Le recensioni cinematografiche più schiette del Web

Discola

Nel bel mezzo del Ventennio fascista la tranquilla vita di Chiappole, piccolo paese della provincia romagnola, è turbata dalla prosperosa Nina, ragazza orfana dai costumi disinibiti, educata in un convento di suore.
Pinto Strass, alla sua ventesima fatica cinematografica, ripropone la sua visione della sessualità, all'insegna di un erotismo intelligente e raffinato: memorabile la scena in cui Nina attraversa il paese in biscicletta senza indossare le mutande, ma soprattutto senza sellino, provocando le ire e l'imbarazzo dei locali gerarchi. La protagonista, Tatiana Licurzi (quinta misura di reggiseno, coppa XXL) è stata selezionata da Strass tra altre cento candidate, perché "da un culo così mi farei pure cacare addosso".

(Guglielmo)

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