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SOLARIS (id.) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Steven Soderbergh, con George Clooney, Natascha McElhone; formato: 2.35:1; 2002


“Teso', annamo ar cinema?“, “Sì, che vediamo?“, “Solaris, dai“.
Calma, fermi tutti. 'Ndo annate? Posate il giornale e leggete qui?

Per quanto questo film possa attrarre maschiacci virulenti per la sua componente fantascientifica, e femminelle svenevoli per le chiappe di George Clooney (abbondantemente mostrate in due momenti del film), Solaris è un film che va preso con le molle (un po' come quando si solleva il piccolo Lorenzo sotto un soffitto basso, capito Gabriele?). Se volete quindi evitare di uscire dal cinema con un'espressione basita in volto e schiavi del ricatto che seguirà inevitabilmente (“la prossima volta scelgo io!“, che equivale ad una condanna a vedere La finestra di fronte o The Ring, a seconda di quale sia il sesso di chi ha scelto Solaris), leggete attentamente le righe seguenti e cercate di riconoscervi in uno dei profili descritti.

Il modo con cui un film è percepito viene solitamente stabilito in base alla sensibilità personale, ma un fattore da non trascurare è anche il numero di film visti dallo spettatore in oggetto. Mi spiego meglio: alla domanda “qual è il film più brutto di tutti i tempi?“, lo spettatore A risponde di norma elencando titoli di Vanzina, commediacce o film di genere vario - a volte anche quelli considerati comunemente “belli“ - che hanno suscitato un odio particolare per via di insondabili motivazioni soggettive (quando si tocca, insomma, il cosiddetto “tasto sbagliato“) che vanno ad unirsi al risultato negativo della valutazione “critica“ che ognuno compie nella maniera più oggettiva possibile.
I meccanismi che regolano il giudizio dello spettatore B (ovvero, colui che vede molti più film dello spettatore A) sono i medesimi, ma la differenza sostanziale è costituita dal contatto che con tutta probabilità questa tipologia B ha avuto con mostruosità in celluloide del calibro di I morti viventi sono tra noi, Blood Delirium, La donna lupo, L'invasione degli ultratopi e via dicendo, tutti titoli che fanno sembrare gli scempi dei Vanzina dei piccoli capolavori.

Lo stesso principio è applicabile al concetto di “noia“.
Per lo spettatore A potrebbero essere considerati noiosi film come 2001: odissea nello spazio e Il settimo sigillo.
Lo spettatore B è sopravvissuto a Stalker, di Andrej Tarkovskij, e quindi nulla potrà più annoiarlo seriamente durante tutto il corso della sua vita.
Il film del regista russo non è stato citato a caso: oltre ad essere l'autore delle pellicole più atrocemente noiose della storia del cinema, il “maestro“ (nel senso più fantozziano del termine) Tarkovskij è anche l'autore di quel Solaris (ispirato ad un romanzo di Lem) da cui è stato tratto il film omonimo di Soderbergh di cui vi sto parlando.

Uno psicologo (il bravo George Clooney) è chiamato d'urgenza su un'astronave il cui equipaggio ha interrotto i contatti con la base terrestre. La nave spaziale è in orbita attorno al misterioso pianeta Solaris che, come lo psicologo scoprirà in prima persona, sembra essere in grado di dare una forma concreta alle ossessioni e ai desideri delle persone con cui entra in contatto. Il dottor Chris Kelvin si troverà quindi a fronteggiare nuovamente la moglie morta tempo addietro e tornata ora in vita nei corridoi dell'astronave.

Nonostante la trama lasci supporre un ibrido tra fantascienza e horror, il film di Steven Soderbergh è in realtà un dramma psicologico ambientato nello spazio. Il ritmo lento e riflessivo, quindi, è stato adottato per scandire con il giusto ritmo tematiche che, per essere correttamente riprodotte in forma di immagini in movimento, necessitano di tempi dilatati. La cifra stilistica usata da Soderbergh, poi, più che il prototipo di Tarkovskij richiama alla mente i film di Kubrick, citato apertamente nella staticità e simmetria di alcune inquadrature. Il nuovo Solaris, nel complesso, oltre a fornire l'ovvio aggiornamento tecnologico al film di Tarovskij riesce anche a snellire i passaggi più farraginosi del film russo, con un risultato finale - nei limiti insiti nelle operazioni di remake - di tutto rispetto.

Chi si fosse riconosciuto invece nel profilo A potrà affrontare comodamente la visione di Solaris inalando sostanze stupefacenti e portando al cinema un walkman con cui ascoltare Intergalactic dei Beastie Boys in loop, per tutta la durata del film. Credo che l'effetto combinato di musica, stordimento ed immagini non sia davvero niente male.

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



Sito UfficialeSito ufficiale: http://www.solaristhemovie.com

TrailerTrailer: http://www.apple.com/trailers/fox/solaris

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I commenti degli utenti


Dice... Filippo scrive:

Per Margot

Per ora, in Italia, L'invasione degli ultratopi è praticamente introvabile. Esiste solo in una vecchia edizione VHS che non si trova più da anni. Se ti accontenti, però, leggi qui: http://www.morellismovieguide.com/php/mostra.php?tabella=recensioni&id_recensioni=199


Inviato il 26/09/2005

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Margot scrive:

 

Esiste un film che si intitola "L'invassione degli ultratopi"? LO VOGLIO!


Inviato il 26/09/2005

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Gianpaolo scrive:

Anderej Tarkovskij

Sono uno spettatore "B",..in quanto anch'io come "Simboy" sono "sopravvissuto" a "Stalker, nonostante quei tre minuti di acqua che scorre abbiano tentato di "uccidermi".
A mio parere va comunque detto, che se in "Solaris" l'introspettiva tesa alla ricerca del mistico,nonostante alcuni farraginosi passaggi non sia sconfinata nella noia,.....in "Stalker" in effetti "A.T." ha un pò esagerato,rendendo praticamente immobili passaggi che in "Solaris" erano "solamente" lenti.
A mio giudizio, è questa la sostanziale differenza tra i due Film,...stessi ingredienti (ossia: tanto per citarne uno....la natura vista come una sorta di entità divina e allo stesso tempo conciliante)narrati in "Stalker" con eccessiva lentezza.
In conclusione penso (come ho già scritto)che come sia "irriverente" ed eccessivo, definire "fantozziano" maestro "A.T.", lo sia altrettanto "magnificare" i tre minuti di acqua che scorre.
Comunque è ovvio che chi è in cerca di svago....."vade retro Andrej".....ciao!

P.S.....E il "Solaris" di "Soderbergh"?....e chi se ne frega!



Inviato il 13/04/2005

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Dice... Filippo scrive:

Per Simboy

"Tre minuti di acqua che scorre in "Stalker" valgono da soli l'intera filmografia mondiale del 2004."

Ok, posso pure starci, ma mi devi spiegare perché. Cioè, dimmi qual è il senso di quelle inquadrature infinite. Non avrebbe raggiunto il bersaglio anche con riprese di un decimo della durata di quelle poi effettivamente usate? Giuro che se mi convinci sono prontissimo a cambiare idea (non è una sfida, è voglia di capire).

"Non mi scorreggiare eh."

Ma figuriamoci!

"Ciao e complimenti."ù

Grazie Simboy!


Inviato il 11/04/2005

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simboy scrive:

Tarcowskij

Io sono sopravvissuto a "Stalker" , è ovvio che Tarkowskij non è un autore da assaporare al cinema , parliamoci chiaro , se hai voglia di uscire , non hai voglia di Tarkowskij (Dio che nome dimmerda!) , ma l'uso della macchina , la fotografia , la capacità di sfruttare gli elementi , la luce , i silenzi , io non so te , ma quante volte hai voglia di rollarti un cannone e fumartelo in solitario svaccato sul divano e ascoltando musica ?
Tarkowsky è emozione , a mio parere è oltre il cinema e chi si annoia è solo perchè sceglie il momento sbagliato per affrontarne la visione. Chi si stanca di Tarkowskij , conosce poco se stesso , i propri momenti , i propri desideri.
Tre minuti di acqua che scorre in "Stalker" valgono da soli l'intera filmografia mondiale del 2004.
Non mi scorreggiare eh.
Ciao e complimenti.



Inviato il 11/04/2005

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simboy scrive:

Eddai !


Filippo mio , eddai , mi recensisci "Solaris" di Sodeberg e mi affossi Tarkowskij ?
Ma perchè ?
L'unico merito che ha avuto Sodeberg è stato spingermi nella scoperta di quel "maestro" (travirgolette come fai tu) che è stato il regista Russo , aspetto con impazienza e un velato amaro sorriso stampato sotto il naso il coglione che , ne sono sicuro , prima o poi si cimenterà nel remake di 2001.
Ciao.


Inviato il 11/04/2005

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Dice... Filippo scrive:

Per Gianpaolo

Ok, il 'Solaris' di A.T, lo trovo un ottimo film, ma credo che questo autore sia estremamente sopravvalutato e che la sua notorietà sia figlia dell'imperante cultura provinciale che - all'epoca - imponeva come "arte" una qualsiasi rottura di coglioni proveniente al di fuori dell'establishment cinematografico. Per farti ulteriormente inorridire, Gianpaolo, ti dico che penso che 'Stalker' sia un film di merda (giudizio lapidario che prima o poi motiverò ampiamente con una recensione vera e propria). Spero che quando scriverò il testo relativo a 'Stalker' mi darai battaglia difendendo Tarkovskij: le discussioni su questo regista mi sono sempre piaciute! Continua a seguirci Gianpa', scrivi delle ottime osservazioni (dico sul serio).


Inviato il 24/01/2005

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Gianpaolo scrive:

l'irriverente Filippo

Nel "Solaris" di Tarkovskij, c'è tutto il
grigiore da cui era intrisa l'allora Unione
Sovietica,in questo film la fantascienza ed
il mistico si intersecano, creando una
struttura narrativa che in effetti può
risultare soporifera.....va comunque detto
che questa è un opera di assoluto e riconosciuto valore.....e trovo assai
irriverente abbinare il termine fantozziano
ad un autore dello spessore di A.T....Ciao!


Inviato il 23/01/2005

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Dice... Filippo scrive:

Prot!

Prot prot!


Inviato il 22/11/2004

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Axel scrive:

 

vorrei conoscere chi ha partorito questa recensione: una scorreggia gli sarebbe venuta meglio!


Inviato il 22/11/2004

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