Le recensioni cinematografiche più schiette del Web

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Assault on Precinct 13

Regia: Jean-Fran?ois Richet
Cast: Ethan Hawke, Laurence Fishburne, Maria Bello, Drea de Matteo, John Leguizamo, Gabriel Byrne, Brian Dennehy
Provenienza: USA 2005


Jake Roenick è capitano del Distretto 13, un commissariato di polizia alla periferia di Detroit che sta per essere chiuso. Proprio nel corso dell'ultima notte prima della chiusura, a causa di una tempesta di neve, l'edificio deve essere temporaneamente adibito a ricovero per alcuni detenuti in trasferimento fra un carcere o l'altro. Tra loro c'è Marion Bishop, un boss della malavita. Nella stessa notte, quella dell'ultimo dell'anno, Roenick e i pochi colleghi di servizio al distretto, isolati dal resto del mondo, devono affrontare un attacco da parte di uomini mascherati, di cui inizialmente si ignorano le motivazioni. La situazione di estremo pericolo costringe poliziotti e detenuti ad allearsi per salvare la pelle.

Premessa. Adoro John Carpenter, per cui ero molto scettica nei confronti del remake dichiarato del suo secondo film, quel "Distretto 13: le brigate della morte" che, visto tanti anni in un cinemino di periferia, mi fece l'effetto di un colpo di fulmine. Però la curiosità ha avuto la meglio, forse merito del nome del regista, un assolutamente sconosciuto ed inequivocabilmente francese Jean-Fran?ois Richet. Considerato che ad un misto-francese si deve il migliore remake "spurio" ("Nido di vespe" di Florent Emilio Siri), decido quindi di concedergli una chance?

Una differenza salta subito agli occhi: il film di Carpenter era fatto con due lire e alla povertà suppliva con lo stile. Il remake è ricco e può permettersi più ambienti, più personaggi (con molti volti noti), più botti. Il fascino dell'originale consisteva nella riuscita mistura fra horror ed western, per cui il film poteva essere visto come un incrocio fra "Un dollaro di onore" di Hawks, cui Carpenter si era esplicitamente ispirato, e "La notte dei morti viventi" di Romero.

Richet invece imbocca decisamente la strada più tradizionale del film d'azione.
Infatti l'identità e le motivazioni degli assedianti ? nel film di Carpenter presenze metafisiche più che reali - ci vengono ben presto interamente rivelate, ed anche il personaggio misterioso dell'assassino diventa un boss della mala con un preciso retroterra e precise connotazioni.
Ma è proprio come film d'azione che il film gioca bene le sue carte, riuscendo persino, nella conta dei morti che si preannuncia all'inizio prevedibile, a piazzare almeno un colpo di scena (più precisamente, un colpo alla testa) che lascia spiazzati tanto è fuori dalla convenzioni narrative.

Anche il reparto attori è consistente, con le parti di contorno affidate a spalle robuste.
Le poche donne sono belle e brave, e almeno una si dimostra tostissima.
Infine, il criminale ed il poliziotto. Nel film di Carpenter, il ruolo centrale era quello dell'assassino Napoleone, qui affidato a Fishburne. Sarà per l'aria alla Matrix che ormai si porta appiccicata addosso, ma qui non mi ha convinto molto. Comunque, in questo film è prevalente la figura del poliziotto, interpretato da Hawhe, che, più passa il tempo, più acquista un'aria sgualcita e sofferta.

In conclusione, un film discreto, anche se l'originale resta lontano.

Daniela

Daniela dice:

 

Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere