Di Shinji Aramaki; formato: 1.85:1; 2004
N.B.: il film è attualmente (6 aprile 2007) inedito in Italia; la recensione si riferisce alla versione DVD uscita in Inghilterra.
I giapponesi, a volte, bisognerebbe menarli un po'. Non tanto, poco, quanto basta per fargli capire che certe cose hanno davvero rotto i coglioni.
Prendete ad esempio questo 'Appleseed'. È il lungometraggio cinematografico tratto da un fumetto di Masamune Shirow (lo stesso di 'Ghost in the Shell'); la tecnica usata per la realizzazione è una specie di uovo di colombo che si è rivelato essere una formula vincente: grazie al cel shading (o anche "toon shading", un tipo di rendering che fa apparire la computer-grafica come se fosse disegnata a mano), il film ha l'aspetto di un cartone animato tradizionale ma con la precisione e la fluidità dell'animazione 3D creata al computer. L'effetto finale è bellissimo: la naturalezza dei movimenti è ai massimi livelli (ottenuta con il motion capture), mentre il look "fatto a mano" - oltre a restituire in maniera piuttosto fedele l'arte di Shirow - evita alle immagini quel sapore di artificiale che hanno tutte le produzioni simili che non possono contare su budget altissimi.
Il mix, insomma, è funzionale, bello ed originale.
Lo straordinario impianto visivo di 'Appleseed' è accompagnato da scene d'azione strepitose che - per complessità , direzione, ritmo e impatto generale - hanno ben poco da invidiare sia ai film live-action che ai prodotti animati americani costati il doppio (se non il triplo) di questo.
I giapponesi, però, le cose superficiali-e-basta non riescono proprio a farle (più "per fortuna" che "purtroppo", sì, ma il dubbio rimane), neanche quando si tratta di un cartone animato e così, come il 99% dei prodotti simili, si cerca di dare un tono ad 'Appleseed' attraverso una trama un minimo complessa (anche se piuttosto risaputa) ed un gruppo di personaggi sfaccettati che affrontano anche momenti toccanti e drammatici, nonostante sia palese fin da subito che lo spessore di un film molto profondo come 'Ghost in the Shell: Innocence' è lontano anni luce.
Insomma, tra scene ultra-spettacolari e un abbozzo di serietà che tenta di bilanciare gli ingredienti del film, tutto sembra scorrere liscio e fico, non fosse che - ad un certo punto - la giapponesità prende il sopravvento e la mia palpebra dell'occhio sinistro comincia a traballare nervosamente...
Perché sì, insomma, se è vero che TUTTI i film italiani si possono riassumere con "c'è l'amore e una donna coi problemi", è anche vero che TUTTI i film giapponesi d'animazione contengono un'apocalisse con pistolotto finale su come il nostro pianeta sia una specie di essere vivente, che giusto il tempo di prendersi un'aspirina, sbarazzarsi di qualche zilione di esseri umani e poi torna tutto a posto. Qualsiasi cosa succeda, il film a cartoni animati giapponese termina con lo sterminio planetario new age. Anche se il film è incentrato su un ragazzetto che deve vincere i campionati scolastici di nuoto, negli ultimi cinque minuti arriva un'esplosione semisferica e il mondo finisce (ma tranquilli che poi ricomincia, perché un'immagine ti fa capire che gaia i germogli la vita i saggi le cose ecc.), oppure - mentre detto ragazzetto sta ancora lucidando la coppa vinta - dalle viscere della terra spunta fuori una creatura enorme con migliaia di tentacoli cazziformi, e un'orda di demoni piselluti si impossessa del mondo a partire dal Giappone (insomma una giornata no, soprattutto per le ragazze).
Ora, sul fatto che l'apocalisse e un branco di mostri con la super-ceppa siano centinaia di miliardi di volte meglio di Margherita Buy non ci piove, ma la prossima volta che in un film giapponese sento nominare il termine "Gaia", scendo in strada e prendo a schiaffi gente a caso.
Dopo tre-quarti di spettacolo piuttosto avvincente, 'Appleseed' cade nel solito baratro ad occhi a mandorla di città rase al suolo (stavolta a causa di una pattuglia di robottoni-fortezze) e di palle di energia chiamate "Gaia" (aho, BASTAAA!!!) che regolano i delicati equilibri bla bla bla 'sti cazzi bla bla i saggi bla bla bla la natura l'uomo è cattivo bla bla bla bisogna che no perché sennò poi bla bla.
Tu eri lì tranquillo e felice, il film ti aveva conquistato al minuto 00:01, la tua soglia della soddisfazione era scesa a livelli bassissimi grazie ad un look meraviglioso e alle scene d'azione, che avrebbero tranquillamente retto l'intera pellicola anche senza una trama, e invece no: l'apocalisse-pistolottica-con-germoglio-di-speranza arriva puntuale e inesorabile come la morte, non aggiunge nulla al film (anzi, lo trascina nel mare di prodotti simili fino a farlo quasi affogare) e ti lascia con una sgradevole sensazione di déjà STRAvu che va ad intaccare quello che rimane comunque uno spettacolo da vedere (quasi) assolutamente.
A bocca aperta, insomma, ci rimarrete per tutta la durata di 'Appleseed': in gran parte per la meraviglia, in parte per sbadigliare.
Sappiate che se divento imperatore del mondo sarà vietato per legge chiamarsi "Gaia".
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.appleseedthemovie.com/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0401233/trailers

Perché non sforzarsi di lasciarsi convincere, almeno un po'?
Yea
Sono d'accordo sull'irrimediabile sclerosi del concetto di GAIA e su i finali New Age tipo Final Fantasy... persino Myazaki nella Principessa Mononoke ci propone qualcosa di simile e francamente inizio pure io a scassarmi le balle... lo stesso Ghost in The Shell: Stand Alone Complex, che è la serie animata tratta dal fumetto si porta dietro un po' di questi problemi. Spesso la bellezza dell'ambientazione, fantascientifica e filosofica è svilita da trame parafilosofiche che non riescono a convincere o commuovere fino in fondo.
Bella recensione omonimo... quand'è che ci fai la recensione del Film di Cowboy Bebop? Me lo fai come regalo di compleanno? Compio gli anni il 23 aprile ma hai tempo fino alla fine dei tempi per farla! ^^
in effetti
haha bella recensione. Avevo rimosso tutta sta parte de Gaia e affini...
Filippo scrive:
Per Zino Davidoff
Sinceramente non sapevo chi fosse Jeremy Clarkson. Ho letto la sua pagina in Wikipedia e da quanto ho capito è un giornalista che scrive prevalentemente di automobili. La risposta, quindi, è "può darsi", ma non ho ancora capito se è uno da ammirare. Probabile.
Ammiratore di Jeremy Clarkson?
e se lo divento io, vieterò camper e roulotte pena la morte per decapitazione in piazza!!! Comunque esaustivo, geniale e divertente come sempre.... Grande Filì!!!!!