È da quando sono rimasto immobile su una sedia di legno a piangere, nella mia stanza davanti al televisore piccolo che poi anni dopo ho scassato con un pugno ma ancora si vedeva mamma però lo ha voluto ugualmente sostituire perché diceva che non si sentiva più il volume (non era mica vero!), dicevo da quando sono rimasto seduto immobile a piangere e nel frattempo scorrevano i titoli di coda di questo film mia passione personalissima, che di tutte le persone a cui ho chiesto: “Ma lo hai visto Birdy?†solo una – il mio amico e oggi collega Beniamino – non ha risposto elogiando sperticatamente le musiche di Charlie Parker e la sublime interpretazione – beh, effettivamente da Oscar – di Forest Whitaker, ma mi ha detto “Sì, bellissimo, ho la videocassetta originale†uscita forse con Repubblica secoli or sono, è da quando sono rimasto immobile eccetera eccetera che con tutti questi incisi manco mi ricordo più che cosa cazzo è successo da quando sono rimasto immobile però ho pianto sul serio e ora vi provo a spiegare perchè.
Questo è uno di quei film di cui non puoi far altro che innamorarti se hai la mia età e hai avuto la fortuna di vederlo a 15 anni, con gli ormoni in tempesta epperò devi necessariamente aiutarti da solo perché intorno a te le ragazze girano con maglioni quadruplo strato, mica come adesso. È uno splendido – sono prevenutoooooooo, non lo avete ancora capito??? - e un po’ ruffiano – ma sono anche abbastanza onesto, dai – omaggio all’amicizia tra due reduci dal Vietnam, di cui uno finito un po’ peggio di quell’altro. E proprio quello che se l’è cavata ricorda i bei tempi andati, di quando migliaia di giovani non si erano ancora andati a far massacrare nella giungla e l’America che ci hanno fatto conoscere era, un po’ dappertutto, come quella di Happy Days, di American Graffiti, di Un mercoledì da leoni. E, perché no, proprio di Birdy, dove il tratteggio della provincia statunitense media sarà stereotipato e banale, ma è senz’altro delicato e – ribadisco – uno con l’età giusta ci casca dritto dritto.
Quando piansi davanti a Birdy non conoscevo Matthew Modine, Full Metal Jacket, soldato Joker, Born to kill, l’ho conosciuto qui (poi l’ho ritrovato nel mirabile Streamers di Altman, un bacio in bocca a chi lo ha mai visto) e nemmeno Nicholas Cage conoscevo, sinceramente mi sarei detto che avrebbe fatto più carriera il primo e invece Cage dopo un po’ di gavetta mò infila un film dopo l’altro. Tanto che, quando divenne un po’ più famoso e qualcuno lo nominava al mio cospetto io prontamente gonfiavo il petto e dicevo: “Sì, Nicolas Cage, quello che ha fatto Birdy†e altrettanto prontamente mi sentivo replicare: “Ah, sì? Non me lo ricordo in quel filmâ€. “Ma come? Fa il reduce dal Vietnam, quello con le bende in faccia…â€, magari sotto le fasciature non si ricononsceva, no? Ma quello cadeva dalle nuvole: “Le bende in faccia?â€, allora capivo che ‘sto cazzo di Forest Whitaker che impersonava Charlie Parker lo avevano visto proprio tutti e Birdy – poverino – proprio nessuno, anzi per la precisione in due, io e il mio collega Beniamino, che c’ha pure la videocassetta originale. Peggio per loro, mica per me che ho visto pure Bird (senza Y) ma non mi ha fatto certo piangere come Birdy (con la Y). Solo più tardi, poi, giunse Le ali della libertà , quindi altri titoli simili a intorbidare le acque, quindi vedo di non farlo pure io in questa sede che già i titolisti hanno fatto il loro...
Ahò, e poi colonna sonora di Peter Gabriel, ma sinceramente non me la ricordo, il problema è che a 15 anni la cosa più impegnativa che ascoltavo era “Bollicine†di Vasco Rossi. Ma che mi misi a piangere, ve l’ho detto già , alla fine del film me lo ricordo perfettamente, e meno male che Parker ha scelto quella conclusione lì, altrimenti se dava retta a me ne avrebbe avuti proprio tanti di spettatori sulla coscienza. Anzi, a ben pensarci solo due: io e il mio collega Beniamino.
Rasputin
Rasputin dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere