Le recensioni cinematografiche più schiette del Web

La montagna dello zio cannibale

Tre amici (Silvio Muccino,Gigi Sabani e una splendida Liu Bosisio) uniti dalla passione per la numismatica si recano nella giungla di Macerata per scattare dei dagherrottipi che testimonino le abitudini di taccheggio dei castori bianchi.I giovani però si smarriscono e vengono catturati dai Fangulo,una feroce tribù primiva che pratica il cannibalismo e l?aromaterapia,comandata da uno spietato capo (Massimo Ciavarro in una delle sue intepretazioni più convincenti) che si scopre essere lo zio in secondo grado della cugina del cognato di quello che usciva con la servetta del piano di sopra del nipote di un amico che fece il militare a Udine col fratello germano del sacrestano della parrocchia dei protagonisti. Quindi il capo, animato da un feroce desiderio di vendetta sottopone i tre ragazzi a terribili violenze e solo la ragazza riuscirà a fuggire e a trovare la salvezza in una spiaggia per scambisti. Uno delle migliori opere di genere cannibal del periodo che va a cavallo tra 30 settembre 1980 e l'1 ottobre dello stesso anno, girato con sicuro mestiere da Giuseppe Fragottoni (che per questo film utilizzò gli pseudonimi di Brown Matthews e Claude Racket). Nonostante l'esiguità dei mezzi a diposizione (la foresta venne ricostruita nel soggiorno del regista con piante di ficus mentre per la grotta dello stregone fu utilizzata la lanugine raccolta sotto a un comodino) il film riesce ancora a sconvolgere per l?estrema violenza di molte scene, girate in modo incredibilmente realistico.Particolarmente shoccanti sono le sequenze in cui la ragazza viene costretta a togliersi le lenti a contatto senza essersi lavata le mani e successivamente costretta a sopportare tutta la notte il rumore di un rubinetto che perde. Come in quasi tutti i film cannibal non mancano alcune scene di violenza reale sugli animali, come quella in cui la tribù divora un insalata di gamberetti. Un film sconsigliato agli impressionabili ma molto amato dagli amanti del genere.
(Matteo MS)

Indietro