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LA CASA DEI MASSACRI (Toolbox Murders) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Tobe Hooper, con Angela Bettis e Brent Roam; formato: 1.85:1; 2004


Fino a che punto possiamo spingerci?
Fino a che punto possiamo chiudere un occhio in memoria dei vecchi tempi, di quanto siamo affezionati al genere, di quanto siamo riconoscenti per quello che hai fatto per noi, Tobe?
Bisognerebbe far finta di niente, ma come si fa?
Quando l'estate scorsa è uscito nelle sale 'Il custode' i bene informati e le testate specializzate erano tutte concordi: una bella puttanata rispetto al precedente 'Toolbox Murders', il vero ritorno del maestro, la nuova versione del suo capolavoro 'Non aprite quella porta'.
Una frase del genere di solito non promette nulla di buono, ma c'era un favorevolissimo indizio che faceva ben sperare: la reticenza della distribuzione italiana.
'Il custode' è arrivato subito, 'Toolbox Murders' invece si faceva desiderare.
Visto che notoriamente le cagate corrono qui da noi mentre la roba interessante si ferma alla frontiera, avevo cominciato a crederci anch'io a questa storia del “vero ritorno del maestro“.
Ed eccolo, il ritorno, già spernacchiato dall'originalissimo titolo italiano, 'La casa dei Massacri'.

Nonostante tutto, negli attimi che precedono la visione, mi sento ancora fiducioso, sarà perché mentre infilo il DVD nel lettore mi ripeto mentalmente: massacri, massacri, massacri!!!
Voglio vedere i massacri!
Anzi, me ne basta pure uno!
Vabbé, mi accontento anche di qualche omicidio fatto bene...
Ma 'Toolbox Murders' non è niente di tutto questo.
Si potrebbe essere sarcastici sullo squallore della messa in scena (inquadrature svogliate, fotografia inesistente); sullo standard amatoriale della produzione (non c'è un totale in tutto il film, per evitare che la pochezza del set fosse palese); sull'assurdo scempio della trama che infila un vuoto dopo l'altro (perché per arrivare almeno ai clichés bisogna essere molto più bravi); sullo sprezzo del ridicolo che sembra animare il cast.
Si potrebbe essere sarcastici, ma c'è solo una tristezza antica, di quelle che creano imbarazzo, che ti lasciano a bocca aperta di fronte a tanto violato pudore.
'La casa dei massacri' è un giro nell'ospizio cinematografico.
C'è la puzza di vecchio nelle scene, di brodo sciapo nei personaggi e di disinfettante a buon mercato negli omicidi, in modo da non incorrere nei tagli.

La vicenda è presto detta: a Los Angeles c'è questo diroccato condominio (già, perché la “casa“ del titolo è in realtà un “condominio“) in cui succedono cose strane fin dal settemila avanti cristo, un condominio che un tempo era lussuoso e ben frequentato ma che adesso è ridotto a una topaia male amministrata da un laido faccendiere.
Chi ci va abitare? La coppietta.
Chi ci abita già? L'aspirante attrice, la sfigata, la scoppiata, il nerd, il negro, il tossico.
Non viene tristezza, già a leggerlo?
A rendere più minaccioso il tutto, ecco l'operaio manutentore, sorta di ragazzotto autistico che se ne va sempre in giro con la scatola degli attrezzi (la toolbox!) a riparare porte e prese elettriche.

Segue SPOILER PREVEDIBILE

Sì, esatto, è lui la falsa pista.
Il segreto si nasconde nelle profondità del palazzo, perché bla bla una maledizione bla bla l'architetto era satanista bla bla.
E come lo scopre la protagonista? Grazie al vecchietto che abita lì da sempre, proprio così...

Fine SPOILER PREVEDIBILE

Bastano i primi tre minuti per rendersi conto della sciagura a cui si sta andando incontro.
La qualità visiva della prima sequenza è così bassa che si fa fatica a non credere che il televisore si sia improvvisamente rotto o che al posto del film di Hooper in realtà hanno messo nel DVD un filmino delle vacanze qualsiasi. Il notturno amatoriale, ovvero quelle immagini riprese di notte dalle peggiori camcorder da supermercato.
Così è l'apertura di 'Toolbox Murders'.
Sei già disposto al perdono, perché sai che i mezzi sono pochi (subito dopo ci si accorge che il low-budget è proprio un no-budget) ma ecco che arriva una biondina che parla del prezzo delle sigarette con una commessa in una scena senza senso e poi si infila nel condominio, salutando portiere e passante.
Verrebbe già da gridare: “Ehi, avete acceso la cinepresa ancora prima di girare!“ ma il peggio non dà tregua.
Hooper ha il coraggio di mostrare un ascensore che non è altro che tre lastre di truciolato appoggiate l'una all'altra nella speranza che non cadano. Altre volte si vedrà questo ascensore (ripreso sempre allo stesso modo, per non vederne mai né la base né la sommità...) e ogni volta si rimane basiti per la mancanza di vergogna della scenografia.
La biondina arriva a casa e il toolbox murderer la ammazza a martellate (il sangue è color ghiacciolo all'amarena). Beh, nessuno dirà mai nel film: “ma dove cazzo è finita la biondina?“
Si conoscono tutti nel condominio, ma nessuno dirà mai: “ehi, la biondina del quinto piano, ma che fine ha fatto?“
Da lì a minuto novantatré è tutta la solita sequela di indigeribili situazioni e pessima regia. Ed è un peccato perché almeno una cosa l'avevano azzeccata: l'origine maledetta del freak assassino, nato dentro la bara di sua madre morta.

Nato dentro la bara di sua madre morta!
Fuck yeah! È una cosa senza senso ma suona alla grande. Non si può essere totalmente privi di spessore con una nascita del genere.
Qualsiasi sceneggiatore dotato di un minimo di voglia ci avrebbe costruito sopra un po' di pathos, di mistero, di paura, di legame con quello che si è visto. Niente di niente, tutto è buttato via, nello sciacquone che scarica verso il finale. Doppio, triplo come ogni z-movie che si rispetti.
E tutti e tre sempre nella qualità Merdavision che ha caratterizzato tutto il film.
Ed è in quel momento che ti rendi conto di quanto male ti hanno fatto anni di cagate horror: non ti importa nemmeno più che tutto sia terribilmente sciatto e scontato perché ancora ti gira nella testa quel “nato nella bara di sua madre morta“ che avrebbe meritato ben altra sorte.

Al punto tale che, tutto sommato, speri quasi in un 'Toolbox Murders II'...

Motosega

Motosega dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



Sito UfficialeSito ufficiale: http://www.toolboxmurders.co.uk/

TrailerTrailer: http://www.imdb.com/title/tt0367153/trailers

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I commenti degli utenti


Lapo scrive:

per Panzer

C'è un'altra cosa che non si capisce: i simboli magici-esoterici-quello che sono, che dovrebbero aprire porte verso dimensioni "di puro male", alla fine sembra che non aprano niente; neanche lo scantinato pieno di cadaveri putrefatti dove vive l'assassino. Insomma, non c'entrano assolutamente niente col resto della trama, o c'è qualcosa c'è mi è sfuggito?


Inviato il 08/02/2007

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berto scrive:

x panzer

vuol dire che tobi sta mooolto più fuori te.. ;o))


Inviato il 07/02/2007

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Dice... Panzer scrive:

 

che poi non ho capito, ma questo assassino qui, alla fine ammazzava per farsi le punture di sangue in faccia perche'cosi'era immortale, CHE VUOL DIRE questa trama?


Inviato il 07/02/2007

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BERTO scrive:

TOBE SCIATTO

Sono d'accordo.. del resto a me ha deluso anche il motel vicino alla palude.. sì ok è malsano, il pazzo assassino sta fuori di brutto.. la bambina.. tutto quello che volete, ma il motel non ha una sceneggiatura, è troppo gratuito, il coccodrillo è finto.. il film è sciatto.. non aprite invece è un cazzo di capolavoro dall'inizio alla fine.. è incredibile, esordisce con un film del genere, roba mai vista e poi fa una cagata via l'altra.. è un caso più unico che raro, è come se i police dopo outlandos d'amour si fossero messi a fare pop..


Inviato il 07/02/2007

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gatsu scrive:

 

Oh! Finalmente qualcuno che la pensa come me!
Ma chi cazzo sono, mi chiedo, quei cretini che hanno giudicato più che buono questo abominio?
Mah... secondo me il budget del film è andato tutto in mazzette ai recensori americani.


Inviato il 07/02/2007

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