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AMERICAN GANGSTER (id.) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Ridley Scott, con Denzel Washington e Russell Crowe; formato: 1.85:1; 2007


Se qualcuno mancava ancora nell’elenco dei registi che hanno provato a dipingere l’american dream attraverso l’ascesa e caduta di un boss malavitoso, quello era proprio Ridley Scott.

Ora che anche il più grande e serio pubblicitario di tutti i tempi ha detto la sua sull’argomento, con un film discontinuo e altalenante ma capace di ripagare le cadute con alcuni momenti grandiosi, sarebbe meglio archiviare questo sotto-genere per qualche anno se non un decennio, in attesa di qualche colpo di genio che possa offrire un punto di vista nuovo sull’argomento.

E forse il punto di vista nuovo non esiste davvero e rimane solo l’abilità del grande regista di sapersi destreggiare in una giungla di clichè e banalità, di stereotipi e déjà vu che informa uno dei tipi di film più codificati della storia del cinema.
Il gangster movie più come uno spartito suscettibile unicamente di arrangiamento che come opera da riscrivere di volta in volta, insomma.

Ridley Scott in questo brilla di luce così intensa da far dimenticare le ovvietà della sceneggiatura, grazie a un mestiere solidissimo e a una crew tecnica capace di far miracoli anche filmando in campo lungo una barbabietola.
L’attacco è di quelli da infarto e vi afferra per le palle trascinandovi dentro il film: Denzel Washington che prima innaffia di benzina un poveraccio, poi gli appicca fuoco e quindi gli spara senza battere ciglio. Segue una lezione filosofico/morale di quello che sta diventando New York e l’America tutta.
Arriva Russell Crowe (per l’occasione più bravo persino di un mostro sacro come Washington) e la pellicola comincia a patir per l’eccessiva caratterizzazione, stravista, operata sul suo personaggio, sperso e diviso fra lotta alla droga e divorzio.
Quando ci viene suggerito che il gangster ha una forte etica del lavoro, della famiglia e del farsi da sé e che il poliziotto è innamorato solo del suo mestiere è ok, ma se ci viene urlato più volte è lecito sculettare ansiosi sulla poltrona in attesa che si proceda oltre.

Per fortuna il tutto è in mano da un lato a due attori che giocano a superare se stessi e l’altro a ogni inquadratura, con un Crowe inappuntabile nel riuscire a far diventare tridimensionale un personaggio molto bidimensionale e un Washington mai così cattivo e pauroso, pur rimanendo spesso una vera e propria sfinge. Gli occasionali momenti di furia, al confronto, sono quasi un sollievo.
Dall’altro lato la sceneggiatura ritrita e con troppi sub-plot viene messa in scena con alcuni picchi cinetici di grande coinvolgimento (si veda anche solo l’irruzione nel covo) e un moltiplicarsi di segni e immagini (le televisioni sparse per le stanze, per esempio).
Aggiungete al quadro un montaggio da Oscar da parte di Pietro Scalia, le scenografie inappuntabili di Arthur Max e la fotografia di Harris Savides e avrete la ricetta ideale per un capolavoro.

Ma capolavoro 'American Gangster' non è, vuoi per la mancanza di coinvolgimento di Scott (da sempre regista freddo, incapace di empatizzare più di tanto con l’argomento e i personaggi) vuoi per l’eccessiva pesantezza della didascalia (non serve un genio per capire che la mafia vista come business è in questo caso metafora del capitalismo, sai che roba…) vuoi ancora per eccessiva lunghezza e ridondanza e per mille altri particolari.

Rimane però lezione solidissima di regia e recitazione e film capace di reggere tranquillamente più di una visione, con un inizio e una fine da urlo, capaci di far riappacificare con il cinema e anche di far sperare in un Ridley Scott che pare in ripresa dopo alcune cantonate (andamento cui ci ha abituato) e che potrebbe avere ancora in canna un buon numero di pellicole sopra la media.

Elvezio

Elvezio dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



Sito UfficialeSito ufficiale: http://www.americangangster.net/

TrailerTrailer: http://www.imdb.com/title/tt0765429/trailers

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I commenti degli utenti


berto scrive:

3 o 4?

boh
alla fine 4 gliele dai perchè c'è troppo mestiere in sto film
una cosa mi ha fatto ridere e irritare al contempo
denzel washington
cioè spaccia l'eroina cazzo a sfascio ammazza un sacco di genete e poi a casa è tutto preciso con la famiglia intransigente persino e poi lucido non sballa mai un modello proprio
a tavola ha fatto dire la preghierina e tenere tutti per mano e l'atmosfera era seria seria ma che è dico io mi veniva da ridere ma cosa mi volevano propinare che lui era bravo?
ah sì?
3 stelle!


