Le recensioni cinematografiche più schiette del Web

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Blues Brothers

Titolo Originale: The Blues Brothers ? USA, 1980 ? Commedia Musicale, 130' ? Regia: John Landis ? Cast: John Belushi, Dan Aykroyd, John Candy, Kathleen Freeman, James Brown, Aretha Franklin, Ray Charles, Cab Calloway

I fratelli Jack ed Elwood Blues (John Belushi e Dan Aykroyd, i Blues Brothers appunto) sono due scalcagnati musicisti dalla inconfondibile mise che vivono di espedienti e musica, sempre ai limiti della legalità. Quando Jack esce di galera, assieme al fratello viene a sapere che l'orfanotrofio cristiano nel quale sono cresciuti sta per chiudere. Dovranno racimolare 5.000 $ per pagare le tasse insolute, e Jack, toccato dalla Luce Divina durante una memorabile celebrazione tenuta dal reverendo Cleophus James (James Brown), decide di rimettere in piedi la vecchia Band per portare a termine l'impresa. I due partono “in missione per conto di Dio” alla ricerca dei vecchi amici, seminando dietro di loro una scia di casini incomparabili e personaggi grotteschi tutti incazzati neri e pronti a farli a pezzi.

Cosa fa di un film un “mito” senza età? Quali sono gli elementi che rendono una pellicola “pietra miliare” di un genere, o addirittura dell'intera cinematografia? Quali che siano, il film di John Landis li possiede tutti. Basta guardare una sola volta i Blues Brothers per rendersi conto che si ha a che fare con un'opera troppo sui generis, incatalogabile e geniale da non rientrare a pieno titolo nella lista dei film cult che si elevano oltre l'oceano dei prodotti commerciali di cui è sommerso il mercato della nostra amata settima arte. Un prodotto che sembra girato da un gruppo di amici goliardici e affiatati, che pulsa al ritmo del Blues suonato e cantato dai tanti musicisti che compaiono come meteore nei 130 minuti di questa scatenata sarabanda (tra tutti, come non citare il mitico Ray Charles, e Aretha Franklin che canta “Think”?). Plasmato da un'estetica non più seventy, non ancora eighty, Blues Brothers ti si stampa nella memoria come i razzi sparati a freddo da Carrie Fisher, come le Cadillac lanciate a velocità folli negli sgangherati inseguimenti da cartoon che si susseguono senza sosta, come i numeri musicali e la tenuta da becchino del magnifico duo che guida le voci di questo film corale.
Ogni scena del film è costantemente sopra le righe, cita qualcosa anche se non sempre capisci esattamente cosa, trasuda passione e voglia di divertirsi e divertire senza prendersi mai troppo sul serio, e soprattutto resiste al trascorrere degli anni come solo le miscele più esplosive, squilibrate e coinvolgenti sanno fare.
Blues Brothers ha segnato un'epoca, lanciato spunti copiati e rielaborati in infinite varianti da opere successive, ma resta un cult che vive di luce propria e non potrà mai più essere riprodotto.

“Mancano 120 miglia per Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, è notte, e portiamo gli occhiali da sole?”

Alessandro Franchi

Alessandro Franchi dice:

 

Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere