Di Eric Steel; formato: 1.85:1; 2006
Tema:
La gente si suicidano
Svolgimento:
Eh, no, niente, in pratica tu ciai i disagi e quindi a un certo punto fai questa cosa del suicidio che è come un grido d'aiuto, no?, e magari lo fai in posti famosi così almeno c'è la cassa di risonanza. Io per esempio sapevo che dal ponte Golden Gate di San Francisco si suicidano un sacco di gente, perché hanno i disagi e quindi per richiamare l'attenzione fanno il gesto sconsiderato in luoghi celebri così poi se ne parla. Perché quando tu arrivi a un certo punto di malessere non vedi vie d'uscite e fai un gesto estremo, tipo il suicidio, no?, e però per richiamare l'attenzione ancora di piùissimo vai in un posto famoso, così poi se ne discute del tuo suicidio e si dice "ma perché?", oppure "cioè, ma per quale motivo ha dovuto fare proprio questa cosa?", oppure "ma era proprio necessario? Ma ti pare il caso? E poi ma PROPRIO di domenica quando lavo la macchina, che cazzo?", oppure "il suo era un grido d'aiuto e noi lo dovevamo sentirlo". Perché quando tu stai proprio male-male finisce che mandi un segnale forte e poi ti butti al fiume dai posti famosi, tipo la torre Eiffel o il Colosseo. E questo vuol dire che stavi male di brutto, ma proprio un cifrone e mandavi un grido d'aiuto dai posti famosi, tipo per esempio la Gioconda.
Eric Steel e la sua troupe hanno filmato il Golden Gate di San Francisco per un anno intero.
Il loro scopo era riprendere i numerosissimi suicidi (o aspiranti tali) che ogni anno scavalcano le protezioni del ponte per saltare nel fiume e schiantarsi forevah contro un muro d'acqua, e poi andare a chiedere a parenti e amici dei defunti il perché di un simile gesto.
Il film di Steel, come un qualsiasi slasher pessimo, dura - in pratica - un quarto d'ora: il tempo di gettare le basi (mostrando un tuffo letale e i ricordi addolorati di qualcuno) ed è tutto finito. I restanti 75 minuti non sono altro che una ripetizione ad libitum del concetto di base, in una pellicola che non riesce ad andare oltre le sue premesse iniziali e che non mostra di avere uno scopo preciso ben definito.
Il perché "universale" di un suicidio credo sia noto, notissimo, così come è facilmente intuibile l'obiettivo di qualcuno che sceglie un luogo celebre per porre fine alla sua vita; a cosa serve, quindi, promuovere a contenuto un assunto tanto ovvio e ribadire più volte la stessa tematica espressa implicitamente fin dalla sinossi del documentario?
Steel, insomma, what's the point?
Posso capire il focalizzare l'attenzione su un suicida dalla vita particolarmente travagliata ed interessante ed esplorarne tutti i lati fino ad aprire il discorso agli aspetti più generalisti - ed eclatanti, in questo caso - della sua autoeliminazione (un serio ed esaustivo approfondimento che possa andare dal micro al macro e/o viceversa), ma che senso può avere il frammentare la propria inchiesta in decine di casi simili, oltretutto facendo partire il racconto ogni volta dallo stesso punto e con gli stessi esiti (1 - ciao mi suicido dal ponte 2 - era tanto bravo 3 - in finale bella pe' lui)?
La parziale incapacità con cui il regista ha affrontato l'argomento, poi, viene sottolineata dalla sistematica noncuranza con cui l'autore sorvola su un aspetto sconcertante (e che, quindi, avrebbe potuto fornire materiale interessante) di queste vicende, come la reazione al suicidio di un proprio caro che buona parte di amici e/o parenti mostrano davanti alla telecamera, dove veniamo a sapere (dalla voce - ripeto - di padri, madri, fratelli, sorelle e amici) che, cito a grandi linee, "in fondo era quello che voleva fare da un sacco di tempo, ce lo diceva sempre, adesso che ci è riuscito è sicuramente contento, quindi se lui (il morto; ndF) è contento siamo contenti anche noi, tutto il mondo è contento".
In pratica uno si ammazza però va bene così, tuttapposto. Ma sì, che vuoi che sia. Mò pare che se uno si suicida è la fine del mondo!
