Los Angeles. Seth (Nicholas Cage) è un angelo. Gli angeli non possono percepire sensazioni fisiche, non soffrono la fame, non sentono dolore. Non sanno che gusto ha il cibo, non sanno cosa si prova a sfiorare a pelle di un'altra persona. Maggie Rice (Meg Ryan) è un medico. Durante un intervento guarda in direzione di Seth, come se lo stesse guardando dritto negli occhi, anche se Seth è invisibile quindi è impossibile che ciò accada. Ma da quel momento Seth si innamora di Maggie. L'unico modo per averla è rinunciare alla vita eterna e cadere sulla terra, diventando un essere umano.
"La città degli angeli" è un film semplice, estremamente semplice, con una trama lineare e spesso anche già vista, quella dell'amore sofferto. La forza del film risiede proprio nella sua semplicità. I personaggi sono facili da capire, Nicholas Cage poi nel ruolo dell'angelo sognatore è perfetto a mio avviso. Prendere una trama trita e ritrita come la storia dell'amore impossibile e unirvi l'elemento della contrapposizione tra vivere in eterno o divenire umano per poter provare le sensazioni più semplici, come sentire l'aria sulla faccia, provare dolore, sapere che gusto ha una pera o capire cosa si prova toccando l'acqua, rende il tutto molto più profondo e poetico. Il film infatti può rendere soddisfatto della visione sia il pubblico meno esigente che vuole vedere solo una storia d'amore, amante dei film sentimentali, sa il pubblico più esigente, grazie proprio all'inserimento del lato poetico, sognante e primitivo. Vedere Seth che vuole conoscere le sensazioni umane facendosele descrivere da Maggie è un po' come il farci ritornare all'inizio, quando anche noi non le conoscevamo, e quindi riesce a farci chiedere "chissà come reagirei sentendo la prima volta l'acqua scorrere sulla mia pelle", insomma a farci domandare come reagiremmo noi al posto di Seth.
SEGUE SPOILER
? facile intuire poi che Seth farà il grande passo, diverrà umano, quindi passa dalle descrizioni astratte e dettagliate di Maggie al sentirlo di persona, rendendolo praticamente come un bambino impaurito che scopre il mondo per la prima volta. Cage lo rende magnificamente nella scena della corsa lungo la strada, quando, per la prima volta vincolato al mondo umano, corre e saltella cantando felice, solo perché sente l'aria sulla faccia.
FINE SPOILER
Che dire poi delle scelte delle locazioni per gli angeli, che troveremo sul tetto di un altissimo palazzo oppure sopra un segnale autostradale, a sottolineare la loro differenza con gli uomini. Apprezzabile poi il fatto che il film non sfrutti effetti speciali, se non in un piccolo punto della pellicola, per rendere l'idea degli angeli. Ovvero non vedremo Cage attraversare le porte, ne scomparire e riapparire, quando lo fa è studiato con maestria, prima è dietro una porta, la telecamera gira e lui è davanti a Maggie, c'è arrivato in un soffio, ma è un angelo, lui può!
Insomma, volete il mio parere? Se cercate un film bello, disarmante nella sua semplicità e innovativo nella sua routine, ecco il film che fa per voi.
Smau
Smau dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere