Quest'anno la programmazione natalizia nelle sale è stata più deludente dell'Italia del Trap ai mondiali nippo-coreani. Voglio dire, sì, qualche filmetto passabile c'è stato, ma vogliamo mettere quando a Natale usciva roba tipo "E.T."? Il bellissimo "Alla ricerca di Nemo" è stata l'unica vera eccezione (almeno stando alle pellicole che ho visto e ai commenti dei miei amici sulle altre). Se ve lo siete lasciato sfuggire, non perdete tempo, staccate il nipotino più vicino dalla Playstation2 e trascinatelo al cinema; avrete la scusa per andarvi a vedere un film molto divertente, tecnicamente sbalorditivo, persino intelligente nei contenuti. La storia è molto semplice: un pesce-pagliaccio vagamente nevrotico di nome Marlin (doppiato dal bravo Luca Zingaretti, il commissario Montalbano televisivo) decide di attraversare l'oceano per andare a salvare il figlioletto Nemo, catturato da un sub e finito in un acquario a Sydney. Troverà un'inaspettata compagna di viaggio in Loris, una pesciolina piuttosto svampita (eccezionale il doppiaggio della stessa da parte di Carla Signoris, una dei Broncoviz) ed incontrerà, tra mille avventure, una serie di personaggi spassosissimi. Preparatevi a restare a bocca aperta per l'incredibile fluidità dell'animazione (niente a che vedere con l'ormai preistorico "Toy Story", comunque molto bello), forse facilitata dal fatto di dover rappresentare principalmente movimenti ittici. Nella realizzazione della barriera corallina e dei suoi innumerevoli abitanti, poi, la fantasia di disegnatori ed animatori si sbizzarrisce, creando una serie di vivaci (e mai stomachevoli) effetti cromatici. Ma la cosa che secondo me pone "Nemo" un gradino al di sopra di altri film simili (ad es. il precedente "Monsters&Co." realizzato sempre dalla Pixar) è la sceneggiatura, perfetta alchimia di umorismo puro, satira, avventura e "buoni sentimenti" privi di retorica, il tutto condito da un ritmo serratissimo. In conclusione, fiondatevi a vederlo per fare pace con il cinema e con gli sciagurati distributori (ribadisco, che senso ha far uscire "Kill Bill vol.I" a novembre e "L'ultimo samurai" e "Il ritorno del Re" a gennaio? Misteri del marketing...).
Guglielmo
Guglielmo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere