Di Stephen Herek, con Angelina Jolie e Edward Burns; formato: 2.35:1; 2002
“Andiamo a vedere il film con Angelina Jolie?“.
Come avrei potuto dire di no a quella santa donna che mi ha accompagnato a vedere Daredevil senza battere ciglio? Con che coraggio?
“Sì, andiamo“.
Una vita quasi perfetta è costruito attorno ad uno di quei discorsi che di solito saltano fuori ad ora tarda, dopo una birra di troppo: “e se domani esco di casa e mi investe un camion?“. Il camion che investe Angelina Jolie, rampante e superficiale cronista televisiva con un fidanzato famoso, una bella casa ed una bella macchina, arriva nelle vesti stracciate di un profeta barbone che davanti alle telecamere pronostica alla donna una morte prematura. Cosa fareste se vi rimanesse una sola settimana da vivere? La cronista - e con lei gli sceneggiatori del film - darà una risposta a questa angosciosa domanda nel più banale dei modi, ovvero ingozzandosi di schifezze, ricominciando a fumare e a bere alcolici, ascoltando musica a tutto volume e ridimensionando l'importanza data al lavoro e alla carriera (la mia vita di tutti i giorni, in pratica?). Ma c'era bisogno di fare un film per dare risposte che TUTTI darebbero se interrogati su una questione simile? Non sarebbe stato meglio spremersi leggermente le meningi per riuscire ad affrontare il tema in maniera più originale, magari proponendo punti di vista insoliti a cui nessuno aveva pensato prima d'ora? Non era proprio possibile evitare l'immancabile scena in cui una persona cinica riacquista il gusto per le cose semplici della vita grazie al pomeriggio trascorso in compagnia di un bambino? E non si poteva avere un guizzo di orgoglio (SPOILER! Nelle seguenti righe viene in parte rivelato il finale del film. Se non volete quindi venirne a conoscenza passate alla frase “FINE SPOILER“ e smettete di leggere ORA!) almeno nelle battute finali, facendo morire la protagonista? Eh già, perché alla fine, smentendo e contravvenendo a tutte le regole costruite per dare un senso al film, Angelina Jolie sopravvive grazie ad un espediente narrativo-filosofico che, più che scaldare i cuori, sa tanto di Deus-ex-machina arrivato al fine di far uscire dalla sala spettatori confortati e senza dubbi (FINE SPOILER).
Del film si salva la sua attrice protagonista, che nonostante lasci trasparire spesso la sua vera anima di “psicotica tatuata che va in giro con il sangue del marito appeso al collo in una catenina“ riesce ad essere credibile anche nei panni di una brava ragazza un po' svampita.
Ammetto, poi, che c'è stato un momento in cui ho riso fino ad avere le lacrime agli occhi (durante la scena tragica del film), ma la risata è nata da una battuta di Daniela che mi ha ricordato di un suo balletto scolastico che richiamava le immagini che scorrevano sullo schermo. Se volete ridere anche voi per questo film, quindi, pagate un biglietto anche a Daniela ed ascoltate il suo racconto del can-can e dell'arrostino.
Per quanto scontato, banale e superficiale, però, il film riesce a chiudersi senza lasciare troppo amaro in bocca, merito forse dell'estrema leggerezza che, dall'inizio alla fine, permea le sequenze di Una vita quasi perfetta e merito anche dell'invito alla riflessione che porta la frase detta nel finale: “vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo“.
Già, quello di ieri poteva essere il mio ultimo giorno sulla faccia della Terra e l'avrei trascorso vedendo come mio ultimo film Una vita quasi perfetta?
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.lifeorsomethinglikeit.com/home.html
Trailer: http://www.lifeorsomethinglikeit.com/home.html