Gli autori dovevano essere sulla stessa linea di pensiero, visto che nessuno si azzarda a fare domande, anche fosse soltanto un semplice "Ma che vi siete rincoglioniti?". No, niente. Siccome non sono tutti come l'anarchico Pinelli e questi del ponte sono suicidi che VOLEVANO suicidarsi (fatto che commenterei con un bel "e grazie al cazzo"), allora sia fatta la loro volontà e così sia. Contenti loro, contenti tutti, pure io che sono sua madre, in fondo dai che ti freca?
hey d00d BRIDGE OWN3D U!!!1!111!!! LOL
Vabbè.
Forse so' io che so' all'antica.
La superficialità con cui viene trattato l'argomento e l'inconsistenza con cui si passa da un morto all'altro, poi, finiscono col mettere in grande evidenza questioni etiche che avrei sentito la necessità di pormi anche se il film fosse stato di ben altro livello: siamo sicuri, ad esempio, che nel filmare la morte di qualcuno (a sua insaputa, oltretutto) e renderla di pubblico dominio, formalmente a pagamento, sia tutto ok? Se poi i suddetti decessi finiscono in un documentario che - fondamentalmente - non dice un cazzo, chi mi impedisce di pensare che l'autore abbia messo in piedi tutto l'ambaradan solo ed esclusivamente sulla base del morboso shock-value assicurato dalle riprese dei suicidi?
La morte "in diretta" come gimmick, come un vecchio fumetto della Image Comics stampato soltanto in virtù della copertina scolpita nei funghi, beh, mi sembra quantomeno discutibile.
A salvare un po' il tutto (ma solo a livello coreografico) ci pensano le evocative inquadrature del ponte, trattato con il tipico ed elegante occhio fotografico di chi ha scelto il documentario come mezzo espressivo.
Se avessi voluto vedere soltanto delle belle immagini del Golden Gate, però, mi sarei comprato un set di cartoline, dove le foto, almeno, non sono rovinate dagli omini che cadono.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.thebridge-themovie.com/new/index.html
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0799954/trailers

AOATNKCSvyqIyb
ringrazio un utente del forum dei brttui che ha tradottol'articolo UN'INDAGINE SUL MONDO DEL LAVORO SVELA CHE LE PERSONE BELLE FANNO PIf9 SOLDI; GLI UOMINI BRUTTI SONO QUELLI CHE GUADAGNANO DI MENO.Crediateci o no, i ricercatori hanno concluso che le persone attraenti guadagnano di pif9 delle persone di aspetto normale sul posto di lavoro.Sfortunatamente, i lavoratori che non sono per nulla attraenti, guadagnano ancor meno.E gli uomini brttui sono colpiti maggiormente rispetto alle donne. Gli uomini pif9 brttui della media tendono a guadagnare il 9% in meno, mentre per le donne si tratta solo del 5%.Queste sono le rivelazioni sorprendenti del dottor Daniel Hamermesh, un economista dell'universite0 del Texas ad Austin, che ha condotto lo studio La bellezza e il mercato del lavoro con il suo collega Jeff Biddle dell'universite0 del Michigan nell'East Lansing.I loro studi hanno anche scoperto che, in media, le persone che sono percepite come bellissime di aspetto guadagnano circa il 10% in pif9 rispetto a quelle che sono viste come insignificanti , anche se per la maggior parte dei casi i livelli di istruzione ed anzianite0 sono gli stessi. Le donne attraenti, inoltre, ricevono aumenti salariali pif9 rapidamente.Le scoperte suggeriscono che, in aggiunta ai pregiudizi di genere e razza, i lavoratori stanno avendo sempre pif9 a che fare anche con discriminazioni di ordine estetico.Il fatto ancor pif9 sorprendente e8 che la disparite0 finanziaria non e8 limitata solamente a quelle professioni dove l'aspetto ha un ruolo cruciale, come nel caso di modelli o attori.Lo studio ha rilevato che l'aspetto incide sullo stipendio anche in quei settori dove l'estetica non dovrebbe essere un fattore rilevante, come per muratori, operai in fabbrica o nel telemarketing.Per esempio, il 33% dei datori di lavoro contattati per l'indagine ha detto che l'aspetto fisico e8 in qualche modo importante nell'edilizia. Un totale del 66% degli intervistati sostiene che una presenza gradevole e8 in qualche modo importante per il mestiere di meccanico in autofficina.Come previsto il 90% pensa che essere attraente sia di gran lunga importante per i venditori, e l'81% pensa che un bell'aspetto conti in occupazioni quali il cameriere o l'addetto alla reception.Hamermesh spiega che i risultati sono frutto di tre diversi sondaggi, due