Le recensioni cinematografiche più schiette del Web

L'hotel della paura

Emily è una donna di mezza età che si trova a Viareggio per partecipare ad un convegno sulla clonazione del paguro bernardo. Bruno è il barman dell'hotel ?Picche-fiori? presso il quale la donna alloggia. Una sera Emily, mentre consuma il suo aperitivo al bar dell'hotel, ingerisce una partita di arachidi andate a male e, in stato di shock anafilattico, viene condotta da Bruno alla vicina toilette. Mentre la protagonista è curva sul water in preda ai conati, Bruno viene colto da raptus omicida e fa per trafiggerle i glutei con una siringa da insulina. L'atroce sequenza della metamorfosi belluina del barman è espressa in maniera mirabile attraverso l'uso in dissolvenza di immagini circensi alternare a primi piani del dispenser del sapone liquido. Proprio quando Bruno sta per compiere il suo atroce e sordido misfatto, Emily si riprende e, dopo essersi detersa con lo spazzolone del cesso (è palese la citazione di "Non ti curare del sole che scompare ad est" di Zanardo Clementoni), si volta e sorride serafica al suo carnefice. L'incontro di sguardi è risolutore e dà il via all'agnizione catartica del barista. La pellicola vira improvvisamente dal thriller alla commedia brillante, mentre Emily, seduta sulla tazza, inizia a raccontare la propria vita all'attonito co-protagonista. Proprio quando sembra imminente il bacio chiosatore, irrompe nel bagno Mr. Fonseca, il direttore dell'albergo, che, rifacendosi ad un codicillo del Regio Decreto in materia di occupazione di suolo adibito al trattamento igenico-sanitario, obbliga Bruno ad uscire dalla toilette, richiamandolo al suo lavoro. Il film si conclude con Emily che, dopo aver concluso il proprio intervento al convegno (non ne sveleremo il contenuto per non privare lo spettatore di pathos) si fruga in tasca e rinviene un'arachide. Intensa e sorprendente, questa quinta fatica del geniale Dedalo Benetton entusiasmerà i palati più raffinati, senza annoiare tuttavia i buontemponi della domenica pomeriggio. Da brividi l'interpretazione di Emma Thomson (ma anche Corrado Tedeschi non sfigura nella parte del barista schizoide) costantemente in bilico tra dramma e pecoreccio. Grande successo ai botteghini, forse l'unica nota stonata è costituita forse dalla non sempre ficcante soundtrack del duo Joey Tempest / Teresa De Sio.
(Dr. B)

Indietro