Le recensioni cinematografiche più schiette del Web

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Cloverfield

Il titolo più appropriato per questo film anziché "Cloverfield" (campo di trifogli) sarebbe stato "Dungfield" (campo di letame).
In poche parole è sostanzialmente la quinta essenza del detto popolare "tutto fumo e niente arrosto".
Dopo un anno di incessante "viral marketing" e le accese tirate di J.J. Abrams (che da alcune fonti apprendo essere definito niente meno che un genio) circa un film che avrebbe avuto una trama ricca di incredibili sorprese e che avrebbe mostrato un mostro gigante come mai si era visto nella storia del cinema, la mia sensazione a fine pellicola è stata più o meno di avere aperto un pacco regalo dalla stupenda confezione e trovarci dentro diarrea di cammello cagata di fresco.
Di nuovo, il film di Matt Reeves non propone assolutamente nulla che già non sia stato mostrato, e molto meglio, in altre pellicole: volendo sintetizzare mi è sembrato di vedere i peggiori aspetti delle inquadrature "amatoriali" alla "Blair Witch Project" (con tanto di patetico e ridicolo "plagio" di una sua sequenza famosa nelle scene finali), uniti ad un tocco de "Il ritorno di Godzilla" diretto da Koji Hashimoto (che forse ho visto soltanto io) in cui dal corpo del simpatico dinosauro radioattivo si staccavano zecche giganti che aggredivano le persone, ed un pizzico di "Signs" nel modo di raccontare, per un buon pezzo di pellicola, da un punto di vista più o meno ristretto di poche persone il dramma di un'apocalisse che devasta "il mondo là fuori" e di cui non si conosce con esattezza l'origine e l'entità.
Di incredibili sorprese la trama è praticamente assente, tanto che persino il demente medio frequentatore di cinema (proprio quello che ogni volta che entrate in sala si siede dietro di voi dando scossoni al seggiolino e dicendo cazzate all'amico seduto di fianco a lui) riusciva ad indovinare tutto quello che sarebbe successo nella scena successiva, operazione a dire il vero per nulla difficile vista l'assoluta banalità della sceneggiatura.
Circa il mostro che avrebbe dovuto mandare tutti quanti in visibilio stendo un velo pietoso... risulta vagamente intrigante nei primi minuti, quando viene mostrato nelle classiche sequenze "vedo non vedo" giusto per chiedersi "ma cosa cazzo è?" per poi deludere totalmente una volta visionato nella sua interezza, risultando davvero una delle creature più anonime viste in un film di fantascienza.
Nemmeno il cast mi è piaciuto più di tanto, anzi, vedere quelle facce da idioti morire uno dopo l'altro è stato l'unico divertimento della serata (non soltanto mio a giudicare dalle risate durante la scena in cui l'elicottero che trasporta i protagonisti precipita al suolo). Unica nota positiva: l'identità del mostro, a parte il suo miserrimo aspetto, non viene svelata. Non si sa da dove viene, cosa sia e perché sia capitato proprio a New York, arriva, distrugge tutto e basta. È una nota positiva perché, vista la pochezza dello sceneggiatore, qualunque spiegazione data avrebbe fatto sicuramente scattare la scintilla del "cazzo che troiata però", che la mera visione della pellicola procura già sin troppe volte.
Negli States questo film ha sbancato il botteghino nel primo week-end, per poi vedere crollare gli incassi del 70% il fine settimana successivo, questo dimostra che se anche il pubblico caprone (di cui faccio fieramente parte) sa farsi infinocchiare per bene dalla pubblicità, la forza del "passa parola" ha anch'essa un certo peso per quanto riguarda l'affluenza nelle sale. Per cui vi dico "evitate di andare a vedere questa merda", poi fate voi...

Lorenzo Rossi

Lorenzo Rossi dice:

 

Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere