Il petroliere è un buon film.
Si poggia sulla cinica figura del protagonista Daniel Plainview (interpretato dall’ottimo Daniel Day Lewis, che per la performance ha ricevuto un Oscar come Miglior attore protagonista), un cercatore di petrolio che fa del sangue/oro nero la sua ragione di vita e la sua condanna/scelta a restare da solo.
Nella scalata alla ricchezza si troverà a confrontarsi con il “pastore†della comunità residente nelle terre delle quali ha appena chiesto l’usufrutto, tale Eli Sunday, interpretato dall’ormai affermata promessa Paul Dano (“Little Miss Sunshineâ€), di conseguenza dovrà fare in conti in qualche modo anche con “Dioâ€, ma il suo ministro terreno Eli lo interpreta in maniera molto personale, quasi come un guaritore dai sistemi anticonvenzionali, scacciando il diavolo con un rito che sa più di commedia dalle artritiche mani di una vecchia ad esempio.
Daniel ed Eli avranno modo di confrontarsi diverse volte sino alla fine del film, mentre il primo continua il suo viaggio solo contro tutti, distaccandosi anche da chi sembra essergli più vicino (il suo figlio acquisito diventato sordo a causa di un incidente) e da chi inaspettatamente gli si presenta come suo fratello, arrivando a macchiarsi anche di omicidio, piegandosi alla volontà di Dio (ma più che altro della comunità che gli è devota in quel posto) solo quando si accorge che è l’unica via per proseguire verso il raggiungimento dei suoi unici interessi: il petrolio.
Ma il film racchiude anche altro, situazioni al limite del mistero e strani ritorni che annidano il dubbio nello spettatore.
Le musiche ricordano a tratti quelle distorsioni sonore estremizzate nel capolavoro di Kubrick “Shiningâ€, riescono ad immergere ancor più lo spettatore in un’atmosfera di una situazione lavorativa di base normale ma a volte quasi sospesa e surreale.
Forse in diversi punti si sarebbe potuto optare per un montaggio dal ritmo più sostenuto, ma il film è uniforme e, nelle sue due ore e mezza circa di durata, difficile capire fino a che punto si poteva osare in questo senso.
Detto questo, vi consiglio di certo la visione anche se è meglio essere predisposti e minimamente preparati a ciò che si va a guardare.
Pro: è un film intenso, in alcune scene vi è un carisma unico, la performance di Lewis da sola vale il prezzo del biglietto.
Contro: due ore e mezza ed il ritmo non proprio serrato potrebbero spaventare.
Seraph888
Seraph888 dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere