Di Cristian Mungiu, con Anamaria Marinca e Laura Vasiliu; formato: 2.35:1; 2007
Due ragazze, Otilia e Gabita, studentesse universitarie, sono nella loro stanza del dormitorio e stanno preparandosi per un week end in un albergo della città .
Otilia, la più concreta e realistica delle due, dovrà aiutare la sua amica Gabita, dalla testa perennemente nelle nuvole, che è rimasta incinta e deve ora abortire clandestinamente.
Nella camera d’albergo arriva presto Bebe, l’uomo disposto a eseguire l’operazione nonostante Gabita abbia da tempo superato il limite dei tre mesi.
I tre cominciano a contrattare sul prezzo e, scopriremo presto insieme alle due giovani, i soldi non sono certo al centro della negoziazione…
Sono stati tirati in ballo i fratelli Dardenne e non certo a torto, vuoi per una certa attitudine “stalker†della mdp di Mungiu (o meglio, di Oleg Mutu), vuoi per la messa in scena simil-documentaristica vuoi ancora per l’attenzione verso esistenze al margine e la scelta di attori in grado di regalare prove che hanno del miracoloso.
La Romania sotto il tallone di Ceausescu che ci “regala†Mungiu è un universo dove tutto ha il colore del cemento e delle foglie marce, dove tutto è mercificazione continua o continua vessazione, dove pare davvero impossibile che possa nascere della bellezza, fra casermoni, code per il pane, cani che latrano e feti che finiscono nella spazzatura.
Ma il cinema di Mungiu prende le distanze da quello dei Dardenne in molti elementi fino a brillare, man mano che si avanza nella visione, di una luce propria tale da far pensare a un talento che ci regalerà ancora molte ottime prove.
Sceneggiatura limata fino all’ossessione, dialoghi veicolati attraverso una esemplare “assenza†dello stanco gioco campo-controcampo, psicologie complesse che nulla regalano allo spettatore in cerca di una facile identificazione a breve termine e anzi, rifiutano ogni gioco dicotomico o di stereotipizzazione, arrivando spesso a rivelare il lupo dietro la maschera d’agnello e viceversa.
Siamo anni luce lontani dai baracconi e circhi americani di cineasti che fanno quasi sempre solo del gran chiasso anche quando pensano di giocare a essere autori, la camera di Mungiu è un occhio laser che gioca tanto sul materiale ripreso quanto (se non con ancora maggiore forza) su quel che viene lasciato fuori dall’inquadratura, specie durante i dialoghi.
È cinema che quasi si assopisce nei piani sequenza, quando dobbiamo seguire le spalle di una Otilia (bravissima Anamaria Marinca) perennemente in viaggio fra un capo e l’altro della città , per poi risvegliarsi ferocissimo nelle inquadrature fisse (il momento dell’aborto ma anche la contrattazione precedente, la cena a casa dei genitori…) che di stabile, psicologicamente parlando, non hanno davvero nulla e nelle quali si viaggia attraverso tutto lo spettro emotivo.
Tranne la felicità e la speranza, sensazioni apparentemente bandite da un universo che appare dieci volte più gelido, distruttivo, entropico di quanto mai osato dipingere da un Mike Leigh o da, appunto, i Dardenne.
Così come le inquadrature fisse hanno tantissimo da dire, parimenti gli elementi immobili (siano essi oggetti o volti ghiacciati in una sola espressione per interminabili minuti) hanno molto da raccontare sotto lo sguardo del cineasta: bisturi, tubi, sale d’attesa in albergo, nature morte (nei quadri o per le vie della città ), pacchetti di sigarette e tavole imbandite, tutto aiuta a tentare di comprendere la realtà di un paese “distante†solo una manciata di anni e di chilometri.
Finale da nero dell’anima, con la notte che avvolge la protagonista, i cani e altri mille elementi minacciosi che accompagnano il suo viaggio appesantito da un fardello immane e un ritorno in albergo che le riserva la sorpresa più amara e annichilente di una giornata già saldamente in cima alla classifica dei momenti peggiori della sua vita.
Ottime prove da parte dell’intero cast, con il terzetto di protagonisti una spanna sopra al resto, tutti capaci di farci dimenticare la loro natura di attori, cosa rara in questi anni e grande fotografia di un Oleg Mutu, pastosa e grigiastra, smorta e asfittica come la Romania narrata nel film.
Da vedere.
Elvezio
Elvezio dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.4months3weeksand2days.com/blog/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt1032846/trailers

Di nome fai Sciallis, Elvezio?
capolavoro
filmone - one (vedetevelo in rumeno)
e basta co sti block buster roboanti vuoti come un pneumatico
questo è il cinema che preferisco
meglio dei dardenne
un film eccezionale, non ci sono cazzi
Semplicemente impressionante.
È un film che mi ha convolto tantissimo, e le scelte compiute in sede di regia e di fotografia sono splendide.
SPOILER
Mi ha colpito soprattutto la cena in casa dei genitori, con Otilia compressa in un quadro colmo di personaggi che paiono quasi non fare caso alla sua esistenza, che potrebbe un po' essere il messaggio del film, visto che le due ragazze si trovano ad avere a che fare con un dramma simile quasi praticamente da sole.