Inviato il 04/06/2008

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REv scrive:

 

ma non diceva " tratto da fatti realmente accaduti"? a me pare di si questo giustifica anche un po la mancanza di spettacolarità nel copione gangster movie e lo stile "falso documentario"...comunque al dilà dell'allusione al capitalismo ("these departmen stores are taking away all american jobs" negozio Nike nel finale bla bla) mi sembra + rilevante l'allusione dell'intraprendente uomo di colore che negli anni 60-70 predomina su un mercato in mano alla mafia italiana importando i suoi valori e bla bla...non vorrei dire un riferimento ad obama però ci pole quasi stà..

agigungiamoci riferimenti fugaci alla politica del tempo tra Alì (altro rivoluzionario nero)e vietnam, guerra di corruzione, prostitute ed eroina tra il naplam e la facai a culo di Nixon e secondo me il film nasconde + di quanto appare...

sul finale beh capisco che si sia concentrato su altro ma lascia un po l'amaro in bocca una risoluzione a titoli del tipo "riassunto di quello che accade dopo ai personaggi"
comunque giuste le 4 stelle



Inviato il 22/05/2008

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Booyaka scrive:

 

Mi trovo d'accordo con Elvezio: American Gangster è un film con trama e personaggi scontatissimi che viene salvato da una buonissima regia, da una fotografia da urlo (con i colori caldi e cupi del mondo dei gangster opposti ai colori freddi e smalviti di quando in azione ci sono i pulotti) e dal fatto che Denzel e Russel riescono a dare spessore alle figurine di Frank Lucas e Richie Roberts.

Secondo me però la regia fredda di Scott è un elemento positivo visto che dà un taglio quasi documentaristico al film riducendo al minimo le "dramatizations".


Inviato il 18/02/2008

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Crama scrive:

Mah il finale...

Sono d'accordo al 99%. (SPOILER)
Il finale IMHO è chiuso in maniera frettolosa, con il personaggio di Washington che, dopo aver costruito un'integrità e coscienza di se per tutta la storia (maggiore di quella del poliziotto Crowe) non batte ciglio nel testacoda finale in versione pentito. Mah!


Inviato il 04/02/2008

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mrnemo scrive:

 

un gran bel film di azione.
bravi gli interpreti.
bravo il regista.
grande la scena della mamma quando prende a sberle il figlio gangster (l'unica che mi torna continuamente in mente)
punto.
p.s.
scommettiamo che da adesso dire "sei un amico" diveneterà cool?






Inviato il 30/01/2008

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bianconiglio scrive:

...tridimensionale...?!

boh.
Onestamente non l'ho proprio percepito così. Mi aspetto qualcosa di diverso da un uomo la cui vita affettiva e professionale, sta andando a pezzi.
Oppure era esattamente l'effetto è voluto, e allora tanto di cappello a Crowe.
Però proprio ... non capisco.
Eccessiva caratterizazione, stravista ma anche inappuntabile... per un solo attore... in un unico film...
Scusa ma non ho proprio capito.

Per il resto daccordo su tutto.
Da gustare


Inviato il 25/01/2008

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Enjoy scrive:

 

Ma si che quattro stelle se le merita!


Inviato il 24/01/2008

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berto scrive:

oppure...

....metti 10 stelle bianche da 1 a 10 e se il film è da 6 fai le prime 6 rosse e così via
certo da 1 a 10 è più preciso che da 1 a 5...


Inviato il 24/01/2008

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bitu scrive:

 

e lo so... già fui cazziato per aver sostenuto le mezze stelle... (che poi è come dare i voti da 1 a 10)


Inviato il 24/01/2008

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ErVezzo scrive:

 

Eh... guarda è colpa di quel frocionis di Filippo che non mette le mezze stelle...

(A parte che io le stelle proprio le toglierei eh)


Inviato il 24/01/2008

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bitu scrive:

 

nella sostanza sono d'accordo con te, solo che avrei concluso con 3 stelle.


Inviato il 24/01/2008

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