Di Francis Lawrence, con Keanu Reeves e Rachel Weisz; formato: 2.35:1; 2005
John Constantine (Reeves) è un investigatore e un esorcista: da quando, due minuti dopo essersi suicidato, è tornato miracolosamente dall'inferno, riesce a vedere gli angeli e i demoni che vivono tra noi con sembianze di esseri umani. Ma ci sono due problemi: il primo è che la Fine è vicina, il secondo è che ha poco tempo per sventarla, visto che fuma trenta sigarette al giorno e il cancro lo sta divorando.
Nel dettaglio non saprei spiegare la trama con parole migliori. Ho solo una visione molto a grandi linee di quello che è a tutti gli effetti un canovaccio per il solito rosario di diavoletti e angeli androgini. Ma nonostante tutto non posso dire di essere del tutto scontento.
Premessa: non ho mai letto il fumetto, quindi c'è la possibilità che io dica un mare di minchiate.
Detto ciò sono in pace con la coscienza e posso continuare serenamente la recensione.
Certo, Constantine è un film incredibilmente pacchiano e kitsch, è talmente confuso che per tracciare la trama ci vorrebbe un diagramma di flusso, ha personaggi assolutamente inutili (come quello di Rachel Weisz) e piglia al volo tutte le occasioni per buttarla in caciara. Però, insomma, in fondo cosa vuoi dirgli? Complessivamente assolve il suo dovere in maniera egregia: per intrattenere intrattiene, a tratti affascina pure, e con tutti i suoi eccessi sembra quasi che l'abbiano girato apposta per me.
Lo dico subito, io ADORO i film apocalittici: non c'è niente da fare, ogni volta che sento parole come "Apocalisse", "Armageddon", "Post-Atomico", mi viene automaticamente la bava alla bocca: ho un'autentica venerazione per gli effetti speciali ultra-kitch di fiamme gigantesche, di ralenty vibranti, di diavolacci vari, e quando mi si mette davanti un film che parla della Fine del Mondo perdo qualsiasi obiettività e la riacquisto solo a prezzo di un'estenuante seduta di autoflagellazione con Amici di Maria de Filippi.
Dicevo che il film è confuso, ma forse il termine non è il più adatto: sarebbe più esatto dire che è scombinato. Il ritmo è sempre e comunque incostante, e tensione, azione e effetti speciali sono dosati a cazzo, come viene viene; i personaggi, poi, sono catastrofici. A parte il protagonista (un Keanu Reeves preso direttamente da Matrix, con tanto di testa reclinata in avanti e voce da bel tenebroso), infatti, quasi tutto il cast è costituito da personaggi assolutamente inutili ai fini dello svolgimento, e passano continuamente dal ruolo di complici a quello di macchiette finchè qualche entità divina non le macella; non mi sorprende, allora, che quella poraccia di Rachel Weisz si faccia un mazzo così per dare un minimo di credibilità ad un personaggio che, con i suoi vari intrighi gialli e le sue ansie da medium, è un'autentica palla al piede per lo svolgimento del plot.
Le due uniche eccezioni sono costituite dall'Arcangelo Gabriele (Tilda Swinton), che riesce a tratteggiare un personaggio tutto sommato interessante senza fare quasi niente, e da un Peter Stormare sublime nel ruolo di Lucifero (che qui, giusto per fare humor, viene amichevolmente chiamato Lou, l'avete capita questa?).
I dialoghi, poi, raggiungono spesso punte di ridicolo piuttosto considerevoli, specie quando sono tirati in ballo i vari demoni e arcidiavoli e si tengono discorsi sulla falsariga de "il Male è dappertutto" (uuuuhhh!!!).
Dico pure che le numerose ingenuità della storia sono spesso fin troppo evidenti: dico io, un investigatore-esorcista ti dice di spostare la macchina da sotto al balcone; tu hai lavorato già altre volte con il suddetto investigatore-esorcista, quindi sai BENISSIMO che da quel balcone cadrà presto uno specchio bello grosso con dentro un diavolo, e allora perché cazzo sposti la macchina solo di mezzo metro? E poi ti sorprendi se lo specchio ti scassa il parafango?
Detti i numerosi difetti della pellicola, ne elenco ora i pregi: innanzitutto è coinvolgente quel tanto che basta per essere piacevolmente intrattenuti per un'ora e tre quarti circa. Secondo: quando ci si mette, Constantine è ottimo per rifarsi gli occhi. Le scene ambientate all'inferno, infatti, sono davvero spettacolari, anche nel loro essere ostentatamente kitch, e devo ammettere che se in fondo alla recensione non ci sono le canoniche due stelle, il motivo sono questi magnifici scorci d'inferno, che mi hanno prontamente portato al godimento che mi coglie davanti ad ogni soggetto vagamente biblico-satanico-apocalittico-in-genere. Terzo: dai, in fondo il terzo pregio di Constantine è proprio il suo spirito caciarone. Sul serio, ogni scivolone nella burinata l'ho accolto con un sorriso a trentadue denti, e sono sempre rimasto pienamente soddisfatto ad ogni suddetto scivolone.
Quarto: soprattutto nella prima parte, Constantine mostra una certa personalità stilistica. Nonostante l'incipit sia un po' un frullato dei vari Esorcista e Giorni Contati, infatti, traspare una certa impronta registica nel taglio delle inquadrature e nella direzione della fotografia, che spesso riesce a comporre immagini sinceramente suggestive.
Purtroppo Constantine non si aggiudica la piena promozione per i succitati scompensi nella sceneggiatura, per la recitazione spesso poco convincente di gran parte degli interpreti, perché Fresca-brezza-che-soffia-sulle-montagne Reeves non si sforza minimamente di recitare diversamente da come ha sempre fatto negli ultimi dieci anni.
In definitiva, il film di Francis Lawrence è solo una pacchianissima rivisitazione di tutto il cinema apocalittico degli ultimi anni, da "L'avvocato del Diavolo" a "Giorni Contati" passando per la trilogia di Matrix.
Ma in fondo non c'è granchè di cui lagnarsi.
Jack
Jack dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere