Di Hideo Nakata, con Nanako Matsushima e Miki Nakatani; formato: 1.85:1; 1998
Questo è il prototipo giapponese che ha ispirato il remake americano (The Ring) di grande successo.
Una serie di misteriose morti sembra essere provocata dalla visione di uno strano filmato diffuso in una videocassetta anonima. Una giornalista coinvolta suo malgrado nella vicenda inizia ad indagare sulla VHS assassina.
Come spesso accade nel cinema fantastico orientale, il linguaggio utilizzato ha un carattere notevolmente più ellittico di quello a cui siamo abituati noi occidentali. Non sorprendetevi, quindi, se troverete questo film un po' spiazzante per la sua costruzione nata all'insegna del non-detto e per il suo aspetto un po' naif.
Come in gran parte dei film horror giapponesi, la tensione è assicurata e procurata dalle atmosfere malsane che permeano il film. Se certe soluzioni stilistiche possono far sorridere un occhio europeo, è innegabile, invece, la capacità dei registi nipponici di mantenere alto lo stato d'ansia che si viene a creare fin dai primi istanti con immagini evocative che fanno leva su terrori suscitati da fatti e creature partorite da forze oscure ed ignote.
La forza di Ring, quindi, sta proprio nelle informazioni visive e narrative sottratte allo spettatore: a ben vedere, infatti, questo prototipo giapponese risulta vincente sul suo rifacimento americano proprio per la minore quantità di spiegazioni e apparizioni fornite al pubblico, finendo con l'essere spesso meno didascalico e, in alcuni punti, più inquietante grazie all'idea azzeccata di non mostrare mai (neanche nei flashback) il volto di Sadako, la bambina protagonista del filmato killer.
Non si può negare, però, che il film soffra di ritmi eccessivamente lenti che, a lungo andare, finiscono con l'appesantire lo svolgimento della trama e rendono meno incisive le sequenze ad effetto.
Tutto considerato, credo che la versione migliore di Ring sia quella americana, che può contare - oltre che sulla trama identica a quella del prototipo - su una serie di invenzioni visive memorabili che rendono nettamente più coinvolgente e sorprendente il film.
Se avete già visto The Ring made in USA, il film di Hideo Nakata rappresenterà probabilmente una delusione; se invece siete completamente digiuni di pozzi, videocassette assassine e morti di paura, il consiglio è quello di vedere prima la versione giapponese e poi quella americana, che con tutta probabilità vi risulterà comunque più riuscita.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0178868/trailers

onbEhkKZhCYijmb
It's about time soemnoe wrote about this.
A me e' piaciuta piu' la versione giapponese...
io ho preferito quella giapponese.
Infatti...la versione giapponese della serie è si curata e anche (perchè no) inquietante, ma certe scene sono di una lentezza, ma di una lentezza............