Solo non mi è chiaro l'inserimento di un paio di elementi che pensavo portassero a sviluppi e che invece restano a sè stanti: mi riferisco all'ispezione della borsa di Bebe da parte di Otilia, e ai documenti di Bebe dimenticati in albergo.
A che scopo fare cenno, soprattutto al secondo elemento, se poi la cosa non ha la minima ripercussione sugli accadementi futuri?
Fai bene, anche io a priori non sono mai d'accordo...
Comunque non sono d'accordo a priori con la recensione di Elvezio.
Filippo scrive:
Forum
State calmi, abbiate pazienza, tenete d'occhio l'home page del sito e lasciate stare lo spazio commenti delle recensioni di Elvezio.
Ila, Gippone pare sia un temibile menagramo con la faccia da bauscia.
Prega di non incontrarlo.
Maledetto Gippone non avrai il forum!
Fili'?
Ao' ma chi è leogpoldo e perche nn se entra? Bisogna paga'?
REclamo i miei diritti di sufragette.
E' l'inizio della fine!
Qualcuno faccia qualcosa, non durerò a lungo con queste discussioni immaginarie e con le lettere che mi invio da solo a casa...
Maledetto Gippone! Non arrendiamoci al volto bizzarro di Leo Gippone.
Rollo, credo che l'ira di Leogpone sia scesa su di noi
X FILIPPO
NON C'ENTRA UNA MAZZA COL FILM (CHE TRA L'ALTRO NON HO VISTO E NON VEDRO', CREDO), MA CHE CACCHIO È SSUCCESSO AL FORUM? NON SI RIESCE A ENTRARE
Mamma Topa possiamo sposarci quando credi, so che di primavera è più figo ma vuoi mettere un matrimonio a novembre, nebbia e topini al seguito?
Grazie per i complimenti, grazie per seguire MMG, fatti un giro su qualche altra recensione, tutti tipi in gamba a parte Panzer...
la recensione è perfetta!
il film è esattamente come lo descrivi tu, solo che, forse, se uno non l'ha visto non riesce a dare un'immagine alle tue parole. Certamente, io credo che le buone recensioni siano fatte così, altrimenti rimangono semplici sinossi!
(capitata x caso, MAI PIU' senza questo sito ;))
L'arteriosclerosi mi fiacca memoria, gambe, fiato e sinapsi, mi dimentico spesso di usare il mio nome, ma l'identità si evince lo stesso, dai...
Elvezio, hai un nome...
..per quanto ti sia vergognoso usarlo usalo
Vai tra, era giusto per rompere le balle... ^__^
Ok, d'ora in poi sia macchina da presa e piano sequenza... Ti assicuro che non li scrivo per fare il figo (cioè, Filippo mi conosce di persona, io e "figo" siamo agli antipodi...), è solo che alle volte scappano...
Leggo questa rece proprio il giorno in cui il TG1 dell'una decide di mandare in onda un inutile servizio sui cani randagi della Romania che vengono 'barbaramente sterminati'. Evidentemente soffre la concorrenza di Studio Aperto, e sta cercando di colmare il gap.
Risultato, mi avete convinto a vederlo, entrambi.
Ps_ elvezio, sappiamo che sei figo, ma se scrivessi 'macchina da presa' e 'piano sequenza' al posto dei loro acronimi lo saresti anche di più. oltre che ad essere più leggibile.. ;)
(sorry se farò doppio post, la linea mi fa scherzi)
Eh, figurati se me la prendo, anzi, mi serve a capire dove sbaglio a scrivere, perchè io vorrei spingere la gente ad andare a vedere il film.
Con quella frase intendevo dire che secondo me la pellicola perde un po' durante i ps nei quali seguiamo gli spostamenti di lei, mentre brilla molto, molto di più nelle inquadrature fisse, che diventano quadri molto drammatici.
Cerca di dargli una occasione anche solo su dvd perchè è un film che merita come pochi altri in questi mesi...
orbole!!!
"È cinema che quasi si assopisce nei piani sequenza..." Non te la prendere, ma dopo una frase simile a me vien voglia di starci lontano un miliardo di Km da questo film!!!
Lo so, lo so, non capisco una cippa di cinema.....
L'anonimo impedito ero io, naturalmente...
I Dardenne... recensirli è un po' dura, ci proverò appena uscirà qualcosa di nuovo...
Sarebbe che se ti spiego spoilero il film come ha fatto la Tornabuoni.
Se credi mandami mail privata e ti spiego, ma è meglio vederlo...
Si ma... il finale?
"Finale da nero dell’anima, con la notte che avvolge la protagonista, i cani e altri mille elementi minacciosi che accompagnano il suo viaggio appesantito da un fardello immane e un ritorno in albergo che le riserva la sorpresa più amara e annichilente di una giornata già saldamente in cima alla classifica dei momenti peggiori della sua vita."
Sarebbe?
Adesso che li hai nominati, la recensione é d'obbligo. Mi riferisco ai Dardenne ovviamente.