Di Quentin Tarantino, con Uma Thurman e Lucy Liu; formato: 2.35:1; 2003
Perché Kill Bill esce nelle sale di tutto il mondo diviso in due parti?
Scusate se vi rompo le palle sempre con queste storie, ma penso sia utile chiarire due o tre punti.
Credo che dividere in tre episodi Il signore degli anelli sia stata una mossa azzeccata, l'unico modo per dare il giusto respiro ad un film tratto da un'opera letteraria sterminata e molto densa di avvenimenti.
Non mi sono sentito truffato neanche vedendo Matrix Reloaded. Probabilmente lo avrebbero potuto rendere autoconclusivo senza arrecare il minimo danno alla trama, ma rimane il fatto che il film è un'orgia di scene spettacolari con molta carne al fuoco che dura la bellezza di due ore e venti, e comunque era previsto fin dal principio che fosse seguito a breve tempo dal terzo capitolo, Matrix Revolutions.
Andando a vedere Kill Bill, con il titolo seguito dalla dicitura “Vol. 1“, invece, mi sono sentito davvero preso per il culo.
Il film di Tarantino - è bene specificarlo - è stato concepito e portato avanti per la durata dell'intera produzione come un unico film. Il regista, gli attori e tutti quelli che hanno lavorato a Kill Bill hanno diretto i loro sforzi verso la realizzazione di un film che il pubblico avrebbe dovuto vedere in un'unica soluzione.
Perché, allora, è stato diviso in due? Una sola parola: Disney.
No, l'inventore di Topolino e Paperino, lo zio Walt, ex spia nazista ibernata nei sotterranei della sua casa non c'entra nulla. Quando dico “Disney“ intendo il conglomerato di superpotenze aziendali che taglieggia i genitori di tutto il mondo con i prezzi folli delle sue videocasette e dei suoi DVD, venduti a quelle cifre stratosferiche (le più alte sul mercato, senza alcun motivo plausibile) per via del ricatto implicito che segue tutte le uscite in home video dei suoi film d'animazione: o le compri o sarai costretto a far piangere tuo figlio. E quali sono, da sempre, i film più amati dai bambini? Esatto, quelli targati Disney. E perché, allora, hanno i prezzi più alti? Per lo stesso motivo di cui sopra: sanno perfettamente che la reazione di un pupo - davanti al papà che gli dice “no, costa troppo“ - sarà quella di produrre un fiume di lacrime, e fanno leva sul pianto disperato dei bambini per scucire al genitore quanti più soldi possibile. Credete che sia il solito stronzo cinico e paranoico? Ok, se qualcuno ha un'altra ipotesi a riguardo me la faccia sapere, sono pronto e ben disposto a convincermi del contrario.
Ma che c'entra la Disney con Kill Bill? La Disney è la proprietaria della Miramax, casa di produzione di Kill Bill, capeggiata da due biechi figuri (i fratelli Wienstein) noti per le loro smanie di controllo assoluto su ogni loro produzione, della quale vogliono tenere sott'occhio aspetti artistici e commerciali senza guardare in faccia nessuno (sono stati capaci di rompere i coglioni - ottenendo quello che volevano - pure a Martin Scorsese. No, dico, MARTIN SCORSESE!!!). Immaginate quindi cosa si deve essere sentito rispondere il buon Tarantino quando ha presentato il suo Kill Bill come un film della durata di circa tre ore: “Un film di tre ore? Quentin, ma vaffanculo te e il tuo film da tre ore“. A quel punto dev'essere stato giocoforza cedere alla “brillante“ idea di spezzare il film in due, pur di non vederlo distrutto dai tagli che sarebbero serviti per arrivare ad una durata di una comune pellicola di circa un'ora e tre quarti.
Se quindi per vedere Kill Bill per intero sarete costretti a sborsare circa 15 euro è solo perché vogliono mungere quanti più soldi possibile, e prendetevela con Pluto, Minnie, Pippo e Qui Quo Qua. Sad but true.
Dopo questa enorme introduzione passiamo al film. Allora, com'è Kill Bill Vol. 1?
Una goduria cinefila spassosissima fin dal primo fotogramma, un gigantesco collage di citazioni dai B-Movie orientali di fine anni '60/inizio '70; è come dare svariati metri di pellicola ad un estimatore di cinema di genere e dirgli “tiè, facci quello che vuoi“ e poi stare a guardare. Lunghe scene recitate in giapponese, sezioni a cartoni animati, sequenze alla Brian DePalma e alla Sergio Leone, maschere kato, la tuta gialla di Bruce Lee, spade katana, bagni di sangue, acqua che scorre in canne di bambù, arti marziali. Kill Bill è la trasposizione cinematografica delle passioni di Tarantino, feticismo del piede compreso. Per molti una simile premessa potrebbe essere sufficiente a disertare il film, ma per un qualsiasi appassionato con gusti simili a quelli del regista Kill Bill si traduce in pura e semplice estasi cinematografica.
Uma Thurman, un personaggio che conosceremo solo come “La sposa“ e col suo nome in codice (Black Mamba), viene ridotta in fin di vita durante la cerimonia del suo matrimonio da un gruppo di killer professionisti, suoi ex-colleghi. Scampata miracolosamente alla morte e tornata in forze dopo un coma di quattro anni, la donna darà il via alla sua implacabile vendetta cercando i suoi boia uno ad uno.
Se proprio si volesse trovare un difetto a Kill Bill si potrebbe dire che è l'opera meno spiazzante di Tarantino, abituato a stupire con bruschi cambi di rotta che lo hanno portato dal noir de Le iene al culto kitsch di Pulp Fiction e quindi alla linearità di Jackie Brown. Kill Bill è per molti versi assimilabile a Pulp Fiction, del quale ricalca la struttura narrativa frammentata e i continui cambi di unità temporale, ma i deja-vù finiscono nel momento in cui ci si lascia trasportare dall'inventiva stilistica dimostrata in quest'ultimo film, distinto da un estro visivo ineguagliabile che fa il paio con una sceneggiatura semplice ma trascinante. Come ho già detto, gli spettatori dotati di una certa sensibilità ai B-Movie rimarranno ipnotizzati fin dalla prima immagine.
Va segnalato, poi, come Tarantino sia - dopo Scorsese - il regista con la maggiore abilità nell'abbinare canzoni e musiche alle immagini, che vengono esaltate da un'azzeccatissima colonna sonora che salta da brani tratti da film italiani al twist giapponese, passando per la Disco anni '70; un eclettismo musicale che rispecchia in pieno il frullato di stili che scorre sullo schermo.
Tra gli attori, Uma Thruman spicca non solo per la maggiore presenza in scena ma anche per la capacità di trasmettere il dolore e l'odio che anima il personaggio, insieme al suo atteggiamento molto “fanculo a tutto“ che rende credibile la sua spavalderia. Il cast di contorno regge il confronto con la protagonista grazie ad una serie di giuste scelte volto/ruolo; ognuno veste i panni più appropriati e sembra essere perfettamente a suo agio. Da segnalare la presenza di un mito del cinema orientale come Sonny Chiba (il forgiatore di spade Hattori Hanzo, un personaggio assimilabile al Winston Wolf di Pulp Fiction) e la grande caratterizzazione di Chiaki Kuriyama (vista in Ju-On) nella parte di GoGo Yubari, la liceale giapponese/guardia del corpo. Voglio il poster della ragazza con la palla di ferro!
Una nota di merito anche a David Carradine (Bill), in grado di rendere incisiva anche una recitazione mostrata solo attraverso le mani.
Ho letto diversi articoli a proposito dei “laghi di sangue“ mostrati in Kill Bill. Ammetto che per un film “socialmente accettabile“ come questo il fattore splatter è ad un livello piuttosto alto, ma la voluta esagerazione con cui il liquido rosso viene mostrato nei duelli ha il duplice effetto di stemperare - paradossalmente - la violenza delle scene e di renderle allo stesso tempo più umane: durante il combattimento tra La sposa e gli 88 assassini della Yakuza non ho potuto fare a meno di pensare al simile Neo contro 100 agenti Smith di Matrix Reloaded, giungendo alla conclusione che quello che stavo vedendo era un mega-duello decisamente più coinvolgente in cui sei portato a tifare per il “tizio solo contro tutti“. U-ma! U-ma! U-ma!
Bene, la recensione volge al termine e quindi io, come di consuetudine, dovrei riassumere quanto detto in un valore da 1 a 5 espresso in stelle, giusto? Ma come posso, però, giudicare solo una parte di un film nato per essere visto in un'unica soluzione? Facciamo così: diciamo che ci troviamo in un cinema, nell'intervallo tra il primo e il secondo tempo e che voi mi chiedete “beh, come ti è sembrato fino ad ora?“. In attesa di vedere la seconda parte, Filippo dice...
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.kill-bill.com/
Trailer: http://www.apple.com/trailers/miramax/kill_bill/volume_I/

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Cinzia scrive:Giorni fa ho cttnemmaoo un intervento sul diario dicendo: ADESSO SIAMO NOI CITTADINI A DOVERCI MERITARE IL NOSTRO SINDACO!Anch'io, come elettrice di sinistra (senza la parola centro davanti), nel mio privato posso storcere il naso nell'udire alcuni nomi, perf2 poi ci penso e mi faccio un breve riassunto dell'accaduto:1) In campagna elettorale abbiamo appoggiato e condiviso un programma dove si e8 sempre parlato di competenza e mai di manuale Cencelli2) I partiti della sinistra, PD in primis, hanno ammesso che il motivo principale della vittoria e8 da ricercare nella ritrovata capacite0 di tornare sul territorio confrontandosi coi cittadini; fatto questo, quale buon motivo ci sarebbe per tornare a rinchiudersi nelle sezioni e nelle pure logiche di partito?3) Adesso Giuliano e8 sindaco di tutti i milanesi: del 55% che lo ha votato, del 45% che ha votato Moratti e del 32% degli aventi diritto che a votare non ci e8 andato affatto. Vogliamo contarci per bene? Tener conto anche dei suoi non-elettori e8 solo concretezza, lungimiranza e senso della Democrazia con la maiuscola4) Il vento e8 cambiato per davvero ma come mai prima d'ora, se si vuole che questo vento continui a soffiare e tornino un po' pif9 di socialite0 e fiducia in pianta stabile, se si vuole dimostrare che l'essere umano non e8 solo un portafoglio e che i politici non sono tutti uguali, bisogna mettere sul piatto una mentalite0 nuova e criteri pif9 etici rispetto a quelli della tristissima Italietta, appannaggio quasi esclusivo della destra. Noi di sinistra ci siamo sempre reputati (giustamente) pif9 bravi in questo senso: meno egoisti e arroganti, pif9 solidali e aperti alle differenze culturali. Continuiamo a farlo, per piacere?5) Giuliano ci ha chiesto pubblicamente di non lasciarlo solo. Io la interpreto cosec: continuate ad essere voce positiva e propositiva con quelli che conoscete o incontrate, regalatemi un po' delle vostre idee e della vostra competenza, professionale e umana, per aiutarmi a tenere la direzione giusta. Le critiche, semmai, a cose fatte e i pregiudizi MAI.6) Ci pensano gie0 (e ci penseranno anche dopo) Libero e il Giornale a spargere fango, a fare titoloni su qualunque inezia, a inventare nuove orde barbariche dedite a oltraggi vari nel nome di Pisapia. Vogliamo aiutarlo a seppellire questa melma, giorno dopo giorno, con una bella botta di positivite0?A proposito, se qualcuno sa come e8 andata a finire la storiella del falso attentato a Belpietro me lo fa sapere? Non ne trovo pif9 traccia Un abbraccio (gratis) a tutti.
Filippo scrive:
Per Erika
Erika, cristo di un dio, hai lasciato un milione di commenti nello spazio di trenta secondi. Nonostante i tuoi agguerritissimi predecessori, altrettanto ossessivi, hai il record assoluto di numero di commenti lasciati nel minor arco di tempo. Sento di dover dire qualcosa ma non so cosa. Comunque rendiamo questo momento più solenne ed ufficiale con l'assegnazione di un bel premio.
Erika, per i tuoi sforzi io ti premio con un bel.
Congratulazioni e bacetti.
Ma che bello che e' questo film!
Da vedere anche solo per lo scalpo volante di Lucy Liu e la frase "Questa e' veramente una spada di Hattori Hanzo"...
Mi ricordo che quando lo andai a vedere al cinema ero tra le poche ragazze rimaste in sala,le altre erano andate a vomitare.
Questo film e' cosi' pieno di chicche che a doverle elencare scriverei un tomo comparabile alla Bibbia.Concludo dicendo che questo film e' bellissimo punto e basta.
Cartucce o bossoli?
Le cartucce per terra, nella chiesa per terra non ci sono dei bossoli ma delle cartucce. E’ l’unico 'errore' di un film altrimenti perfetto
6 proprio un coglionazzo "Fantozzi Ugo"....kill bill è stupendo...perfetto...magnifico...vediti tutti i film di QUENTIN TARANTINO e fatti una buona cultura cinematografica!!!
Scusi, potrei dire qualcosa io?
per me... kill bill.... è una cagata pazzesca!!!
te l' hanno mai detto che non capisci proprio un cazzo?