Regia: Frank Henenlotter
Interpreti: Rick Herbst, Gordon MacDonald, Jennifer Lowry, Theo Barnes.
Anno: 1988
Ribattezzato in modo superfluo nella sua versione per il mercato italiano Brain Damage ? La Maledizione di Elmer, questo ironico e psichedelico gioiellino di hardcore splatter partorito da quell'artigiano deragliato-mentale iconoclasta di Frank Henenlotter (lo stesso della trilogia di Basket Case) costituisce un fulgido e stomachevole esempio di quell'attitudine puramente punk ed autarchica che regnava nel sottobosco del cinema underground e delle produzioni indipendenti degli anni 80 in materia di scelte stilistiche, tematiche e narrative, nonché beffarda e dolorosa testimonianza di un modo di fare cinema oggi precipitato nel dimenticatoio e di come l'alternativa agli sterili horror intrisi di politically correct delle major hollywoodiane (di oggi come di allora) possa essere ? per chiunque sia un attimo intenzionato ad allontanarsi dai ben battuti binari dei blockbuster movies ? una pellicola carica di inventiva, cupa ed amara come questa controversa metafora sulla tossicodipendenza innaffiata di emoglobina.
Tanto semplice quanto sconcertante la trama: il giovane Brian vive in un condominio newyorkese in compagnia del fratello. Un bel giorno, però, la sua routine quotidiana viene stravolta dall'arrivo di Elmer (o meglio Eylmer, come apprenderemo in seguito), nientemeno che un parassita cerebrale (non fate quella faccia, cazzo, non l'ho mica scritta io la storia) dall'inconfondibile forma fallica e dal carisma irresistibile, dotato di una voce suadente in grado di fare il verso a Frank Sinatra, che propone all'incredulo Brian un bizzarro patto di amicizia e reciproca dipendenza, lusingandolo con promesse di espansione delle proprie percezioni sensoriali.
Infatti, in cambio di un fluido bluastro allucinogeno che il buffo cazzetto inietta direttamente nella scatola cranica del suo ospite e che sortisce effetti analoghi a quelli dell'acido lisergico (oltre a quello, non trascurabile, di alterare sulle lunghe distanze la composizione chimica del cervello di Brian stesso), Elmer chiede a Brian di portarlo con sé nel corso di folli uscite notturne, durante le quali - come scopriremo ben prima dell'ignaro e strafatto protagonista ? il parassita si serve del suo ospite per procurarsi la sua fonte di sostentamento primaria, ovvero cervelli umani freschi?
Inutile dire che, non appena Brian fiuterà l'inghippo, la sua dipendenza dal fluido sballoso dell'Elmer avrà raggiunto dimensioni bibliche, e non sarà più così facile sbarazzarsi del suo amichetto sornione, visto e considerato che i precedenti proprietari del parassita - una coppia di anziani coniugi di nome Martha e Morris (hai capito i vecchierelli, settant'anni e ancora te fai de acido!) - sono disposti a tutto pur di riprenderselo.
Mentre i rapporti di Brian con suo fratello e con la sua ragazza vanno lentamente deteriorandosi di pari passo con i suoi neuroni, la storia della strampalata coppia si avvia verso il suo allucinante epilogo?
Spalleggiato dalla perizia tecnica dell'artista di make-up Gabe Bartalos (altro genio in disarmo schiacciato dall'avvento della CG al pari Sua Santità Tom Savini: ma che cazzo, è sopravvissuto solo Rick Baker ed il KNB EFX Group? [Gabe Bartalos è anche regista - vedi 'Scannati vivi' su questo sito - e ha messo un piede nella CGI; ndF]) e da un'equipe di specialisti per le sequenze di animazione del personaggio di Elmer, il film può vantare effetti speciali niente affatto pionieristici ed alcune delle scene più splatter mai apparse sullo schermo. Peschiamo a caso la fellatio della prostituta in discoteca (in cui Brian nasconde il parassita nei boxer e la donna si ritrova con l'Elmer in bocca, pronto ad asportarle il cervello), sequenza che fa riflettere sul labile confine che separa il genere horror da quello pornografico, e la scena assolutamente ULTRAGORE del tentativo di disintossicazione di Brian, nella quale ? durante un'allucinazione ? il ragazzo si srotola l'intera massa cerebrale attraverso l'orecchio: a furia di tirare, l'orecchio si strappa con un suono a mò di tappo e qualcosa come 5 litri di sangue inondano lo schermo?A questo punto, ti sono concesse due scelte: ridere o dare fragorosamente di stomaco.
Da antologia il finale quasi “metafisico” (e qui niente spoiling!), per una pellicola che mantiene fede al suo titolo e che tenta di narrare attraverso una metafora molto meno rozza di quanto si possa credere leggendo la trama, e con un tono tutt'altro che svagato o buffonesco - privo di quell'atmosfera camp e sgangherata-ad-ogni-costo che sembra essere prerogativa delle produzioni Troma - una discesa nel gorgo della tossicodipendenza, venata sì di ironia, ma costellata da momenti di puro disagio e nausea.
Un film destinato a disgustare i fanatici del mainstream ed in generale chiunque non frequenti abitualmente i sentieri più off del genere horror, ma che mi sento ugualmente di consigliare ai semplici curiosi, ai famelici gorehounds (avrete pane per i vostri denti..), ai nostalgici del fiero spirito indipendente e della creatività del cosiddetto cinema di serie B, a quelli dotati di uno stomaco rivestito di ghisa ed a tutti coloro che non si lasciano intimorire da una pellicola tanto personale quanto intelligente.
Henenlotter batte Hollywood 15-0.
Andrea
Andrea dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere