Le recensioni cinematografiche più schiette del Web

Deadly Interiors

I fratelli Wachowski ci propongono una nuova emozionante saga in cui il genere umano è ancora una volta succube delle macchine, più svilito e umiliato che mai.
Un virus inattacabile, autogeneratosi durante un esperimento di intelligenza artificiale, invia un messaggio subliminale a tutti i computer del pianeta, provocando nei malcapitati utenti un incontenibile ed apocalittico attacco di diarrea. La popolazione mondiale viene poco a poco sterminata dalla terribile calamità, la terra si trasforma in un letamaio (sorprendenti gli effetti speciali realizzati dalla ILM, come la Casa Bianca che trasuda una fanghiglia stomachevole con annessa citazione di Blob e il Colosseo che erutta escrementi come un cono di vulcano). Esperti di tutto il mondo si riuniscono per affrontare la crisi ma non ne vengono a capo. In una sordida cantina di New York qualcosa si muove, Imodio, il re degli hacker (Brad Pitt), resiste all?attacco subliminale grazie alla sua granitica stitichezza e sconfigge il male che sta prostrando l?umanità col contributo di una banda di fuorilegge costipati (Bruce Willis, Lawrence Fishbourne e la straordinaria - visto che non porta il pannolone - presenza di Kirk Douglas).
Senza togliere nulla alla spettacolarità e al dinamismo del film va denunciata la trita retorica tanto cara al cinema americano; ancora una volta un'umanità meschina è salvata dagli outsider, quelli che vivono, pensano (e aggiungerei cacano) a modo loro.
? interessante segnalare che il soggetto originale nasce da un fatto autobiografico, Andy Wachowski soffre di keyboard syndrome, appena si siede di fronte a un computer gli scappa di andare al bagno, il film rappresenta per lui anche l?occasione per fare outing. CORAGGIO ANDY! (Lia)






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