Di Mario Bava, con Ira von Furstenberg e William Berger; formato: 1.85:1; 1969
Un gruppo di industriali senza scrupoli organizza una vacanza in una villa su un'isola, allo scopo di convincere Frick Hangel, un chimico creatore di una nuova resina sintetica, a vendere a loro la formula della sua invenzione. L'uomo rifiuta l'offerta con sdegno e dopo poco viene trovato il cadavere del cameriere della villa. E' l'inizio di un crescendo di violenza che non risparmierà nessuno.
Girato su commissione, a budget ultra ridotto e considerato dallo stesso Bava il suo peggior film, '5 bambole per la luna d'agosto' è in effetti il suo film invecchiato peggio e fin troppo legato ai suoi anni di produzione.
Da un punto di vista meramente spettacolare e artistico, c'è ben poco da salvare: lo script è atroce, niente più che una stanca rilettura dei 'Dieci piccoli indiani' di Agatha Christie nello stile dei thriller d'alta società molto in voga nei tardi anni '60 (stile 'Orgasmo' di Lenzi, per intenderci), la suspence è praticamente nulla e gli attori tutti mediamente cani. Se aggiungiamo che si tratta pure di uno dei rarissimi film in cui la Fenech non dimena generosamente le zinne all'aria (solo fuggevolmente in penombra), bisogna ammettere che iniziano ad esserci veramente pochi appigli per sostenere la visione di questo pasticcio, soprattutto per un pubblico 'normale'.
Eppure, un motivo per godersi questo film c'è: Mario Bava.
Il geniale regista, infatti, è con tutta evidenza il primo a non credere affatto nel letamaio che è costretto a girare, e decide così deliberatamente di sabotarlo, trasformando il tutto in un folle e grottesco calderone pop-kitsch, che farà la festa degli occhi di ogni appassionato di design tardi anni '60/ inizio '70.
Bava si diverte a smontare i meccanismi del genere di appartenenza, estremizzandone ogni suo elemento: ecco che la solita girandola di intrighi tra ricchi annoiati e avidi, diventa un vero e proprio gioco al massacro in cui nessuno dei protagonisti può dirsi innocente, ma, anzi, smania per potersi aggiudicare la corona del 'più figlio di puttana di tutti' (tema che Bava svilupperà ed estremizzerà con risultati ben diversi nel suo capolavoro 'Reazione a Catena').
Il tutto girato però con abbondanti dosi di autoironia e distacco: è evidente che a Bava non interessi minimamente spaventarci, ma semmai invitarci a divertirci con lui a smontare i banali meccanismi della storiella che è costretto a dirigere per dar da mangiare alla famiglia. E bisogna dire che, all'ennesimo cadavere avvolto nel cellophane e appeso nella cella frigorifera assieme ai quarti di bue, mentre la solita musichetta commenta il tutto (della serie: 'ci risiamo, avanti un altro!') è veramente difficile non ridere di gusto assieme al caro vecchio Mario.
Anche dal punto di vista della tecnica, Bava si sbizzarrisce, elevando l'abuso dello zoom a segno espressivo: costretto, probabilmente, dal budget ridottissimo a girare con pochi ciak a disposizione, Bava si diverte a rincorrere i protagonisti all'interno dell'inquadratura, con risultati da vero mal di mare: basti pensare alla scena iniziale, in cui tutti i protagonisti vengono presentati con un zoom in macro sugli occhi, fino ad arrivare ad un triplo zoom sulla Fenech che si dimena come una tarantolata: niente trippa coi funghi prima di vedere questo film, mi raccomando.
Bava insomma, esagera ed esaspera anche ogni elemento visivo del genere: tutto il film è gridato, isterico, con continue panoramiche a schiaffo che ribaltano l'azione, montaggio sconnesso e una colonna sonora acida e psichedelica.
Non mancano, però, le zampate di stile, come lo splendido uso della profondità di campo e la bellissima sequenza della cascata di biglie rivelatrice di un cadavere.
'5 bambole per la luna d'agosto' è sicuramente un pasticcione poco digeribile in senso 'classico' e sicuramente troppo datato per essere apprezzato dal pubblico più giovane, ma se siete appassionati di design anni '60 e di cattivo gusto in salsa pop - e a patto di essere disposti a seguire Mario Bava nel suo gioco dissacrante - è un film che potrebbe rivelarvi delle piacevoli sorprese.
A voi la scelta.
Tiziano
Tiziano dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere

ok dico solo che uno di voi e' una guardia uno c'ha 33 anni (mo dimmi che e' un caso) l'altro teorizza i me ne freco e l'altro ancora non mi ci vuole, ma con chi diamine sto parlando? forse era meio i posseduti (sempre che non lo siate COMUNQUE come poi in fondo in fondo penso, e questa e' solo un'abile strategia di raggiro che e' un'altra cosa tipica di ESSI)
proprio perche' sono cose da bambini delle elementari no da adulti dell'acca alla a che non sono cose da posseduti
credo poi che se a 33 anni pensassi a mettere ancora le acca alle a sarei un bambino di 10 anni no uno di 33 anni e sarei un ritardato mentale
almeno io che sono un poliziotto non o mai indagato su casi di possessione in 40 anni che faccio questo lavoro anche perche se lo facessi il mio collega si metterebbe a ridere
anche perche' spiego a r.i le possessioni non esistono se non lo sa e' roba da medioevo
io o voluto dire che mi piacciono i film sui posseduti no che sono posseduto e poi non o voluto dirlo a r.i che mi piacciono questi film quindi non voglio commenti da r.i
si ma voi confermate solo la mia teoria poiche' i bambini alle elementari sono ancora PURI non hanno perso lo stupor mundi come voialtri posseduti che non ve ne cale piu' nulla della vita e nemmeno dell'acche. lo so che fate i curiosi con gli interrogativi ma poi lo sapevate benissimo cosa significa essere posseduti essendolo voi istessi in prima persona (e non essendo voi piu' bambini, aggiungici questo)
e' vero solo i bambini delle elementari no gli adulti pensano a mettere l'acca e nemmeno i posseduti non la mettono
pensano a mettere l'acca alla a solo i bambini delle elementari
non o mai sentito una cosa cosi' che scrivono a senza acca e tutto in maiuscolo dovro' leggerlo se e' vero sul libro che parla dei posseduti
le persone possedute scrivono A senz'acca e tutto in maiuscolo, da quello che so io
fa belli film sui posseduti anche shock mi e' piaciuto con il bambino posseduto solo che il bambino non mi e' piaciuto per la faccia proprio antipatico con la faccia sempre incazzata marco vivio da bambino aveva il viso piu dolce del bambino di shock il film 5 bambole per la luna d'agosto e' cosi' cosi'
MI PIACCIONO DI PIU' I FILM DI MARIO BAVA DOVE CI SONO LE PERSONE POSSEDUTE TIPO L'ESORCISTA NE A FATTI MOLTI DI FILM COSI' MARIO BAVA CON I POSSEDUTI LI A FATTI MEGLIO DEL FILM L'ESORCISTA