L'ennesimo film musicale infarcito di numerose scene di ballo in cui gli scatenati danzatori eseguono velocissimi e complicatissimi passi di danza al ritmo di alcuni canti gregoriani. Se le coreografie dello sfortunato Leroy Johansson (il ballerino, dopo l'uscita del film, è stato coinvolto in uno scandalo perché trovato in possesso di una videocassetta in cui dei ventenni si trovano insieme nudi a guardare in televisione "Domenica in famiglia") sembrano ormai superate dalle spericolate prodezze dei coreografi dell'ultima generazione (vedi Luc Bassanon, che in ?Ballando su un trattato di semiologia? ci mostra una coppia intenta ad eseguire un pas-de-deux mentre consuma voracemente un cartoccio di lupini), non lo stesso può dirsi delle scelte registiche di Madowsky, passato alla storia per aver girato il thriller ?Partita indelebile? in cui è mostrata in tempo reale una partita a scacchi tra un ingegnere e un bradipo. Madowsky, con il virtuosismo estremo possibile grazie alla StikiCam di sua invenzione (e che consiste in una cinepresa montata all'interno di un fodero per violoncello), ci presenta alcune scene decisamente spettacolari ma che, alla fin fine, sanno di già visto (per esempio, la scena in cui il protagonista viene brutalmente violentato con una chitarra, mentre lo stupratore esegue un assolo su un giro di blues). In più: era proprio necessario mostrare tutto il film in soggettiva, dal punto di vista dell'insulso commesso del negozio di ricambi per automobili? (Sasha)