazzi" e ho fatto questa. YE!
Six six six the number of the beast!
Ragazzi, dovete festeggiare in modo adeguato la recensione n?666! \ /
8/
|888|P?
credo che sia perchè forse hai modificato la rece dopo che avevo postato, comunque non che i posteri si sarebbero persi nulla di che...:D
Filippo scrive:
Per Lukemccaine
Non so come mai ma il tuo commento è stato inserito ma non veniva visualizzato. L'ho sistemato io.
"un cliché che avrebbero commentato con un "no, dai, basta!" anche i fratelli Lumiere".
:D :D questa è ispiratissima...
comunque davvero da hooper cosa vuoi aspettarti? è stato sì un pioniere - almeno per il cinema americano - ma non è detto che un pioniere abbia per forza da essere un buon regista...