Le recensioni cinematografiche più schiette del Web

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Conan il barbaro

Conan, custode del segreto dell'acciaio, è testimone - giovanissimo - dell'eccidio del suo popolo, della morte del padre (sbranato da una torma di pitbull) e della decapitazione della madre (!).
Ce n'è quanto basta perché il ragazzo, cresciuto e fattosi uomo (un metro e novanta per centodieci chilogrammi) brami vendetta.
Non avrà gioco facile, datosi che il suo obiettivo è tale Thulsa Doom: ultimo superstite di una razza di semidei capace di mutare in serpente e di scoccare frecce auto-cercanti, spietato tiranno che ha la sua dimora in una montagna a capo di una congrega di esaltati, spalleggiato da ex lottatori di wrestling armati fino ai denti e un codazzo di qualche migliaio di fedeli. Lo aiuteranno un'amazzone, un ladro-arciere e un mago.
Conan, di John Milius (anno domini millenovecentottantadue) incarna forse la prima riuscita trasposizione di fumetti per il grande schermo, così come Arnold Schwarzenegger, lungi dall'idea balzana di ricoprire la carica di Governatore della California, riesce ad aderire perfettamente al suo ruolo. Fresco Mister Universo, tutto muscoli e poco cervello.
La pellicola è costellata di frasi memorabili che si cristallizzano indelebilmente nella memoria.
Memorabile quando, alla domanda: "qual è il meglio della vita?" il nostro risponda imperturbabile: "inseguire i nemici mentre fuggono, schiacciarli ed ascoltare i lamenti delle donne". Impagabile.
Da come quella massa di muscoli oliati pronuncia quelle parole, c'è da scommetterci: ci crede.
Belli gli scenari naturali e la fotografia, serpentoni di gomma e avvoltoi meccanici (presi a morsi da Arnold Strong) del benemerito Rambaldi.
Funzionali i comprimari e grande caratterizzazione di Max Von Sidow nel ruolo del decadente Re che promette, all'eroe che gli riporti a casa la figlia: "ricchezze... da far di lui stesso un Re".
Qualche ingenuità di troppo c'è, per carità di dio...
Penso... all'incontro (rapporto sessuale consensuale) con una trucidissima Circe (una stregaccia ninfomane) ...al tormentone dell'Arnoldo che in più occasioni, meravigliato, strabuzza gli occhi e ruggisce "Croom!" (quasi un rutto) ...alla processione post-orgia degli sgherri dell'harem di Thulsa Doom a passo di samba.
Ma la sequenza della riabilitazione di Conan dopo la crocifissione, quando lo vediamo roteare lo spadone di cartapesta su di uno sfondo sconfinato... beh... quella sola sequenza spazza via i difetti sopraelencati e si mangia in un sol boccone il trittico del buon Jackson, in tema fantasy.
E che dire poi quando la fedele compagna dalla chioma cotonatissima appare durante la resa dei conti finale nelle sembianze di Walkiria? Commovente.
A dar man forte poi ci sono le splendide musiche che attingeranno pure a ben altri (alti) modelli (penso alla Sheherazade di Rimsky Korsakov o a certa letteratura musicale nordica) ma rappresentano ancor oggi quanto di meglio ascoltato al cinema. Quando entra il coro sugli arabeschi degli archi impazziti, anche a un Gandhi prenderebbe la smania di roteare con foga l'ascia bipenne.
DVD dal video non esaltante (spesso sgranato e dai colori annacquati ma comunque emozionante nell'originale ampiezza del formato) e audio remixato degnamente in 5.1.
Discreti gli extra ma deludente il commento audio a due voci tra Milius e Swarzy. Quest'ultimo non fa che replicare per tutto il tempo: "exactly!", dimostrando, senza di dubbio, di essere tagliato ad amministrare uno Stato di trentadue milioni di abitanti.
God blessed America.
Anzi... Croom!

Bordelli

Bordelli dice:

 

Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere