Le recensioni cinematografiche più schiette del Web

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Allegro non troppo

(animazione, Italia 1977) Regia di Bruno Bozzetto; con Maurizio Micheli, Maurizio Nichetti

Cartoni animati e musica classica: un binomio che, negli anni '30, lanciò nell'Olimpo delle leggende in celluloide di tutti i tempi “Fantasia” ed il suo autore, il fumettista americano Walt Disney, il papà dei paperi, dei sorci e dei cani più famosi del mondo. Un'opera rivoluzionaria, con la quale il cinema scrisse pagine inedite di storia e varcò inimmaginabili frontiere tecnologiche.
Personaggi cartacei che si animavano di vita propria sposando i loro movimenti con i ritmi dei grandi geni della sinfonia, agevolati in questo anche e soprattutto dalla particolare conformazione anatomica dei disegni originari. Forme tondeggianti, occhi enormi, volti gioviali e rassicuranti. Tutto perfettamente compatibile con uno schermo cinematografico. Col tempo le cose sono andate ancora meglio: vista l'enorme diffusione, su scala planetaria, delle avventure a fumetti di Topolino e compagni, ed il messaggio politicamente corretto alla base di ogni avventura Disney i bambini che, negli anni, si sono avvicendati nella visione di “Fantasia” hanno amato ancora di più i loro beniamini, potendoli finalmente ammirare altresì dotati del miracolo del movimento e della parola senza nuvolette.
Cosa ho detto finora? Nient'altro che un mucchio di stronzate. Quelle che di regola si leggono, scritte meglio, sulle pagine dei recensori veri, ma che non possono ingannare voi, scaltri volponi Mmgiani che da circa un anno avete stravolto il periodico nullafacentismo delle mie ore lavorative. Sono sicuro, ragazzi, di trovare tra di voi più di qualcuno che alla sgrammaticata domanda amichevole: “Ma a te ti piace Fantasia?”, prenderà a calci nei coglioni il timore reverenziale e mi risponderà senza remore: “No, anzi mi sta pure sul cazzo”. A quel punto ti abbraccerò, chiunque tu sia, amico Mmgiano : perché “Fantasia” sta sul cazzo pure a me. Come possono starmi sul cazzo, rimanendo in ambito Disney, Topolino o Gastone. Quello perché capisce tutto lui, quell'altro perché c'ha un culo della madonna. Eccolo il problema. “Fantasia” è troppo Topolino. Troppo Gastone. Troppo pure quei tre geni di sto cazzo di Qui, Quo e Qua. E poco Paperino o Paperoga.
Ecco perché mi piace Allegro non troppo. Perché ci sono i Paperino. I Paperoga. La Banda Bassotti. Gli umili. I modesti. Gli sfigati. Il fauno che non vuole farsi divorare dalla vecchiaia, il gatto senza casa, il povero serpente tentatore che si tenta da solo, l'ape operaia che non può farsi un pic nic in santa pace. Ci sono riferimenti sessuali davanti ai quali il pupo sveglione degli anni '30 avrebbe sbadigliato. Ci sono disegni spigolosi e indigesti. Ci sono intermezzi girati in uno splendido bianco e nero con attori in carne e ossa semplicemente geniali. C'è Maurizio Nichetti che, al solito, non dice una parola, ma altrettanto al solito è un fenomeno. E poi, santo Dio, c'è il fatto che, nonostante a commissionare l'opera siano stati i compatrioti di Disney, le mani che l'hanno tirata su sono mani nostrane. Quelle del disegnatore milanese Bruno Bozzetto, il signor Rossi, che aveva fatto rodere il culo agli States con il cartoon-western West and Soda e che, chiamato in causa dagli americani, li aveva fatti contenti e coglionati con Vip, mio fratello superuomo, divertente parodia del filone dei supereroi. E naturalmente c'è la musica: Debussy, Dvorak, Ravel, Sibelius, Vivaldi, Stravinski. Quella ? obietterà qualcuno ? c'era pure in “Fantasia”. Sì, è vero. Ma “Fantasia” mi sta sul cazzo. Problemi?

Rasputin

Rasputin dice:

 

Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere