Di Ruggero Deodato, con Robert Kerman e Francesca Ciardi; formato: 1,85:1; 1980
Riccione, 19 ottobre 1990
Titolo del compito: Scrivi dei pensierini su un film che ti è piaciuto
Svolgimento:
Cannibal Holocaust è un film che mi piace molto, credo che gli darò 4 stelle.
Cannibal Holocaust parla di quattro reporters d'assalto che vogliono fare un grande reportage sulle tribù antropofaghe dell' amazzonia ma alla fine si comportano da stronzi quali sono in realtà e vengono dunque trucidati, squartati, evirati dai suddetti cannibali.
Cannibal Holocaust si divide in due parti: la prima nella quale la squadra del professor Monroe ( o Munro a seconda di chi scrive la storia ) va in Amazzonia per cercare di trovare i quattro tizi scomparsi ma riescono solo a trovare il filmato che documenta le loro prodezze tra i selvaggi. Questa parte è un discreto film d'avventura, una cosa tipo una brutta copia di Indiana Jones uno all'inizio però fatta tutto sommato bene. La seconda parte è composta invece dal già citato filmato, e qui le cose iniziano a farsi divertenti.
In Cannibal Holocaust c'è anche quel simpatico signore che in T.V. conduce C'eravamo Tanto Amati. Le cose migliori che fa nel film sono stuprare una ragazzina (per finta) e far fuori un simpatico porcellino con una fucilata alla testa (per davvero).
Cannibal Holocaust è un film con molto sangue, un sacco di budella fuori e una donna fedifraga impalata direttamente via vaginale-orale. Ma nonostante questo non è un film dell'orrore. I film dell'orrore sono pericolosi, parti malati delle menti di persone instabili e malate. Possono indurre noi bambini alla violenza e al peccato.
Cannibal Holocaust è invece un documentario, ovvero una ricostruzione della realtà. E m'è stato detto che la realtà è bella. E che Dio è buono. Se quei quattro peccatori hanno fatto la fine che hanno fatto è perchè è così che ha voluto il buon Dio. E Lui sa sempre quello che fa.
Cannibal Holocaust è per certi versi molto simile a un altro film, vecchio in bianco e nero, anche questo definito spesso a torto un horror. Questo film si chiama Freaks. Le similitudini sono:
- I cannibali olocaustivi sono molto simili ai fenomeni da baraccone browninghiani, sia per il senso di tribalismo che entrambi hanno, sia perchè entrambi considerati dalle persone normali meno che merda.
- I cannibali e i freaks affermano entrambi nel corso dei rispettivi films la loro appartenenza al genere umano non con la mitezza la gaiezza e il porgere l'altra guancia ma bensì ripagando i bastardi persecutori con la loro stessa moneta, la violenza.
- Nel finale di Freaks il Browning ci suggerisce che i "mostri" finiscano col castrare il forzuto cattivone dell'intera faccenda. In Cannibal Holocaust i selvaggi evirano in diretta uno dei reporters. ? un effetto speciale fatto molto bene, il migliore del film (animali ammazzati a parte): è fatto tanto bene che ancora mi chiedo se quell' attore lì, l'evirato dico, abbia fatto poi altri film. O se qualcuno l'abbia visto in giro da una qualsiasi parte vivo se è per questo.
Cannibal Holocaust è un film sempre attuale, perchè capace di tenere un piede nel passato e uno nel presenteslashfuturo. Il piede nel passato è nella storia del bianco invasore, Colombo lo schiavista, Cortez, il Dux in Etiopia, Adolfo Hitler. Il piede nel presente è nella constatazione implicita del fatto che la sovraesposizione mediatica nella quale tutti bene o male incappiamo (soprattutto grazie alla tivù ma non solo) ci stia rendendo tutti zombi ormai privati dell'anima grovigli di impulsi e pulsioni, materia organica comunemente detta merda. I quattro reporters usano le loro cineprese per annichilire i selvaggi. Imbracciano le loro cineprese come fossero fucili, fucili che usano per distruggersi anche l'uno con l'altro, riprendersi nelle situazioni più umilianti e degradanti. Si fanno scomparire a vicenda, e a vicenda si rimpiazzano con i simulacri, i replicanti che la camera ha ripreso/creato per loro.
In Cannibal Holocaust l'occhio della cinepresa è l'occhio della creazione, esploratore di posti nuovi e incontaminati, e quindi primo creatore degli stessi. Se è vero che il montaggio è l'arte del cinema, in Cannibal Holocaust il montaggio diventa l'arte stessa dell'esistenza. I quattro protagonisti dispongono di tale arte ergo sono i creatori, Dio. E Dio si sa che agisce in modi imperscrutabili e misteriosi. E allora giù ad incendiare villaggi e a uccidere e violentare gli indigeni. Così diventeremo ancora più famosi, si dicono, si alza lo share e la faremo comunque franca. Il vangelo secondo Noi, alquanto seguito di questi tempi.
Ma però ad un certo punto i selvaggi sembrano essere molto meno convinti circa la natura divina dei quattro e decidono di vendicarsi di tutti i torti subiti. I nostri, fessi e rincoglioniti dal loro stesso delirio di onnipotenza invece di scappare come potrebbero decidono invece di restare e riprendere tutto. Fino all'ultimo metro, fino alla fine, comprese le loro stesse morti. Qui finisce il documentario. Il dottor Monroe ( per i filo-americani ) o Munro ( per i castristi ) dovrebbe farne un programma televisivo, una specie di epitaffio strappalacrime alla Studio Aperto con in sottofondo Candle in the Wind o simili, ma dopo averlo fatto vedere ai capi dell' emittente TV il megadirettore ( che poi è anche il megadirettore di Fantozzi, un mirabile esmpio di flessibilità sul posto di lavoro dal quale tutti dovremmo trarre esempio ) decide di non farsene nulla e di mandare tutto al macero. Solo che il tale incaricato della distruzione del filmato invece di fare come gli è stato ordinato vende il film per un fracco di soldi. Dunque Cannibal Holocaust coinciderebbe in parte con tale filmato trafugato. ovviamente questa è una balla, una geniale e truffaldina invenzione, lo si capisce dal fatto che subito dopo la scritta che ci informa di tale vicenda scappano fuori i titoli di coda coi nomi degli attori. Naturalmente questa è un'idea, una trovata che può funzionare solo una volta, chiunque ci prova dopo merita di essere etichettato come stronzo, soprattutto se basa il proprio film solo su questo e sul battage pubblicitario che ne deriverebbe. Ma non credo che nessuno ci proverà comunque, in futuro, e non di certo gli americani, noti in tutto il mondo per la loro originalità. Quindi, per concludere, ora e sempre, viva l'America. Fine.
Lukemccaine
Lukemccaine dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere