Decimo episodio dell'interminabile saga del folle maghetto, frutto di una sinergia tra la Warner e la Paramount e dell'acquisizione dei diritti della saga de "Il Padrino" da parte della Rowling. Qui il perfido Harry, dopo aver scaricato Hermione sull'autostrada, decide di marciare alla volta di Cosa Nostra per scalzare definitivamente i Corleone dal trono mafioso. Ma il redivivo Don Vito Corleone (di cui si scopre che aveva solo inscenato la propria morte e si era poi trapiantato la faccia del figlio Michael) ha per il maghetto schizoide un'offerta che non si può rifiutare...
Trascurabile seguito di una saga che già dal secondo episodio aveva cominciato a mostrare la corda: non paghi di aver mostrato tutto il passato di Don Vito Corleone, infatti, gli sceneggiatori propongono stancamente una sequela interminabile di colpi di scena telefonatissimi. Veniamo così a sapere che in realtà Fredo non era morto ma era stato rapito dagli alieni, che Paul Hagen è stato imprigionato ad Azkaban, che Harry Potter è in realtà Michael Corleone che si è trapiantato la faccia del giovane protagonista Daniel Radcliffe, che in realtà Rocky Balboa voleva vincere lo scudetto del 1976, che George W. Bush è l'alter ego della Rowling e... ma non voglio svelarvi troppo.
Enorme successo nelle sale, anche perchè la campagna pubblicitaria è stata favorita dall'inspiegabile suicidio del produttore subito dopo la distribuzione nei circuiti cinematografici di tutta la Val D'Aosta (dove l'affluenza nelle sale ha avuto picchi del 500%!). Comunque la noia prende subito il sopravvento, nonostante Arnold Schwarzenegger offra un'intenso diversivo ad Emma Watson nel ruolo della sensibile Hermione. Interessante, però, la scelta di cambiare continuamente formato cinematografico, che già nei primi 272 minuti oscilla tra l'1.20:1 e il 2.90:1, dando allo spettatore un'eccitante senso di embolia. Un film decisamente sopravvalutato. (Jack)