Lo vidi tanto tempo fa, l'ho rivisto l'altro ieri.
Che dire?
Innanzitutto che è un film unico nel suo genere.
Non si era mai visto né si vedrà (ma quest'affermazione potrebbe essere errata perché io non sono Google) un film sull'eroina interpretato da ex tossicodipendenti, dice il regista (ma secondo me alcuni di loro ancora si bucavano durante le riprese).
Dimenticate Cristiana F, è Amore tossico il vero pugno nello stomaco.
Il film è talmente realistico che sembra un documentario o meglio, un reality.
Il film narra la giornata tipo di uno sparuto gruppo di eroinomani.
Cesare e Michela che stanno insieme , Enzo e Ciopper.
Poi ci sono altri personaggi di contorno; c'è la giovane prostituta eroinomane, c'è il magnaccia senza scrupoli, ex galeotti, travestiti... tutti non-attori che interpretano semplicemente se stessi.
Il film si svolge ad Ostia, mega periferia sul mare a 30km da Roma.
Il linguaggio utilizzato, il gergo della strada, della mala e della droga è presente e preponderante in ogni dialogo.
Memorabili alcuni passaggi , dialoghi assolutamente di culto qui a Roma tra cinefili ...e non solo, oserei dire (ma quest'affermazione potrebbe essere errata perché io non ho il dono dell'ubiquità ).
Cesare, il protagonista, risulta essere il più pittoresco: camiciola estiva aperta, capelli lunghi, zoccolacci lisi e neri ai piedi, faccia da matto, camminata e parlata che non si dimentica... ma anche gli altri non scherzano.
Lo squallore delle loro vite è talmente forte da risultare spiazzante, non vi sono orpelli, non vi sono caratterizzazioni perché non ce n'è bisogno.
Guardate come si vestono, come si muovono, come parlano, quello che dicono e come lo dicono ...non sono attori, sono loro stessi.
Il regista sceglie di far vedere tutto, sì, dalla preparazione al buco nel braccio, ma anche sulla mano e sul collo.
La colonna sonora è lugubre, invadente, datata già per i tempi, trasuda trasciume da ogni nota, bassa assordante e prolungata e richiama atmosfere horror quasi draculesche ma di horror (classico) non v'è nulla, di ORRORE invece ce n’è quanto ne volete.
Il film non si schiera, mostra. Non dà messaggi o morali, non dà speranze.
A Venezia fu uno scandalo, ma Ferreri gridò al capolavoro e comunque ottenne un paio di riconoscimenti di un certo rilievo.
Assegnare un numero di stellette a questo film non è facile, se fossi un critico potrei darne 3 o 4, ma siccome sono io e basta allora vi dico vedetelo, prego accomodatevi.
Berto
Berto dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere