Di Ridley Scott, con Sigourney Weaver e Tom Skerritt; formato: 2.35:1; 1979
N.B.: la recensione si riferisce ad "Alien" e alla versione inedita uscita nelle sale nel 2003.
Torna un classico della fantascienza in una versione che contiene un pugno di scene inedite per una durata totale di circa cinque minuti di sequenze aggiunte.
L'equipaggio di un cargo spaziale intercetta uno strano segnale da un pianeta vicino. Al ritorno dall'esplorazione del pianeta l'astronave verrà invasa da un terrificante mostro alto più di due metri e incazzato nero.
Alien è il risultato di un concorso di bravura operato da ogni singolo membro di cast e troupe che ha preso parte alla lavorazione, una pietra miliare del cinema che ha influenzato una lunga serie di film e che a decenni dalla sua uscita possiede ancora un impatto immaginifico senza pari. Tutto ciò che viene mostrato sullo schermo è il frutto di uno stato di grazia comune che ha baciato ogni artista coinvolto nella produzione: gli illustratori concettuali Ron Cobb, Chris Foss e Moebius hanno creato un ambiente memorabile, Dan O'Bannon e Ronald Shusett hanno messo in piedi una sceneggiatura avvincente e ricca di piani di lettura, montaggio e direzione della fotografia hanno fatto scuola, il sonoro ha fatto un uso straordinariamente efficace di effetti inusuali, la musica di Jerry Goldsmith ha sottolineato ed enfatizzato splendidamente le ricchissime immagini del film; il genio folle del pittore H.R. Giger ha partorito un alieno indimenticabile, portato sullo schermo dai pupazzi meccanici di Carlo Rambaldi e la regia di Ridley Scott ha amalgamato il tutto alla perfezione, riuscendo a gestire al meglio tanto ben di Dio fino a creare una fusione perfetta di horror, fantascienza, azione e thriller.
Ogni fotogramma di Alien trasuda atmosfera: dal momento in cui delle piccole aste bianche formano il titolo del film - sullo sfondo di un cupo panorama spaziale - sappiamo di essere nei guai. Le prime sequenze, che mostrano i corridoi deserti dell'astronave immersa nel silenzio, riescono ad incutere timore attraverso semplici oggetti come la visiera di un casco che riflette le scritte che appaiono all'improvviso sul monitor di un computer. Come in tutti i più grandi film dell'orrore, poi, la vera tensione viene creata da inquadrature statiche e apparentemente innocue che, però, traboccano di elementi - percepibili quasi solamente a livello subliminale - colmi di significato che preparano allo scatenarsi dell'azione e/o dell'effetto orrorifico vero e proprio. Come ne L'esorcista, la visione esplicita del mostro o di un atto violento ha un effetto terrificante ma catartico, lasciando ad immagini a prima vista insignificanti il compito di creare gli “smottamenti intestinali“ che tengono il pubblico in costante tensione (i corridoi dell'astronave in Alien come la porta della camera di Regan ne L'esorcista). Da questo punto di vista, Alien è un'operazione riuscita in pieno, un film in cui fa più paura il sibilo di una porta automatica piuttosto che l'urlo stridulo di un alieno mostruoso.
La tensione presente nell'opera di Ridley Scott è accentuata anche da un sottobosco di allegorie sessuali sparse un po' ovunque, che rendono la minaccia aliena capace di inquietare non solo a livello superficiale. Guardate bene la forma dell'entrata da cui i protagonisti hanno accesso all'astronave extraterrestre: ricorda qualcosa? E pensate che la somiglianza sia un caso? Che dire allora della scena finale, in cui una ragazza seminuda e ansimante si trova a fronteggiare un mostro dall'inequivocabile forma fallica? Eh sì, quello che avevate sempre pensato è esatto: l'alieno ha proprio l'aspetto di una grossa - scusate il francesismo - ceppa con le zanne. È così, ce devi sta'. Stacce.
Un contributo essenziale alla riuscita del film viene anche dagli attori, tutti e sette credibili nei ruoli assegnati, sui quali spicca Ian Holm (l'ufficiale medico Ash) con una performance controllata che limita la mimica facciale a poche espressioni che rendono però alla perfezione l'ambiguità del personaggio. Sigourney Weaver - qui al suo primo ruolo parlante - riesce a comunicare la durezza del tenente Ripley facendo trasparire, man mano che la vicenda scorre sullo schermo, la tensione nervosa di chi ha ben chiara la situazione senza per questo aver perso il controllo. Prova positiva anche per Tom Skerritt (Dallas), molto bravo nel rendere il suo ruolo di leader riluttante che si prende carico di compiti “sporchi“ senza molta voglia, come un papà a cui la famiglia rompe i coglioni per scacciare il topo visto in cucina (solo che in questo caso il topo è alto due metri e mezzo e se ti trova ti fa un culo così).
Menzione d'onore (Tiziano, Umberto, questa è per voi) anche a quel povero Cristo di Bolaji Badejo, l'altissimo studente africano (due metri e 18 cm) intrappolato nel costume dell'alieno e costretto a trascorrere il tempo delle riprese rannicchiato in corridoi bui con getti di vapore e lanciafiamme in faccia. Non sorprende che una volta completato il film se ne sia tornato in Africa...
Per quanto riguarda la nuova versione, l'aggiunta delle scene inedite (visibili come materiale extra nella prima edizione in DVD di Alien) è del tutto indolore, e non modifica in alcun modo (né in positivo, né in negativo) l'impatto e la natura del film che tutti conoscono dal 1979. L'aggiunta più degna di nota riguarda la rivelazione della sorte toccata a Dallas e Brett (Harry Dean Stanton), che nella versione originale scompaiono senza lasciare traccia dopo l'incontro con l'alieno.
Il sonoro - trasposto da analogico a digitale - non ha subìto grandi rielaborazioni (l'audio è sostanzialmente identico - doppiaggio compreso - alla colonna sonora Dolby Stereo del '79), così come la pellicola non sembra essere stata sottoposta a particolari restauri o ritocchi. Intendiamoci: il film è presentato in perfetto stato di conservazione, ma avendo già avuto l'occasione di vedere Alien in pellicola nel 1992, ricordo che la qualità della proiezione era stata del tutto simile a quella della versione odierna.
Chi pensasse quindi di tornare a vedere Alien per scoprire un pozzo di novità può anche evitare di uscire di casa. Il motivo principale per cui vedere questa versione inedita è quello di potersi godere (o ri-godere) questo capolavoro su un grande schermo.
E scusate se è poco.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.alien.com/
Trailer: http://www.apple.com/trailers/fox/alien_25/

incredibile...
Incredibile sopratutto una cosa della recensione: la grande verità dei film dell'orrore DAVVERO belli, in cui ti spaventa tutto, e invece quando appare il "mostro" lo vedi come una liberazione, perchè almeno è un"ignoto conosciuto", e sopratutto fa vedere palese la sua mostruosità , al contrario della porta dell'esorcista o dei corridoi della Nostromo, che non avrebbero dovuto avere nulla di pauroso, e invece... Filippo semplicemente perfetto
recensione Alien (2003)
C'è da notare una cosa in questa nuova riedizione di Alien: Oltre all'aggiunta di alcune scene ne sono state eliminate altre. Per esempio Dallas, prima di entrare nei condotti d'aria alla ricerca del mostro, interroga il computer Mother sulle probabilità di riuscita dell'impresa. Il risultato è un ottimo preludio alla tensione che crescerà a livelli molto alti nel corso della caccia nei condotti.
Non capisco proprio perchè sia stata tagliata. ci sono poi altri piccoli tagli, ma non importanti come quello che ho menzionato.