negli Stati Uniti ed uno nel Canada, per un totale di 7094 intervistati di ete0 compresa tra 18 e 65 anni.Nell'indagine, agli intervistatori che conducevano i sondaggi era richiesto di valutare gli intervistati su una scala estetica di cinque punti, che andava da strepitosamente avvenente o bello ad insignificante.Agli intervistati erano poi formulate domande sul loro impiego e sulla loro busta paga. Nel sondaggio erano pure incluse le interviste ai datori di lavoro.In pratica, come si spiega la disparite0 riguardo alla bellezza? La nostra miglior congettura e8 che sia una questione di pura discriminazione. ha detto Hamermesh. Non importa quale sia l'impiego, le persone di bell'aspetto guadagnano di pif9, quelle brutte di meno. L'economista dice che non c'e8 evidenza che i neri siano pif9 colpiti dei bianchi o viceversa. e8 difficile impostare il discorso su base razziale, perche9 solo tra il 10% e il 12% degli intervistatierano afroamericani ha spiegato Hamermesh. Da quello che possiamo dire, comunque, sembra che le disparite0 non abbiano nulla a che vedere con la razza. Possibili spiegazioni delle discriminanti sui salari sono state elencate nell'indagine, e includono:*Discriminazione del datore di lavoro. Ad alcuni datori di lavoro semplicemente, non piace assumere persone non attraenti.*Discriminazione del cliente. In generale, i clienti preferiscono trattare con persone di aspetto gradevole, facendo sec che queste ultime siano pif9 ricercate dai datori di lavoro.*Produttivite0. L'indagine ha scoperto che le persone attraenti possono essere davvero pif9 produttive in alcuni campi. Notando, ad esempio, che l'avvenenza porta ad una maggiore padronanza e sicurezza in se, una maggiore autorite0 sugli altri, e altre caratteristiche tenute in considerazione nel mercato del lavoro.L'indagine ha anche rilevato che le donne di bellezza sotto la media, sono meno propense ad entrare nel circuito lavorativo, questo non vale invece per gli uomini brttui. Gli uomini brttui lavorano a discapito delle differenze di paga. Loro, in genere non hanno altra scelta ha affermato HamermeshLa ricerca ha concluso infine che i mariti delle donne di aspetto scialbo sono in genere meno istruiti e guadagnano meno dei partner di donne mediamente o molto carine.
Filippo scrive:
Per Mazzone
Occhei Mazzone, non lo dico più.
Gimmick.
Hihihihihihi.
Suicide Club
Ah beh ma se ti piacciono i suicidi ti consiglio "Suicide Club" (Jisatsu Sakuru) di Shion Sono, Giappone, 2002 conosciuto anche come "Suicide Circle".
Trama ben più intrigante, cmq. anche in questo ad un certo punto il regista si perde e -giuro- non si capisce più un cazzo (in gergo tecnico: finale aperto).
non dire mai più gimmick. ti osservo.
Devi però ammettere che se hai in animo di girare un ducu sui suicidi che avvengono sul GGB,il proposito di salvare i mitomani che vogliono buttarsi giù,avvertendo la guardia di turno,potrebbe essere un tantino controproducente.E proprio qui sta il lato paradossale,e secondo me orribile,di questa cagata di progetto.
Filippo scrive:
Riprese
Da quello che ho letto è andata così: sul ponte c'erano solamente alcune telecamere fisse, senza operatore. Quelle, invece, che venivano manovrate da qualcuno (comunque non 24 ore su 24) erano sulla terra ferma. Quando qualcuno vedeva un tizio dall'aria sospetta o intento a scavalcare le protezioni, poteva comunicare la situazione via radio alle guardie del ponte. Diciamo, quindi, che non hanno "lasciato fare", anche perché non avevano la possibilità di intervenire direttamente.
I documentari che stai recensendo sono come minimo insoliti.Qui però si sfiora il criminale.Come dice Daniela,è possibile,per amor di documentazione,piazzare una telecamera su un ponte per riprendere i suicidi che vi avvengono senza fare un CAZZO per impedirli?Tanto varrebbe andare in zona di guerra e filmare le esecuzioni e gli interrogatori,montare il tutto e schiaffarci sopra l'etichetta"documentario".
Che merda.
e comunque...
... bravissimo Filippo che usi anche rimandi storici culturali e controversi (leggi Pinelli)!
Possibile?
Ma vuol dire che questi si sono piazzati lì ad aspettare gli aspiranti suicidi e poi li hanno ripresi mentre cadevano così, senza alzare un dito per impedirglielo? E i parenti DOPO non li hanno presi a calci in culo e randellate sulla schiena? Ma è una cosa allucinante!!!